In una mossa pionieristica verso la sostenibilità ambientale, Veneto Agricoltura, in sinergia con l’associazione Albo dei Cavatori del Veneto e l’azienda Cave Ghiaia Nardi, ha dato il via a un’iniziativa di rigenerazione unica nel suo genere. La cava di ghiaia dismessa di Valeggio sul Mincio sta per essere trasformata in un’area ricca di biodiversità attraverso l’introduzione di un sistema agroforestale all’avanguardia. Questo progetto non solo mira al recupero ecologico dell’area ma punta anche a dimostrare come la rigenerazione ambientale possa andare di pari passo con pratiche agricole innovative e rispettose della natura.
La chiave del successo di questo progetto pilota risiede nell’implementazione di un’agricoltura che esclude categoricamente l’uso di fitofarmaci e fertilizzanti chimici. Al posto di queste sostanze, verrà promosso l’uso di erba medica e specie erbacee a fiore, che contribuiranno a migliorare la qualità del suolo e ad aumentare la biodiversità dell’area. Particolare attenzione viene data alla scarpata di cava, dove verranno piantate specie arboree e arbustive autoctone, tra cui spicca la paulownia, nota per la sua capacità di immagazzinare anidride carbonica e di favorire la creazione di habitat per gli insetti impollinatori.
Con quasi 500 piante arboree e arbustive già messe a dimora, provenienti dal Centro Biodiversità Vegetale e Fuori Foresta di Montecchio Precalcino, il progetto è già ben avviato. La prossima fase, prevista per la prima metà di maggio, vedrà l’effettiva realizzazione del sistema agroforestale, che promette di rendere la zona pianeggiante della cava un terreno fertile per una nuova varietà di coltivazioni.