La Torretta di San Giorgio non sarà, almeno per ora, interessata dal progetto di riqualificazione presentato da Traguardi. Il Consiglio della Prima Circoscrizione ha infatti espresso parere contrario alla proposta avanzata dalle consigliere Beatrice Rappo e Federica Zanotto, che puntava a trasformare lo storico edificio sul lungadige in uno spazio con nuove funzioni a disposizione della comunità.
L’idea prevedeva il coinvolgimento di un soggetto privato attraverso una concessione e la realizzazione di alcune opere accessorie. Tra gli interventi indicati figuravano un chiosco con attività diurna, un bagno pubblico e nuove aree gioco per bambini nelle zone vicine alla Torretta.
Secondo le promotrici, l’obiettivo non sarebbe stato soltanto quello di recuperare fisicamente l’immobile, ma anche di restituirgli una funzione sociale, mantenendone al tempo stesso il valore storico e culturale.
Federica Zanotto ha posto particolare attenzione alla questione dei servizi igienici. La proposta prevedeva che il bagno incluso nel progetto fosse destinato all’uso pubblico e potesse quindi essere utilizzato non soltanto dagli eventuali clienti del chiosco, ma da cittadini, famiglie e visitatori della zona.
Le consigliere di Traguardi avevano inoltre chiesto che gli investimenti previsti per le opere accessorie venissero indirizzati alla realizzazione di spazi gioco destinati ai bambini, con l’intento di favorire una maggiore frequentazione dell’area da parte delle famiglie.
La memoria di Luca Martinotti
Una parte significativa del progetto riguardava anche la memoria di Luca Martinotti, il diciannovenne morto nell’incendio doloso appiccato alla Torretta nella notte tra il 24 e il 25 maggio 1981.
L’azione criminale venne rivendicata dalla sigla neonazista Ludwig e rappresenta uno degli episodi più drammatici legati alla storia recente del luogo.
Nel piano presentato da Traguardi era prevista l’installazione di una targa commemorativa dedicata al giovane e la possibilità di mettere a disposizione dei visitatori materiali digitali destinati a spiegare la vicenda e il contesto storico nel quale si verificò.
Beatrice Rappo ha spiegato che l’intenzione era quella di coniugare la conservazione della memoria con la possibilità di restituire vitalità a uno spazio della città. La proposta, secondo le promotrici, mirava quindi a evitare che il ricordo dell’episodio restasse separato dalla vita quotidiana della comunità.
Sul punto della memoria non sarebbero emerse particolari opposizioni. La targa commemorativa non rappresenterebbe infatti il principale ostacolo al progetto, mentre le perplessità della Circoscrizione riguardano soprattutto alcuni aspetti tecnici, autorizzativi e ambientali.
I dubbi sulle autorizzazioni
Tra gli elementi che hanno contribuito al parere negativo figura la questione delle autorizzazioni necessarie per intervenire sull’immobile.
In particolare, secondo quanto emerso nel confronto in Circoscrizione, mancherebbe il parere preventivo della Soprintendenza. Un passaggio ritenuto necessario in relazione alla natura e al valore del manufatto sul quale si dovrebbe intervenire.
Un secondo nodo riguarda i servizi igienici. La loro realizzazione sarebbe legata alla disponibilità di allacciamenti alla rete fognaria, ma proprio questo aspetto presenterebbe difficoltà tecniche che non risultano ancora risolte.
La proposta di riqualificazione si trova quindi a confrontarsi con una serie di questioni preliminari che riguardano la concreta possibilità di realizzare gli interventi previsti.
Il nodo delle attività tradizionali
Un’ulteriore perplessità riguarda la possibile convivenza tra l’attività commerciale ipotizzata e gli spazi destinati alle manifestazioni tradizionali che si svolgono nella zona.
Il progetto avrebbe previsto l’obbligo per il futuro gestore di garantire lo svolgimento degli appuntamenti e delle iniziative tradizionali, così da mantenere la funzione pubblica dell’area anche in presenza di una nuova attività.
Nonostante questa previsione, la compatibilità tra la nuova destinazione e l’utilizzo degli spazi per le manifestazioni resta tra gli aspetti che hanno alimentato le riserve espresse dalla Circoscrizione.
Il parere contrario non cancella dunque l’idea di valorizzare la Torretta di San Giorgio, ma blocca la proposta nella forma attualmente presentata, lasciando aperto il confronto sulle modalità con cui intervenire sull’edificio e sull’area circostante.
La discussione si concentra ora sulle condizioni tecniche e autorizzative necessarie per qualsiasi eventuale intervento futuro, insieme alla possibilità di preservare sia il valore storico del luogo sia le sue funzioni pubbliche e commemorative.
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