Una tranquilla discesa dalla Lessinia si è trasformata in un incubo per una coppia di giovani sposi di San Martino Buon Albergo. La loro auto, nella notte, si è trovata improvvisamente davanti un cinghiale che, dopo l’impatto, è riuscito a fuggire tra la vegetazione. L’urto ha causato ingenti danni alla vettura, ma a complicare la vicenda è stato l’intervento dei soccorsi: la coppia ha riferito che il carro attrezzi non è arrivato «perché pioveva».
La mancanza di assistenza immediata ha lasciato i due automobilisti fermi in strada, senza sapere come procedere. Ora, oltre al disagio vissuto, resta l’incertezza su chi dovrà sostenere i costi della riparazione. Il problema, comune a molti incidenti con animali selvatici, è capire se la responsabilità ricada sull’ente proprietario della strada, sulla Regione o sull’assicurazione del veicolo.
Negli ultimi anni, gli incidenti con fauna selvatica sono in crescita in molte zone italiane, specialmente in aree collinari e montane come la Lessinia. Secondo le normative, il risarcimento può variare a seconda della giurisdizione e delle prove fornite, ma la fuga dell’animale e l’assenza di testimoni diretti possono rendere più difficile ottenere un indennizzo.
Il caso riaccende il dibattito sulla necessità di interventi di prevenzione, come barriere e segnaletica specifica, per ridurre il rischio di collisioni con cervi, caprioli e cinghiali. Intanto, i due coniugi restano in attesa di sapere se qualcuno si farà carico dei danni subiti, mentre l’episodio diventa un simbolo delle difficoltà burocratiche legate alla gestione della fauna in libertà.
Risarcimento da parte della Regione con contributo delle associazioni animaliste.