Da elemento architettonico a simbolo di rinascita e dialogo: è questa la trasformazione che ha guidato “A NOI IN-PORTA”, iniziativa lanciata nell’aprile 2024 presso la Casa Circondariale di Montorio (sezione maschile) e presentata ufficialmente nella mattinata del 15 dicembre presso la scuola secondaria di primo grado Duca d’Aosta di Verona.
Il progetto si fonda sull’arte come mezzo di espressione e riabilitazione e coinvolge detenuti e studenti in un percorso condiviso che unisce manualità, creatività e riflessione sociale. L’iniziativa è sostenuta dall’assessorato alle Politiche educative e scolastiche del Comune di Verona e rientra nei programmi formativi del C.P.I.A. (Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti).
Un laboratorio artistico che abbatte le barriere
Il cuore del progetto è un laboratorio creativo e riabilitativo che consente ai detenuti di contribuire al restauro e alla decorazione di vecchie porte, trasformandole in oggetti carichi di significato. Cinque le porte realizzate finora: due destinate alla scuola Duca d’Aosta e tre al plesso Dante Alighieri del C.P.I.A.
Le porte, una volta ristrutturate, vengono decorate con elementi visivi e simbolici, diventando strumenti di comunicazione tra scuola, carcere e comunità. Un gesto semplice, ma potente, che dà voce a chi spesso non ne ha.
Il percorso ha una forte valenza educativa e sociale, promuovendo l’inclusione e offrendo ai detenuti occasioni di crescita personale, riscatto e alfabetizzazione emotiva, all’interno di un contesto formativo strutturato.
Un progetto condiviso per il futuro
Il successo dell’iniziativa ha spinto le istituzioni a guardare avanti: per il 2026, è già in programma l’ampliamento del progetto con la creazione di almeno altre dieci porte, coinvolgendo nuove scuole e rafforzando il legame tra carcere e territorio.
Durante la presentazione, l’assessora Elisa La Paglia ha evidenziato il valore umano e simbolico dell’iniziativa: “Il progetto consente di aprire davvero una porta di dialogo fra la Casa Circondariale e la scuola. È la più bella manutenzione che potevamo mettere in campo, ricca di senso, per studenti e detenuti”.
Alla cerimonia hanno partecipato anche la consigliera comunale Chiara Stella, sostenitrice del progetto, il dirigente del C.P.I.A. di Verona Luca Saggioro, promotore dell’iniziativa, e rappresentanti degli istituti coinvolti, che hanno espresso entusiasmo e disponibilità a continuare il percorso.
Un esempio concreto di inclusione
“A NOI IN-PORTA” rappresenta un modello replicabile di educazione civica, partecipazione e riabilitazione. In un contesto scolastico sempre più chiamato a educare alla cittadinanza attiva e al rispetto dell’altro, questa iniziativa mostra come la collaborazione tra scuola e carcere possa generare valore sociale reale.
Le porte diventano così testimoni tangibili di un cambiamento possibile, capaci di raccontare storie di crescita, impegno e speranza. Un messaggio forte, rivolto ai giovani e alla comunità intera.