A due anni dal sequestro di 56 bovini in condizioni di estremo degrado da un allevamento di Lazise, venerdì si è aperto presso il Tribunale di Verona il processo contro il titolare dell’azienda agricola. LAV (Lega Anti Vivisezione) si è costituita parte civile, sostenendo l’accusa di maltrattamento di animali e detenzione incompatibile con la loro natura, aggravata dalla morte di alcuni esemplari.
Una stalla degli orrori: la denuncia e il sequestro
Il caso, che rappresenta il più grande sequestro di bovini da latte mai avvenuto nel Veronese, ha scosso l’opinione pubblica. A finire sotto sequestro furono 14 vitelli e 42 bovine adulte, ritrovati malnutriti, feriti, privi di acqua e cibo, immersi nei propri liquami. L’intervento è scattato in seguito a una segnalazione allo Sportello LAV contro i maltrattamenti di Verona, avviato da poco.
La LAV ha collaborato con la Procura di Verona per l’attivazione del sequestro, mentre la complessa operazione di salvataggio degli animali si è protratta fino al 16 giugno 2023, data dell’ultimo trasferimento in strutture sicure. La difficoltà principale è stata individuare rifugi e adottanti adatti a ospitare un numero così elevato di animali in gravi condizioni di salute.
La battaglia legale e la richiesta di giustizia
In aula, l’allevatore è accusato di aver causato gravi sofferenze agli animali, con la morte di alcuni capi come aggravante. LAV ha colto l’occasione per rilanciare la richiesta di una riforma normativa più severa contro i reati sugli animali, sottolineando come l’attuale proposta di legge approvata alla Camera presenti criticità importanti.
Secondo l’associazione, le pene previste restano troppo lievi e consentono ancora di eludere il processo penale, mentre il testo attualmente in discussione in Senato non affronta in modo adeguato pratiche crudeli come l’uso della catena per i cani. “Chiediamo modifiche sostanziali al disegno di legge in discussione presso la Commissione Giustizia del Senato”, ha dichiarato LAV, rivolgendosi direttamente al relatore Andrea Potenti e alla presidente Giulia Bongiorno.
Una nuova vita per gli animali salvati
Oggi, le bovine e i vitelli vivono liberi dal ciclo dello sfruttamento agricolo. Alcuni si trovano presso “La casa degli animali LAV” di Castiglione del Lago (PG), altri sono stati accolti da rifugi fidati dell’associazione e presto raggiungeranno gli altri esemplari. Il messaggio è chiaro: non solo punire, ma garantire un futuro dignitoso a chi ha subito maltrattamenti.