Verona, crediti non riscossi per 191 milioni: multe, Imu e tasse mai pagate pesano sui bilanci

Oltre il 40% dei crediti attivi è difficilmente recuperabile, penalizzando i servizi e il welfare locale

Multe

Nei bilanci dei Comuni veronesi, capoluogo compreso, si accumulano 471 milioni di crediti attivi, ma 191 milioni restano solo sulla carta. Queste cifre, elaborate da Spi Cgil Veneto e tratte dai bilanci ufficiali pubblicati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, evidenziano l’impatto dell’evasione e della difficoltà di riscossione su welfare e servizi pubblici.

L’origine del problema

Tra i crediti di dubbia esigibilità rientrano multe stradali non pagate, Imu e oneri di urbanizzazione mai versati, imposte evase e tributi ancora da recuperare. Per far fronte a queste mancate entrate, ogni Comune deve accantonare un fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE), che copre le somme difficilmente recuperabili. Questo sistema garantisce la stabilità finanziaria, evitando dissesti, ma sottrae risorse utili a investimenti e servizi.

Il caso di Verona

Nel capoluogo, i crediti attivi ammontano a 180 milioni di euro, ma oltre la metà, 90 milioni (50,28%), è classificata come difficilmente esigibile. Nei restanti 97 Comuni della provincia, il totale è di 291 milioni, di cui 120 milioni presentano lo stesso problema.

A livello individuale, ogni cittadino veronese ha un “debito virtuale” di 206,74 euro, con punte molto più alte in Comuni come Legnago (600 euro pro capite), Sanguinetto (502 euro) e Torri del Benaco (472 euro).

Differenze tra i Comuni

La situazione non è omogenea:

  • Comuni come Brenzone, Sorgà e Povegliano hanno crediti attivi esigui e senza particolari difficoltà di recupero.
  • Invece, centri maggiori come Villafranca registrano 2,9 milioni di crediti attivi, di cui il 34% difficilmente riscuotibile, mentre a Legnago il dato raggiunge 15,4 milioni, pari al 60,42% dei crediti totali.

Le cause della mancata riscossione

Secondo Carlo Rapicavoli, direttore generale di Anci e Upi Veneto, le difficoltà di riscossione derivano principalmente da:

  • Carenza di personale qualificato per gestire le procedure.
  • Complessità amministrative, con procedure esecutive che possono durare anni.
  • Un ventaglio troppo ampio di tributi da recuperare, dalle tasse scolastiche alle affissioni pubblicitarie.

Una questione regionale

A livello veneto, i crediti di dubbia esigibilità ammontano a 1,37 miliardi di euro nel 2023, un aumento significativo rispetto ai 850 milioni del 2022 (+36%). Questa crescita riflette alti livelli di evasione, aggravati da condoni e rottamazioni che disincentivano il rispetto delle scadenze fiscali.

Soluzioni possibili

Per migliorare la situazione, gli esperti propongono:

  • Incrocio delle banche dati tra agenzie e istituzioni per identificare i debitori.
  • Semplificazione amministrativa per velocizzare le procedure.
  • Miglioramento dei sistemi di pagamento online per facilitare i contribuenti.

Queste riforme potrebbero alleggerire il peso sui bilanci comunali, liberando risorse preziose per investimenti e servizi.

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