Salute respiratoria, a Verona nuovo studio coinvolge seimila cittadini

Riparte “Scopri il tuo respiro”, il progetto epidemiologico dell’Irccs Sacro Cuore Don Calabria di Negrar per analizzare la diffusione delle malattie polmonari e l’evoluzione della salute respiratoria della popolazione

respirare

A Verona prende il via una nuova fase di “Scopri il tuo respiro”, lo studio epidemiologico dedicato alla salute polmonare promosso dall’Irccs Sacro Cuore Don Calabria di Negrar in collaborazione con le strutture di Pneumologia e Allergologia del territorio. Il progetto coinvolgerà quasi 6.000 cittadini veronesi tra i 18 e i 79 anni, con l’obiettivo di raccogliere dati aggiornati sulle principali patologie respiratorie e comprendere come siano cambiate nel tempo le condizioni di salute della popolazione.

L’indagine prevede due percorsi distinti: il primo rivolto a un nuovo campione rappresentativo dei residenti, il secondo dedicato alle persone che avevano già partecipato alle precedenti edizioni dello studio. Le lettere di invito sono già in fase di distribuzione ai cittadini selezionati.

Secondo gli organizzatori, i risultati raccolti potranno offrire basi scientifiche utili per programmare interventi di prevenzione e migliorare la gestione della salute pubblica.

Due fasi per fotografare il presente e analizzare i cambiamenti

La nuova edizione dello studio sarà articolata in due momenti principali. Tra ottobre e dicembre 2026 sarà coinvolto un gruppo casuale composto da 1.526 cittadini, scelti per rappresentare la popolazione veronese.

A partire dalla fine di febbraio 2027 toccherà invece ai 4.365 partecipanti delle precedenti rilevazioni, che saranno nuovamente valutati per osservare l’evoluzione delle condizioni respiratorie nel corso degli anni.

L’epidemiologo e biostatistico Massimo Guerriero ha spiegato che il progetto permetterà da una parte di aggiornare i dati sulla presenza di malattie croniche come asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), dall’altra di seguire nel tempo il percorso clinico delle persone già monitorate.

Lo studio punta inoltre a verificare eventuali cambiamenti negli stili di vita e nell’adesione alle terapie, elementi fondamentali nella gestione delle patologie respiratorie.

I dati delle precedenti indagini sulla popolazione veronese

Un importante punto di riferimento resta la precedente rilevazione condotta tra il 2010 e il 2011. In quell’occasione erano emersi dati significativi sulla diffusione della Bpco nel territorio veronese.

Secondo quanto riportato dai responsabili dello studio, il 9,1% dei cittadini coinvolti aveva ricevuto una diagnosi di broncopneumopatia cronico ostruttiva, una percentuale superiore rispetto al dato nazionale allora disponibile, pari al 5,6%.

La ricerca aveva inoltre evidenziato che il 26,7% dei partecipanti riferiva sintomi respiratori quotidiani, come tosse, produzione di catarro e difficoltà nel respirare anche durante sforzi lievi.

Gli specialisti avevano rilevato alcuni segnali di miglioramento nella salute respiratoria e nelle abitudini della popolazione, ma avevano sottolineato la necessità di nuovi dati scientifici per confermare una possibile evoluzione positiva.

Visite gratuite e controlli specialistici

I cittadini selezionati potranno partecipare gratuitamente allo studio presso il Centro diagnostico terapeutico di via San Marco 121 a Verona.

Il percorso prevede la compilazione di un questionario dedicato alla salute respiratoria e l’esecuzione della spirometria, un esame non invasivo che permette di valutare la funzionalità dei polmoni.

La visita avrà una durata indicativa di circa mezz’ora. Al termine, ai partecipanti verrà consegnato il risultato dell’esame con una valutazione da parte di uno pneumologo. Qualora emergano elementi da approfondire, sarà fornita anche una comunicazione destinata al medico di medicina generale.

Prevenzione e programmazione dei servizi sanitari

Per Claudio Micheletto, direttore della Pneumologia dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, conoscere l’attuale diffusione delle malattie respiratorie è essenziale per organizzare in modo efficace i servizi sanitari.

La diagnosi precoce può consentire interventi tempestivi sia sul piano terapeutico sia su quello preventivo, con particolare attenzione ai fattori di rischio come il fumo, tra le principali cause associate allo sviluppo della Bpco.

Il progetto è sostenuto dall’Ospedale di Negrar, dalla Fondazione della Comunità Veronese e dalla Fondazione Cattolica. Anche le istituzioni locali hanno evidenziato il valore dell’iniziativa per raccogliere informazioni utili alla pianificazione futura delle politiche sanitarie.

La partecipazione della popolazione rappresenta un elemento centrale: attraverso il coinvolgimento dei cittadini sarà possibile costruire una fotografia aggiornata dello stato di salute respiratoria del territorio.

Redazione

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