Carnevale di Verona, scontro sui marchi: il Bacanal del Gnoco difende la tradizione

Tensione con il Comune per la registrazione di nomi storici come “Papà del Gnoco”. Il comitato: «Non è privatizzazione, ma tutela culturale»

Clima teso a Verona in vista del Carnevale 2026, con un nuovo fronte di scontro tra il Comitato Carnevale Bacanal del Gnoco e l’amministrazione comunale. Al centro della polemica, la decisione del comitato di registrare come marchi ufficiali alcuni nomi storici della tradizione carnevalesca scaligera, tra cui “Papà del Gnoco”, “Carnevale di Verona”, “Macaron” e “Venardi Gnocolar”.

Una scelta che ha sollevato dure critiche da parte del Comune, in particolare dall’assessora alla Cultura Marta Ugolini, che ha definito l’iniziativa «scandalosa», accusando il Bacanal di voler “mettere il copyright” su simboli che appartengono a tutta la cittadinanza.


Il comitato: «Non è lucro, ma difesa dell’identità culturale»

La risposta del Bacanal del Gnoco non si è fatta attendere. In una nota ufficiale, il comitato ha ribadito che la registrazione dei marchi ha finalità di tutela e non di appropriazione esclusiva. «Non vogliamo privatizzare nulla – spiegano –. L’obiettivo è proteggere le nostre maschere storiche da abusi esterni, garantendone un uso corretto e coerente con le radici culturali locali».

Il comitato, che si configura come associazione con personalità giuridica, sottolinea che opera senza fini di lucro, con finalità civiche e solidaristiche. La registrazione dei marchi sarebbe dunque uno strumento per sostenere la missione dell’ente, anche attraverso raccolte fondi trasparenti e tracciabili.


Il nodo politico e il rischio di fratture

Dietro la questione legale, però, si nasconde un conflitto più ampio tra Comune e comitato, che già in passato avevano avuto divergenze sulla gestione del Carnevale. Secondo il Bacanal, ogni iniziativa promossa viene «puntualmente osteggiata», alimentando un clima ostile che rischia di compromettere il legame con la cittadinanza e l’intero impianto organizzativo della manifestazione.

«L’amministrazione sta tentando di cancellare le tradizioni storiche della nostra comunità», accusa duramente il comitato.
«Il movimento carnevalesco sta manifestando stanchezza verso questo accanimento».


Attesa per l’incontro decisivo a Palazzo Barbieri

In un tentativo di risolvere la controversia, oggi, 9 dicembre, è in programma una riunione plenaria a Palazzo Barbieri, sede del Comune. Un confronto che si preannuncia delicato, ma che potrebbe rappresentare l’occasione per ricucire i rapporti e gettare le basi per una gestione più condivisa del Carnevale veronese.

Il Carnevale di Verona, uno dei più antichi e rappresentativi d’Italia, rischia di diventare terreno di scontro istituzionale, proprio mentre si avvicinano le celebrazioni più sentite dalla comunità. Resta da vedere se prevarrà lo spirito di collaborazione o se la disputa sui marchi sarà solo l’inizio di una nuova fase di tensione.

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