Si è conclusa con un nuovo colpo di scena la lunga vicenda delle villette del Residence Europa di Vago di Lavagno. Le famiglie Taverna e Pavarotti, che dal 2021 attendevano di poter entrare nelle abitazioni per le quali avevano sottoscritto i preliminari e versato importanti somme di denaro, hanno partecipato al secondo tentativo di vendita giudiziaria. Ma entrambe le case sono state aggiudicate ad altri offerenti.
L’asta telematica si è svolta giovedì 24 settembre, dopo che il primo tentativo era andato deserto. Le due famiglie avevano deciso di partecipare con l’obiettivo di tornare in possesso delle abitazioni che consideravano ormai la loro prima casa. Per entrambe, però, sono comparsi altri concorrenti che hanno fatto salire gli importi oltre le loro possibilità.
Le offerte delle due famiglie
Gianluca Taverna e la moglie Enrica Pruneri speravano di poter finalmente trasferirsi nella villetta di via Vittime della Mafia insieme ai loro due figli piccoli. Nell’altra abitazione del complesso avrebbero invece dovuto vivere Monica Santia e Lamberto Pavarotti, genitori di una figlia con disabilità.
Le due famiglie avevano presentato offerte rispettivamente di 250mila e 259mila euro, corrispondenti agli importi fissati per il primo tentativo di vendita. I successivi rilanci, tuttavia, hanno fatto aumentare i prezzi.
La villetta destinata alla famiglia Taverna è stata aggiudicata per 289mila euro, mentre quella dei Pavarotti è stata assegnata per 280mila euro.
Per le due famiglie, l’esito dell’asta significa perdere la possibilità di entrare nelle abitazioni per le quali avevano già sostenuto ingenti spese.
Cinque anni di attesa
La vicenda risale al 2021, quando Taverna e Pavarotti avevano sottoscritto i contratti preliminari per l’acquisto delle villette. Durante la fase di costruzione avevano versato complessivamente oltre 150mila euro, contando di arrivare successivamente alla stipula dei rogiti.
La situazione è però cambiata con il dissesto della società costruttrice, Immobiliare Pm, finita in liquidazione giudiziale per i debiti accumulati prima che fosse possibile completare l’operazione con gli atti notarili.
Le abitazioni sono quindi finite nella procedura esecutiva e successivamente messe all’asta.
Secondo quanto denunciato dalle famiglie, nel corso della costruzione sarebbero stati richiesti ulteriori versamenti accompagnati da garanzie fideiussorie che, secondo gli interessati, si sarebbero poi rivelate non autentiche. Su queste circostanze sono in corso accertamenti per verificare eventuali responsabilità e la correttezza delle condotte contestate.
La delusione dopo i rilanci
L’esito della vendita ha provocato forte sconforto tra le due famiglie. Taverna ha raccontato di aver sperato fino all’ultimo di riuscire a riacquistare la villetta, ma i rilanci degli altri partecipanti hanno portato il prezzo oltre la cifra che poteva permettersi.
All’interno dell’abitazione è inoltre già presente una cucina acquistata dalla famiglia per circa 20mila euro. Ora i proprietari dovranno capire come recuperare gli arredi e gli altri beni destinati alla casa.
Anche Monica Santia e Lamberto Pavarotti stanno valutando come limitare le conseguenze economiche della vicenda. Tra le ipotesi c’è quella di contattare gli aggiudicatari per proporre la vendita degli arredi già acquistati per la villetta.
Il sospetto sulla fuga di notizie
Dopo l’asta, Taverna ha inoltre riferito di aver appreso di una possibile fuga di notizie avvenuta il giorno precedente alla vendita. Un elemento che, secondo quanto dichiarato, alimenterebbe alcuni dubbi sull’andamento della procedura.
La famiglia ha annunciato l’intenzione di proseguire la propria iniziativa legale attraverso gli avvocati. Le eventuali circostanze irregolari dovranno comunque essere verificate nelle sedi competenti.
La vicenda resta quindi aperta sul piano giudiziario, mentre per le due famiglie si apre ora una nuova fase, caratterizzata dalla necessità di trovare una soluzione abitativa e di affrontare le conseguenze economiche degli ultimi anni.
La società costruttrice e gli accertamenti
Al centro della vicenda c’è Immobiliare Pm, rappresentata da Claudio Briani e con Matteo Santi come socio unico. Secondo la ricostruzione riportata dalle famiglie, Santi avrebbe inoltre svolto il ruolo di intermediario nella compravendita.
La società è stata sottoposta a liquidazione giudiziale per i debiti maturati prima della conclusione degli acquisti. Le famiglie sostengono di aver ricevuto garanzie a fronte dei pagamenti effettuati, ma ritengono che tali documenti non fossero autentici.
Gli accertamenti dovranno chiarire le circostanze della vicenda e stabilire eventuali responsabilità.
La cena di solidarietà
Proprio nella serata del 25 settembre era prevista una cena di solidarietà organizzata dal Comitato Est Veronese Solidale, realtà nata per sostenere le famiglie coinvolte nella vicenda delle abitazioni di Lavagno.
L’appuntamento era stato organizzato all’Osteria Carlotta e Maria Rosa di Colognola ai Colli e avrebbe dovuto rappresentare anche un momento di festa nel caso di un esito positivo dell’asta.
Dopo l’aggiudicazione delle due villette ad altri acquirenti, la serata ha assunto inevitabilmente un significato diverso. Per le famiglie coinvolte, resta comunque l’intenzione di proseguire il percorso intrapreso per ottenere chiarimenti e far valere le proprie ragioni.
La vicenda delle villette di Lavagno, dopo cinque anni, non sembra quindi destinata a chiudersi con l’asta. Le abitazioni sono state assegnate, ma le questioni legate ai versamenti effettuati, alle garanzie contestate e alla gestione della procedura restano al centro delle iniziative delle famiglie e dei loro legali.
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