Il mercato del lavoro in Veneto apre il 2025 con un segno positivo, ma con numeri inferiori rispetto agli anni passati. Secondo quanto emerge dal report trimestrale Sestante di Veneto Lavoro, nel primo trimestre dell’anno sono stati registrati +26.400 posti di lavoro dipendente, un dato che, sebbene positivo, segnala un rallentamento rispetto al 2024, quando l’incremento era stato più marcato.
A influenzare l’andamento occupazionale è stata soprattutto la partenza in ritardo della stagione turistica, condizionata dalla ricorrenza posticipata delle festività pasquali, che ha inciso direttamente sulla domanda di lavoro stagionale, in particolare nel settore terziario. Il risultato? Un calo delle attivazioni a tempo determinato, che si fermano a +13.200, contro le +21.300 dello stesso periodo dell’anno precedente.
Contratti: crescono tempo indeterminato e somministrazione
Nonostante il rallentamento sul fronte del lavoro a termine, i contratti a tempo indeterminato segnano un buon incremento (+11.400), frutto soprattutto di trasformazioni da contratti precari e di una diminuzione delle cessazioni (-5%). Un segnale che evidenzia una maggiore stabilizzazione dell’occupazione. Anche il lavoro in somministrazione torna a crescere, con 2.100 nuove posizioni, contribuendo a mantenere attivo il comparto industriale.
Settori: rallenta il terziario, riparte l’industria
Il settore terziario registra la battuta d’arresto più evidente, con +13.100 posizioni contro le +19.400 del 2024. Il calo coinvolge in modo particolare commercio e turismo, comparti storicamente trainanti nei primi mesi dell’anno e fortemente legati alla stagionalità.
Diverso il quadro per l’industria, che segna +9.400 posti di lavoro, con una crescita concentrata nei comparti metalmeccanico, alimentare, conciario e legno-arredo. Positivo anche l’andamento nelle costruzioni, confermando il trend di consolidamento del settore.
Territori: bene Vicenza, Treviso e Padova, calo a Belluno
Il bilancio territoriale mostra un andamento positivo ma disomogeneo:
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Padova (+4.000), Treviso (+3.700) e Vicenza (+3.100) registrano i dati più incoraggianti;
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Verona (+7.400), Venezia (+8.300) e Rovigo (+730) confermano il segno più, ma con una crescita inferiore rispetto al 2024;
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Belluno (-1.200) è l’unica provincia con un saldo negativo, effetto del termine della stagione invernale, centrale per l’economia locale.
Indicatori Istat: Veneto stabile, ma con margini di miglioramento
Secondo i dati Istat, gli occupati in Veneto sono 2,2 milioni, a fronte di 73.000 disoccupati e 1,9 milioni di inattivi. Il tasso di occupazione è pari al 61,1%, con una disoccupazione al 4,9% e un tasso di attività al 63,1%. Si tratta di valori in linea con la media nazionale, ma che confermano l’esigenza di una ripartenza più decisa nei settori stagionali, specie con l’arrivo dell’estate.