Musei civici di Verona, bando in arrivo per salvare 56 posti di lavoro

Ritirati i preavvisi di licenziamento, il Comune rassicura: nuova gara entro maggio con clausola sociale per tutelare i dipendenti

Museo di Castelvecchio

La tensione resta alta ma arrivano segnali di apertura per i 56 lavoratori dei Musei Civici di Verona, che nei giorni scorsi avevano ricevuto lettere di preavviso di licenziamento, poi ritirate a seguito di un confronto tra sindacati e amministrazione comunale. L’assessore al personale Michele Bertucco ha annunciato che il nuovo bando d’appalto sarà pubblicato entro maggio e che includerà una clausola sociale, per garantire la continuità occupazionale degli addetti alla guardiania e ai servizi interni.

Il nodo delle proroghe e la reazione dei sindacati

Il contratto con l’attuale cooperativa, Le Macchine Celibi, è scaduto nel giugno 2024 ed è stato prorogato a blocchi di quattro mesi. Di fronte all’assenza di indicazioni certe da parte del Comune, la cooperativa aveva inviato ai dipendenti l’avviso di licenziamento con scadenza fine maggio. Un gesto giudicato come un atto “tecnico”, ma che ha generato profondo disagio tra i lavoratori, soprattutto per la tempistica: la comunicazione è arrivata a ridosso del Primo Maggio.

Grazie all’intervento del Comune e all’assicurazione sull’imminente pubblicazione del nuovo bando, i preavvisi sono stati annullati. Tuttavia, i sindacati hanno confermato lo stato di agitazione, in attesa di verificare che il bando contenga tutte le garanzie richieste.

Clausola sociale e contratto Federculture

L’assessore Bertucco ha ribadito che la clausola sociale sarà inserita: l’impresa vincitrice dovrà assumere il personale attualmente in servizio nei musei comunali. Ma il confronto resta aperto, perché la Cgil chiede che venga applicato il contratto collettivo di Federculture, ancora in attesa di un passaggio tecnico per essere incluso come requisito.

Secondo Filcams Cgil Verona, la situazione attuale è frutto di un sistema di appalti che espone i lavoratori a continue incertezze. Il comportamento della cooperativa è stato duramente criticato, accusata di aver usato i dipendenti come leva di pressione, e il caso verrà portato anche all’attenzione del prefetto.

L’appello: “La cultura non è un bene da appaltare al ribasso”

La vicenda ha attirato l’attenzione anche di alcune forze politiche, come Potere al Popolo Verona, che si oppone all’ipotesi – ventilata da tempo – di trasformare i Musei Civici in una fondazione. “La cultura non può essere trattata come un servizio da esternalizzare, ma va considerata una funzione pubblica essenziale, da rafforzare con contratti stabili e condizioni di lavoro dignitose”, afferma il movimento in una nota.

L’appello è chiaro: valorizzare il personale che ogni giorno si prende cura del patrimonio cittadino, garantendo loro rispetto, continuità e sicurezza occupazionale.

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