Carenze di organico, turni pesanti e personale insufficiente: è questo il quadro denunciato dalle ostetriche del pronto soccorso ostetrico e ginecologico dell’Ospedale di Borgo Trento, a Verona. Le segnalazioni, giunte direttamente dalle professioniste in servizio, hanno spinto Cisl Funzione Pubblica Verona a richiedere un confronto formale con l’azienda ospedaliera, che ha dato la propria disponibilità ad aprire un tavolo di discussione sul tema.
Secondo il sindacato, la situazione è diventata insostenibile e solleva interrogativi non solo organizzativi ma anche normativi. Il Segretario Generale di Cisl Fp, Giovanni Zanini, ha evidenziato la necessità di verificare se il pronto soccorso ostetrico di Borgo Trento sia stato ufficialmente istituito e autorizzato dalla Regione Veneto. «Se esiste formalmente – ha dichiarato – è fondamentale sapere se sia previsto personale strutturale dedicato. Altrimenti si rischia di continuare a spostare le ostetriche da un reparto all’altro, come una membrana permeabile, per tamponare le falle dell’organico».
Attualmente, il gruppo parto dell’ospedale conta circa 35 ostetriche, con un’organizzazione su tre turni giornalieri: sei ostetriche al mattino, cinque al pomeriggio e altre cinque di notte. In questo contesto, una delle professioniste viene staccata per coprire il pronto soccorso ostetrico, che risulta fisicamente separato dalla sala parto da due porte tagliafuoco. Una condizione che, secondo Augusto Ferrari, coordinatore Sanità di Cisl Fp, crea ulteriori complicazioni organizzative: «Servono risposte concrete dalla Regione e dall’azienda sanitaria. Non si può continuare a garantire un servizio così delicato con risorse limitate e senza certezze organizzative».
Il pronto soccorso ostetrico è una struttura ad alta intensità operativa, dove le emergenze si susseguono senza orari né programmazione. Le ostetriche coinvolte evidenziano come l’attuale modello operativo comprometta sia la qualità dell’assistenza sia la sicurezza del personale, che si trova spesso costretto a coprire più ruoli e reparti senza un’adeguata pianificazione.
Il sindacato sottolinea come l’assenza di personale strutturale dedicato al pronto soccorso ostetrico non sia solo un problema sindacale, ma una questione di sicurezza sanitaria e di rispetto delle normative regionali. Il confronto aperto con l’azienda ospedaliera rappresenta un primo passo, ma per Cisl Fp servono azioni rapide e verificabili, con l’obiettivo di garantire una risposta concreta alle richieste delle professioniste.