La gestione della raccolta dei rifiuti torna al centro del dibattito politico a Verona. A riaccendere il confronto è stata la mozione di sfiducia nei confronti del presidente di Amia Roberto Bechis, approvata dal Consiglio dell’Ottava Circoscrizione con 8 voti favorevoli e 6 contrari.
Il documento è stato presentato dal vicepresidente Gianluca Stradiotto, oggi nel Gruppo Misto dopo l’esperienza nel Pd. A sostenere la mozione è stata anche Alessandra Rama, precedentemente eletta nella Lista Tommasi. Il loro voto, insieme a quello dei consiglieri del centrodestra, ha permesso l’approvazione dell’atto in un parlamentino a maggioranza di centrosinistra.
La richiesta di dimissioni è legata, secondo i promotori, alle criticità riscontrate nel servizio di raccolta e nella pulizia di alcune zone della città durante la fase di trasformazione del sistema dei rifiuti.
Le opposizioni: «La maggioranza non è più compatta»
Il voto ha provocato la reazione di Fare con Tosi. Patrizia Bisinella, capogruppo in Consiglio comunale, e Marina Reani, consigliera dell’Ottava Circoscrizione, hanno interpretato l’esito della votazione come un segnale politico nei confronti dell’amministrazione.
Secondo le due esponenti, l’approvazione della mozione con il sostegno di due consiglieri provenienti dall’area di centrosinistra dimostrerebbe una frattura all’interno della maggioranza circoscrizionale. Nel loro intervento hanno inoltre richiamato le segnalazioni relative a raccolta dei rifiuti, pulizia delle strade, decoro urbano e presenza di accumuli o abbandoni.
Per Fare con Tosi, il voto dell’Ottava Circoscrizione dovrebbe quindi essere considerato anche dall’amministrazione comunale, soprattutto perché riguarda un servizio direttamente collegato alla quotidianità dei residenti.
Una posizione analoga è stata espressa dal capogruppo della Lega in Consiglio comunale Nicolò Zavarise, secondo il quale il sindaco Damiano Tommasi dovrebbe prendere posizione sull’esito della mozione e fornire risposte rispetto alle richieste provenienti dalla Circoscrizione.
Anche la consigliera leghista dell’Ottava, Alma Ballarin, ha richiamato in particolare le difficoltà legate alla raccolta dell’umido, sostenendo che gli utenti che pagano la tariffa abbiano diritto a un servizio adeguato.
Sul tema è intervenuto inoltre Paolo Borchia, capodelegazione della Lega al Parlamento europeo e segretario provinciale del partito. Nel suo commento ha collegato la vicenda al confronto politico in vista delle prossime elezioni amministrative, chiedendo all’amministrazione di chiarire quale sia la propria posizione sulla mozione.
Ferrari: «Il cambiamento richiede una fase di assestamento»
A difendere il percorso intrapreso dall’amministrazione è stato invece l’assessore all’Ambiente Tommaso Ferrari. Il rappresentante della giunta ha riconosciuto la necessità di intervenire sui problemi del servizio, ma ha contestato l’idea che le criticità possano mettere in discussione l’intero processo di trasformazione.
Ferrari ha ricordato l’evoluzione della raccolta differenziata a Verona, sottolineando che la percentuale sarebbe passata dal 53% circa degli anni precedenti al 57% nel 2024 e oltre il 60% nel 2025, secondo i dati richiamati dall’amministrazione.
Il nuovo modello combina cassonetti ad accesso controllato e raccolta porta a porta e viene progressivamente esteso a diversi quartieri della città . L’obiettivo dichiarato è incrementare la differenziata e diminuire la quantità di rifiuto indifferenziato.
L’assessore ha comunque ammesso la presenza di disservizi e ritardi che devono essere recuperati, sostenendo che Amia debba continuare a lavorare sulla tempestività dei ritiri e sullo spazzamento.
La sua posizione è che la trasformazione del sistema non possa essere valutata esclusivamente sulla base delle difficoltà emerse nella fase di passaggio. Ferrari ha infatti sostenuto che un cambiamento di questo tipo comporti necessariamente un periodo di assestamento.
Europa Verde richiama i dati sulla raccolta
Nel dibattito è intervenuta anche Europa Verde Verona, che ha scelto di mettere a confronto le criticità segnalate nei quartieri con gli indicatori relativi all’evoluzione complessiva del servizio.
Il gruppo ha sottolineato che i problemi di pulizia e raccolta devono essere affrontati senza essere minimizzati, ma ha contestualmente richiamato i dati relativi alla differenziata e alla diminuzione del rifiuto residuo.
Secondo i numeri citati da Europa Verde e attribuiti ai sistemi di monitoraggio Arpav, Ispra e O.R.So., la raccolta differenziata sarebbe passata da poco più del 53% nel 2022 al 57,4% nel 2024. Per il 2025, il dato comunicato ad Arpav avrebbe superato il 60%, in attesa della certificazione definitiva.
Un altro indicatore riguarda i primi otto mesi del 2026. In base ai dati O.R.So. riportati dal gruppo politico, il rifiuto urbano residuo sarebbe diminuito di circa 5.400 tonnellate rispetto allo stesso periodo del 2025, passando da circa 38.500 a poco più di 33.000 tonnellate, con una riduzione indicata intorno al 16%.
Nello stesso periodo, i rifiuti complessivamente raccolti sarebbero diminuiti da oltre 87.000 a circa 83.000 tonnellate.
Il nodo dell’Ottava Circoscrizione
Europa Verde ha inoltre evidenziato un elemento territoriale legato proprio alla mozione approvata. L’Ottava Circoscrizione non sarebbe ancora stata interessata dalla trasformazione del sistema di raccolta nella stessa misura di altre zone della città .
Per il gruppo, questo aspetto rende necessario distinguere tra i problemi specifici segnalati nei quartieri e la valutazione complessiva degli effetti del nuovo modello.
Chiara Martinelli, co-portavoce di Europa Verde Verona, ha sostenuto che una mozione politica possa legittimamente esprimere una posizione, ma non possa sostituire la misurazione dei risultati attraverso gli indicatori del servizio.
Lorenzo Albi, altro co-portavoce del gruppo, ha invece richiamato la riduzione del rifiuto residuo e il superamento del 60% di raccolta differenziata tra gli elementi da considerare nel giudizio sull’attuale gestione.
Emersione delle utenze Tari e costi del servizio
Tra gli altri dati citati da Europa Verde c’è quello relativo alle utenze Tari. Secondo quanto riferito dal gruppo, in due anni sarebbero emerse circa 7.700 utenze precedentemente non registrate, di cui 2.700 nel 2024 e altre 5.000 nel 2025.
Il dato viene interpretato da Europa Verde anche sotto il profilo dell’equità , perché l’emersione di utenze non registrate modifica la platea sulla quale viene distribuito il costo del servizio.
Il gruppo ha inoltre richiamato il confronto delle tariffe, indicando per Verona un costo medio familiare di 247 euro. Secondo i dati citati, il valore sarebbe inferiore a quello indicato per diversi altri capoluoghi veneti, tra cui Vicenza, Padova, Treviso, Venezia e Rovigo, mentre sarebbe superiore a quello di Belluno.
Un ulteriore tema riguarda gli abbandoni dei rifiuti, fenomeno che secondo Europa Verde non sarebbe riconducibile esclusivamente ai nuovi cassonetti ad accesso controllato. Il gruppo sostiene infatti che episodi di questo tipo si verifichino anche nei pressi dei contenitori tradizionali.
Il confronto politico resta quindi aperto su due piani differenti: da una parte le segnalazioni relative alla qualità del servizio nei quartieri, dall’altra gli indicatori che descrivono l’evoluzione della raccolta differenziata e del rifiuto residuo.
La mozione dell’Ottava Circoscrizione ha riportato entrambe le questioni al centro della discussione, mentre le diverse forze politiche continuano a proporre letture differenti degli stessi cambiamenti in corso nel sistema di gestione dei rifiuti a Verona.
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