Verona inaugura la Cittadella della Giustizia intitolata a Tina Anselmi

Il nuovo spazio di piazza Madonna di Campagna riunisce servizi, istituzioni e associazioni per promuovere tutela dei diritti, giustizia riparativa e inclusione sociale

foto di gruppo Anselmi

Verona ha inaugurato la Cittadella della Giustizia, un nuovo spazio dedicato alla tutela dei diritti, alla gestione dei conflitti e ai percorsi di reinserimento sociale. La struttura, aperta in piazza Madonna di Campagna 1/A, è stata intitolata a Tina Anselmi, figura centrale della storia democratica italiana e prima donna a ricoprire un incarico ministeriale nella Repubblica.

Il progetto nasce con l’obiettivo di riunire in un unico luogo diverse realtà impegnate nel settore della giustizia e del sostegno alle persone. La Cittadella non rappresenta soltanto una nuova sede operativa, ma un punto di incontro tra istituzioni, operatori, associazioni e cittadini.

L’idea alla base dell’iniziativa è costruire una giustizia più vicina alle persone, capace di affrontare non solo le conseguenze dei conflitti ma anche il percorso necessario per ricostruire relazioni e fiducia.

Un polo dedicato alla giustizia riparativa e alla tutela dei diritti

All’interno della Cittadella trovano spazio diverse realtà che operano in ambiti complementari: il Centro per la Giustizia Riparativa, Rete Dafne, il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale e l’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni, oltre ad altri progetti dedicati alla responsabilità e all’inclusione.

La presenza condivisa di questi servizi punta a favorire una maggiore collaborazione tra professionalità differenti, creando nuove possibilità di confronto e intervento.

La struttura nasce dalla convinzione che il concetto di giustizia non debba limitarsi alla dimensione giudiziaria, ma comprendere anche il sostegno alle vittime, la responsabilizzazione di chi ha commesso un reato e il recupero dei rapporti sociali compromessi.

Il Comune: “La sicurezza passa anche dalla cura delle relazioni”

Durante l’inaugurazione il sindaco di Verona Damiano Tommasi ha sottolineato il valore della giustizia riparativa e della collaborazione tra soggetti diversi.

Secondo il primo cittadino, la Cittadella rappresenta uno spazio in cui associazioni, istituzioni e operatori possono lavorare insieme per accompagnare le persone nei momenti di difficoltà e favorire percorsi di recupero.

Tommasi ha evidenziato come spesso l’attenzione pubblica si concentri sulla sanzione dopo una violazione, mentre il percorso successivo, quello della ricostruzione e del reinserimento, rischia di ricevere meno attenzione.

La nuova struttura vuole quindi offrire un luogo accessibile e facilmente raggiungibile, inserito nel quartiere, dove trovare risposte e servizi coordinati.

L’intitolazione a Tina Anselmi e il valore dell’ascolto

La scelta di dedicare la Cittadella a Tina Anselmi richiama una figura legata ai valori della partecipazione, della democrazia e della tutela dei diritti.

Partigiana durante la Resistenza, sindacalista, parlamentare e prima donna ministro della Repubblica italiana, Anselmi ha dedicato la propria attività pubblica alla promozione dell’uguaglianza e dell’inclusione.

Lo storico Mauro Pitteri, della Fondazione Tina Anselmi, ha ricordato il suo impegno in diversi ambiti: dalla difesa dei diritti delle lavoratrici alla legge sulla parità salariale, fino al ruolo ricoperto nella Commissione parlamentare d’inchiesta sulla P2.

La sua idea di istituzioni era fondata sull’ascolto, sulla responsabilità pubblica e sulla dignità della persona, principi che oggi vengono richiamati nel nuovo spazio veronese.

Un progetto condiviso tra Comune e istituzioni del territorio

L’assessora alla Sicurezza e Legalità Stefania Zivelonghi ha spiegato che la Cittadella nasce per “ricostruire i legami, rafforzare la fiducia e accompagnare persone e comunità nell’affrontare i conflitti”.

Secondo l’amministrazione, una comunità capace di prendersi cura delle proprie relazioni può sviluppare maggiore coesione sociale e contribuire anche alla sicurezza del territorio.

L’assessore Federico Benini ha invece sottolineato il valore dell’ascolto come elemento centrale dell’azione amministrativa, ricordando il percorso di confronto con i cittadini che ha accompagnato la nascita del progetto.

Alla presentazione ha partecipato anche la Regione Veneto con Maria Carla Midena, delegata dell’assessora regionale ai Servizi sociali Paola Roma, che ha evidenziato il ruolo della Cittadella come punto di riferimento per legalità, inclusione e tutela dei diritti.

Nuovi percorsi per adulti e giovani autori di reato

All’interno della Cittadella trova spazio anche il progetto Amaes, promosso dal ministero della Giustizia, dedicato alla presa in carico di persone adulte e giovani adulte autrici di reato.

L’iniziativa prevede percorsi orientati alla responsabilizzazione e al reinserimento, anche attraverso attività legate alla giustizia ambientale e sportiva.

Con la nuova struttura Verona punta quindi a creare un modello integrato in cui servizi pubblici, terzo settore e istituzioni possano collaborare per affrontare situazioni di fragilità e conflitto.

La Cittadella della Giustizia intitolata a Tina Anselmi diventa così un luogo dedicato non solo all’amministrazione della giustizia, ma anche alla costruzione di nuove relazioni sociali e alla promozione di una comunità più inclusiva.

Redazione

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