Assolto perché il fatto non sussiste: con queste parole, il giudice Sabrina Miceli ha posto fine a un incubo durato tre anni per Ricardo T., piastrellista di origini brasiliane. Appena ascoltata la sentenza, l’uomo è scoppiato in lacrime, abbracciando a lungo la moglie, anch’essa visibilmente commossa. La famiglia vive in Italia da sei anni e i problemi legali erano iniziati nel 2021, quando Ricardo aveva vinto due grandi premi al Gratta e Vinci a breve distanza l’uno dall’altro: 800mila euro a Modena e 2 milioni a Garda. La seconda vincita, di valore maggiore, lo aveva portato in tribunale.
L’accusa di appropriazione indebita
Ricardo, 43 anni e residente a Mozambano (MN), era stato accusato da due amici, Giovanni S. e Christian C., di non rispettare un presunto accordo di spartizione della vincita da 2 milioni di euro. Secondo i querelanti, Ricardo avrebbe promesso di condividere il premio con loro, ma poi avrebbe cercato di incassare l’intera somma da solo. L’accusa aveva portato Ricardo a rischiare fino a tre anni di carcere e un risarcimento di 540mila euro per ciascun amico. Tuttavia, la sentenza del 16 settembre ha ribaltato la situazione, consentendo all’artigiano di incassare l’intera vincita.
L’inizio del calvario nel 2021
La vicenda ha avuto inizio il 22 febbraio 2021, quando Ricardo ha acquistato cinque biglietti da 20 euro ciascuno, grattando quello vincente da 2 milioni. Il tentativo di riscuotere il premio presso una banca a Peschiera del Garda ha destato sospetti, inducendo la Banca d’Italia a segnalare il caso alla Guardia di Finanza, bloccando il denaro. Le autorità sospettavano un possibile collegamento tra l’uomo e la Lottomatica, ma le indagini hanno infine confermato che entrambe le vincite erano semplicemente frutto di un’incredibile fortuna.
Gli amici reclamano la vincita
Tuttavia, non sono stati solo gli organi istituzionali a mettere in discussione la vincita. Anche gli amici Giovanni e Christian hanno denunciato Ricardo, affermando che il biglietto era stato acquistato insieme e che il premio avrebbe dovuto essere diviso in tre parti. Sostenevano di avere un accordo verbale, supportato dalla consulenza di un notaio e di un commercialista. Secondo loro, Ricardo avrebbe cercato di ingannare gli amici e incassare il premio da solo.
La posizione del pubblico ministero
Il pubblico ministero Alberto Sergi ha continuato a sostenere questa tesi, facendo riferimento a una testimonianza bancaria secondo cui Ricardo avrebbe ammesso che la giocata era stata fatta in compagnia di altre persone. Tuttavia, Ricardo ha sempre dichiarato che il biglietto vincente era stato acquistato da lui e che la vincita era solo sua, aggiungendo che avrebbe comunque fatto un regalo ai suoi amici, come già avvenuto con una precedente vincita di 800mila euro, quando aveva donato 20mila euro a un amico.
Il verdetto finale
Durante il processo, i difensori di Ricardo, gli avvocati Giovanni Chincarini e Giordana Frattini, hanno presentato ulteriori elementi a favore del loro assistito, dimostrando la sua buona fede. Tra questi, le testimonianze chiave e i tabulati telefonici che hanno contribuito a scagionare l’imputato. La decisione finale ha restituito a Ricardo la possibilità di godere della sua vincita, sebbene le motivazioni della sentenza siano attese tra 90 giorni.