In calo i decessi sul lavoro in Veneto, ma aumentano gli infortuni

L'indagine dell'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering di Mestre evidenzia una significativa diminuzione dei decessi rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso

Un terzo del 2024 si è concluso con 16 vittime sul lavoro in Veneto, quattro al mese, registrando un calo del 45% rispetto ai 29 decessi dei primi quattro mesi del 2023. Questo calo significativo ha portato il Veneto in “zona bianca” con un’incidenza di mortalità ben al di sotto della media nazionale. Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio, ha presentato questi dati, sottolineando che, nonostante il calo dei decessi, gli infortuni totali sono aumentati del 2,8%.

La mappatura del rischio di morte sul lavoro nel Veneto mostra che la regione è in “zona bianca” con un’incidenza di mortalità di 4,9 morti per milione di occupati, inferiore alla media nazionale di 8,7. Belluno, tuttavia, si trova in “zona rossa” con un’incidenza di 11,1, mentre Venezia e Padova sono in “zona gialla” con incidenze di 8 e 6,9 rispettivamente. Le province di Verona, Vicenza e Treviso risultano le più sicure, tutte in “zona bianca”.

Nel primo quadrimestre del 2024, il numero di decessi sul lavoro è stato di 16, distribuiti nelle province di Padova e Verona (5 ciascuna), Venezia (3), e Belluno, Treviso e Vicenza (1 ciascuna). Tra queste vittime, 11 sono decedute in occasione di lavoro e 5 in itinere. Tra i 16 decessi, 3 erano lavoratori stranieri.

Le denunce di infortunio totali ad aprile 2024 sono state 23.136, con un aumento del 2,8% rispetto alle 22.152 denunce dello stesso periodo del 2023. Questo incremento è comunque inferiore alla crescita media nazionale del 3,6%. Il settore manifatturiero è il più colpito, con 4.116 denunce, seguito da costruzioni (1.308), commercio (1.225), trasporti e magazzinaggio (1.095) e sanità (1.016).

La provincia di Vicenza ha registrato il maggior numero di denunce totali di infortunio (4.530), seguita da Verona (4.374), Treviso (4.307), Padova (4.292), Venezia (3.884), Belluno (1.053) e Rovigo (696). Per quanto riguarda il genere e la nazionalità, sono state 7.896 le denunce di infortunio delle lavoratrici e 15.240 quelle dei lavoratori. Le denunce dei lavoratori stranieri sono state 5.613, di cui 4.679 in occasione di lavoro.

Nonostante la riduzione significativa dei decessi, l’incremento degli infortuni totali evidenzia la necessità di continuare a migliorare le condizioni di sicurezza sul lavoro. Il settore manifatturiero, in particolare, richiede interventi mirati per ridurre il numero di infortuni. La mappatura del rischio offre uno strumento prezioso per identificare le aree più critiche e orientare gli sforzi verso una maggiore sicurezza per tutti i lavoratori.

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