Sio ospedaliero, confronto tra Azienda Zero e sindacati: il sistema resta sotto osservazione
Il futuro del Sistema Informatico Ospedaliero (Sio) continua a far discutere. Il software, installato quasi due anni fa ma mai realmente entrato a pieno regime, è stato al centro di un incontro a Padova tra i vertici dell’Azienda Zero – con il direttore generale Roberto Toniolo – e i rappresentanti delle sigle sindacali della dirigenza medica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona.
Le organizzazioni sindacali Anaao, Aaroi, Fvm, Fasind, Uil Flp, Cgil Fp, Cisl Medici e Cimo hanno ribadito la necessità di bloccare il collaudo del sistema e risolvere il contratto con le aziende fornitrici, denunciando disservizi e criticità che penalizzano sia il personale sanitario che i pazienti.
Azienda Zero non arretra, ma apre al confronto
Nonostante le richieste dei sindacati, Azienda Zero ha confermato di non voler interrompere il progetto, precisando che il Sio è ancora sotto osservazione. Solo al termine di questa fase sarà possibile valutare se procedere con il collaudo o adottare misure correttive.
Tuttavia, un piccolo spiraglio di dialogo si è aperto: è stata proposta l’organizzazione di un confronto con l’Azienda Ospedaliera e il Comitato Sio, un’iniziativa accolta positivamente dalla dirigenza medica.
Sindacati e politica chiedono una svolta
Il tema è stato affrontato anche durante un convegno sul pubblico impiego promosso dalla Uil Flp, in cui il segretario provinciale Stefano Gottardi ha ribadito l’urgenza di trovare una soluzione. “Gli operatori sanitari non possono lavorare in queste condizioni”, ha sottolineato.
Nel frattempo, la consigliera regionale del Pd Anna Maria Bigon ha richiesto un’audizione in Commissione Sanità, coinvolgendo il direttore generale dell’Azienda Zero, gli Ordini dei medici e le organizzazioni sindacali. “La Regione deve intervenire”, ha affermato. “I disservizi del Sio creano problemi non solo agli operatori, ma anche ai cittadini che faticano ad accedere alle visite e alle prestazioni sanitarie”.
La situazione resta in fase interlocutoria, ma il pressing dei sindacati e della politica potrebbe accelerare le decisioni su un sistema che, ad oggi, continua a sollevare più dubbi che certezze.