Torna l’ora solare il 25 ottobre: quando cambiare le lancette e cosa sapere

Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 gli orologi torneranno indietro di un'ora. Si dormirà 60 minuti in più, ma farà buio prima la sera. Ecco cosa cambia per gli italiani, quanto si risparmia con l'ora legale e perché si discute ancora della sua abolizione

Ora Solare

Ora solare 2026, quando spostare le lancette

Il conto alla rovescia è iniziato. Domenica 25 ottobre 2026 tornerà l’ora solare in tutta Italia, segnando la conclusione dei sette mesi di ora legale iniziati lo scorso 29 marzo. Il cambiamento avverrà durante la notte, precisamente alle 3, quando gli orologi dovranno essere riportati alle 2.

Questo significa che si potrà dormire un’ora in più, almeno per chi non dovrà rispettare particolari impegni lavorativi o personali. Smartphone, computer e altri dispositivi con aggiornamento automatico dell’orario effettueranno il passaggio autonomamente, mentre sarà necessario intervenire manualmente sugli orologi tradizionali.

Il ritorno all’ora solare comporterà una diversa distribuzione della luce naturale durante la giornata. Il sole sorgerà prima secondo l’orologio, ma anche il tramonto arriverà un’ora prima rispetto al giorno precedente.

Le giornate continueranno comunque ad accorciarsi progressivamente fino al solstizio d’inverno, previsto a dicembre. Il cambio dell’ora, infatti, non modifica la durata effettiva della luce solare, ma soltanto il modo in cui viene distribuita rispetto agli orari delle attività quotidiane.

Perché Italia e Stati Uniti cambiano orario in giorni diversi

Una particolarità del passaggio autunnale riguarda il mancato allineamento tra Europa e Stati Uniti.

Mentre i Paesi dell’Unione europea termineranno l’ora legale domenica 25 ottobre, negli Stati Uniti il cambio avverrà soltanto domenica 1° novembre 2026.

Per una settimana, quindi, la differenza oraria tra Italia e costa orientale americana sarà inferiore rispetto a quella abituale.

Tra Roma e New York ci saranno temporaneamente cinque ore di differenza anziché sei, una variazione che interesserà soprattutto chi lavora con aziende internazionali, segue i mercati finanziari oppure mantiene contatti frequenti con gli Stati Uniti.

Gli effetti saranno particolarmente evidenti per gli investitori italiani che operano a Wall Street.

Da lunedì 26 ottobre, infatti, la Borsa di New York aprirà alle 14.30 italiane invece delle consuete 15.30, mentre la chiusura sarà anticipata alle 21. Gli orari torneranno alla normalità dopo il passaggio americano all’ora solare.

Una situazione simile si verifica anche in primavera, quando gli Stati Uniti anticipano il ritorno all’ora legale rispetto all’Europa.

Quanto si risparmia grazie all’ora legale

Il risparmio energetico rappresenta una delle principali ragioni per cui il cambio stagionale dell’orario continua a essere applicato.

L’obiettivo dell’ora legale è sfruttare maggiormente la luce naturale nelle ore serali, riducendo la necessità di utilizzare l’illuminazione artificiale.

Secondo le stime diffuse da Terna nel marzo 2026, durante i sette mesi di ora legale l’Italia avrebbe potuto ottenere risultati significativi.

302 mln

kWh di energia risparmiata

80 mln €

Risparmio economico stimato

142 mila

Tonnellate di CO₂ evitate

Stime Terna per il periodo di ora legale 2026, non dati consuntivi.

L’energia risparmiata corrisponderebbe al fabbisogno elettrico annuale di circa 115mila famiglie italiane.

I benefici, tuttavia, sono cambiati nel corso degli anni. La diffusione delle lampadine a led ha ridotto il peso dell’illuminazione sui consumi complessivi, mentre l’utilizzo crescente di climatizzatori e apparecchiature elettroniche ha modificato le abitudini energetiche.

Per questo motivo, l’effettiva convenienza del cambio stagionale continua a essere oggetto di analisi.

Perché si discute dell’abolizione del cambio dell’ora

Il dibattito sull’opportunità di mantenere l’alternanza tra ora solare e ora legale coinvolge da tempo le istituzioni europee.

Una delle questioni principali riguarda le differenze geografiche tra i Paesi dell’Unione.

Nell’Europa meridionale, compresa l’Italia, l’ora legale consente di sfruttare maggiormente la luce nelle ore serali, soprattutto durante la primavera e l’estate. Nei Paesi settentrionali, invece, le giornate estive sono già particolarmente lunghe e i vantaggi possono risultare differenti.

Nel 2019 il Parlamento europeo aveva sostenuto una proposta per interrompere i cambi stagionali, ma il progetto non è arrivato a un accordo definitivo tra gli Stati membri.

Per il 2026, quindi, non è prevista alcuna abolizione del cambio dell’ora e continuerà ad applicarsi il calendario attualmente in vigore.

La discussione riguarda anche la possibilità di mantenere permanentemente l’ora legale, evitando il ritorno autunnale all’orario standard.

Questa scelta, però, comporterebbe tramonti più tardivi e, durante l’inverno, anche albe più tardive, con effetti diversi a seconda della posizione geografica.

Gli effetti del cambio dell’ora su sonno e organismo

Oltre alle considerazioni economiche, il passaggio da un orario all’altro può influenzare temporaneamente il benessere delle persone.

La luce naturale svolge un ruolo fondamentale nella regolazione del ritmo circadiano, il sistema biologico che contribuisce a controllare il ciclo sonno-veglia e numerose funzioni dell’organismo.

Anche uno spostamento di appena sessanta minuti può provocare piccoli disturbi di adattamento, soprattutto nei soggetti più sensibili.

Tra i sintomi che possono comparire figurano difficoltà ad addormentarsi, stanchezza, irritabilità, mal di testa e problemi di concentrazione.

Gli effetti non sono uguali per tutti e generalmente tendono a risolversi nell’arco di pochi giorni.

Il ritorno all’ora solare viene spesso percepito come meno impegnativo rispetto al passaggio primaverile, perché permette di recuperare un’ora di sonno. Ciò non significa, tuttavia, che sia completamente privo di conseguenze sulle abitudini quotidiane.

Dalla proposta di Benjamin Franklin alle prime applicazioni

L’idea di modificare gli orari per utilizzare meglio la luce naturale risale a diversi secoli fa.

Già nel Settecento, Benjamin Franklin aveva affrontato il tema del risparmio legato all’illuminazione, suggerendo di adattare le abitudini quotidiane alla disponibilità della luce solare.

Il suo contributo non prevedeva però il moderno sistema di spostamento delle lancette.

Una proposta più vicina all’attuale ora legale venne avanzata nel 1907 dal britannico William Willett, che sosteneva l’utilità di anticipare gli orologi durante i mesi più luminosi.

L’applicazione concreta arrivò nel 1916, durante la Prima guerra mondiale, quando Germania e Austria-Ungheria introdussero il nuovo sistema per contenere i consumi energetici.

Anche l’Italia adottò l’ora legale nello stesso anno, sebbene il suo utilizzo fosse inizialmente discontinuo.

Dal 1966 il cambio stagionale è applicato regolarmente nel nostro Paese, mentre dal 1996 il calendario è stato armonizzato a livello europeo.

I Paesi che hanno rinunciato al cambio stagionale

L’alternanza tra ora legale e ora solare non è una pratica universale.

Numerosi Stati hanno scelto di mantenere lo stesso orario durante tutto l’anno, rinunciando agli spostamenti stagionali.

Tra questi figura il Giappone, che aveva adottato l’ora legale nel 1948, durante l’occupazione americana, per poi eliminarla nel 1952.

Anche la Cina ha sperimentato il cambio dell’ora tra il 1986 e il 1991, abbandonandolo a partire dal 1992.

La vastità del territorio cinese e le differenze nella distribuzione della luce naturale avevano reso complessa l’applicazione uniforme del sistema.

Oggi il Paese utilizza un unico orario ufficiale nazionale, quello di Pechino, nonostante la notevole estensione geografica.

Quando tornerà l’ora legale nel 2027

Dopo il passaggio del 25 ottobre, l’Italia manterrà l’ora solare per circa cinque mesi.

Il prossimo appuntamento con l’ora legale sarà domenica 28 marzo 2027, quando alle 2 di notte gli orologi dovranno essere spostati avanti alle 3.

In quell’occasione si perderà un’ora di sonno, ma si guadagnerà un’ora di luce serale secondo l’orologio.

Per il momento, quindi, gli italiani si preparano al cambiamento autunnale: nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre le lancette torneranno indietro di sessanta minuti, segnando ufficialmente il ritorno all’orario standard.

Redazione

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