La Lega si trova attualmente in un periodo di turbolenza interna, soprattutto in Veneto dove le tensioni sono emerse in seguito alla bocciatura dell’emendamento per un terzo mandato consecutivo e alle dichiarazioni di esponenti di spicco come Luca Zaia e l’assessore regionale Federico Caner.
Sabato scorso, durante l’assemblea provinciale della Lega di Treviso, sia Zaia che Caner hanno espresso apertamente le loro critiche al vertice nazionale del partito. Zaia, in un momento che è stato definito “giornata dell’orgoglio e dell’identità”, ha manifestato la sua nostalgia per la Lega Nord, sottolineando un desiderio di ritorno alle radici del partito. Caner è stato ancora più esplicito, suggerendo la rimozione del nome di Salvini dal simbolo del partito e criticando la trasformazione della Lega in un partito di destra e nazionalista senza un adeguato processo decisionale.
Le tensioni all’interno del partito sono state ulteriormente evidenziate dalla reazione del leader nazionale, Matteo Salvini, che ha negato pubblicamente l’esistenza di frizioni con Zaia. Tuttavia, è evidente che il malcontento persiste, specialmente tra i leghisti veronesi, alcuni dei quali hanno accolto positivamente le parole di Zaia e Caner.
Nonostante le divergenze interne, c’è un comune impegno per l’autonomia regionale differenziata, un obiettivo condiviso che potrebbe rappresentare un punto di convergenza per il partito.