Allarme bomba nelle scuole veronesi, evacuati 27 plessi

Una e-mail con una minaccia di ordigno ha fatto scattare le procedure di sicurezza a Bosco Chiesanuova e Castel d'Azzano. Coinvolti circa 1.100 alunni dell'Istituto comprensivo della Lessinia. Controlli delle forze dell'ordine e verifiche sulla riapertura degli istituti.

Un allarme bomba trasmesso attraverso una e-mail ha fatto scattare un’imponente operazione di sicurezza in diverse scuole della provincia di Verona. Nella mattinata di lunedì 19 ottobre 2026, le autorità hanno disposto l’evacuazione precauzionale di numerosi edifici scolastici a Bosco Chiesanuova e Castel d’Azzano, per consentire le verifiche necessarie a escludere la presenza di eventuali ordigni.

Il provvedimento, adottato su indicazione delle autorità competenti, ha interessato complessivamente 27 plessi scolastici. La segnalazione sarebbe arrivata tramite un messaggio di posta elettronica, apparentemente redatto in lingua araba, nel quale veniva indicata la presenza di una bomba all’interno di un edificio.

L’allarme ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine e delle unità specializzate, mentre le dirigenze scolastiche hanno organizzato l’allontanamento degli studenti e del personale per garantire la sicurezza di tutti.

Evacuate le scuole della Lessinia: coinvolti sei comuni

La situazione più estesa ha riguardato l’Istituto comprensivo di Bosco Chiesanuova, una realtà scolastica che comprende 20 plessi distribuiti in sei comuni della Lessinia: Bosco Chiesanuova, Cerro Veronese, Roverè Veronese, Velo Veronese, Erbezzo e San Mauro di Saline.

La struttura accoglie complessivamente circa 1.100 alunni, coinvolti nelle procedure di evacuazione avviate dopo la ricezione della comunicazione sospetta.

Il sindaco Claudio Melotti e il dirigente scolastico hanno riferito che l’e-mail è arrivata poco dopo le 10 del mattino. Il messaggio segnalava la presenza di un ordigno, rendendo necessario attivare le misure previste per situazioni di potenziale pericolo.

Gli studenti sono stati accompagnati temporaneamente nelle palestre e in altri spazi individuati per l’emergenza. Successivamente, le famiglie sono state avvisate e invitate a raggiungere gli istituti per riportare i figli a casa.

Le operazioni si sono svolte senza incidenti e in un clima di tranquillità, con l’obiettivo di evitare situazioni di panico tra bambini, ragazzi, insegnanti e genitori.

Le autorità locali hanno precisato che la minaccia sarebbe priva di fondamento, pur sottolineando la necessità di effettuare tutti gli accertamenti prima di escludere qualsiasi rischio.

Unità cinofile e controlli negli edifici scolastici

Dopo l’evacuazione, sono iniziate le verifiche negli edifici interessati. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e le unità cinofile, impegnate nelle attività di bonifica e nei controlli degli ambienti.

Il numero elevato di plessi coinvolti ha reso particolarmente articolata l’organizzazione delle operazioni. Per questo motivo, al momento delle prime comunicazioni, non era ancora possibile confermare la regolare riapertura di tutte le scuole di Bosco Chiesanuova per martedì 20 ottobre.

Le famiglie sono state invitate a consultare il registro elettronico per ricevere aggiornamenti ufficiali sull’eventuale sospensione delle lezioni o sulla ripresa delle attività didattiche.

L’obiettivo delle verifiche è completare i sopralluoghi necessari e consentire il ritorno alla normalità soltanto dopo aver accertato le condizioni di sicurezza degli edifici.

Castel d’Azzano, il Comune annuncia la possibile riapertura

Anche a Castel d’Azzano l’allarme ha determinato l’evacuazione precauzionale delle scuole pubbliche del territorio.

In una nota ufficiale, l’amministrazione comunale ha spiegato che il provvedimento è stato adottato su indicazione delle autorità di pubblica sicurezza sovracomunali, in seguito alle segnalazioni che hanno interessato diversi istituti, sia a livello nazionale sia provinciale.

Diversamente da quanto ancora da definire per i plessi della Lessinia, il Comune ha comunicato che, salvo imprevisti, le scuole di Castel d’Azzano avrebbero riaperto regolarmente il giorno successivo.

La decisione definitiva resta comunque subordinata agli esiti delle attività di controllo e alle indicazioni delle autorità competenti.

Il presidente del Veneto: «Minacce inaccettabili»

Sull’accaduto è intervenuto il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, che ha condannato le minacce rivolte agli istituti scolastici.

Il governatore ha definito inaccettabili gli allarmi bomba che hanno coinvolto scuole venete e di altre regioni italiane, sottolineando le conseguenze di segnalazioni che, quando prive di fondamento, interrompono le lezioni e mobilitano ingenti risorse pubbliche.

Stefani ha auspicato che i responsabili vengano individuati rapidamente e chiamati a rispondere delle proprie azioni secondo quanto previsto dalla legge. Ha inoltre ringraziato le forze dell’ordine e gli operatori impegnati nelle verifiche, evidenziando il loro ruolo nella tutela degli studenti e del personale scolastico.

Secondo il presidente regionale, la sicurezza degli istituti e la serenità delle famiglie devono essere garantite senza lasciare spazio a intimidazioni che possano compromettere il normale svolgimento delle attività educative.

L’assessora Mantovan: vicinanza a studenti e famiglie

Anche l’assessora regionale all’Istruzione, Valeria Mantovan, ha espresso solidarietà alle comunità scolastiche coinvolte.

Nel suo intervento ha rivolto un messaggio di vicinanza agli studenti, ai genitori, ai docenti e a tutto il personale, ringraziando le dirigenze scolastiche e le forze dell’ordine per aver attivato tempestivamente le procedure di sicurezza.

Mantovan ha inoltre evidenziato la gravità di episodi di questo tipo, invitando a non considerarli semplici bravate. L’auspicio espresso dall’assessora è che le indagini permettano di individuare i responsabili e che le eventuali condotte illecite siano valutate nel rispetto della legge.

La priorità, ha ribadito, resta quella di preservare la tranquillità delle comunità scolastiche e assicurare la continuità delle lezioni.

Paolo Borchia condanna le minacce alle scuole

Sulla vicenda è intervenuto anche l’europarlamentare veronese Paolo Borchia, che ha definito gravissima la segnalazione ricevuta dagli istituti della provincia.

Borchia ha richiamato l’attenzione sulle ripercussioni che minacce di questo genere producono non soltanto sul personale scolastico, ma anche sulle famiglie e sugli studenti, costretti ad affrontare un’interruzione improvvisa della quotidianità.

L’europarlamentare ha ribadito che gli istituti scolastici devono rimanere luoghi sicuri, nei quali il diritto allo studio possa essere esercitato senza intimidazioni. Ha quindi chiesto che vengano individuati coloro che hanno provocato l’allarme e che siano adottati i provvedimenti previsti dalla legge.

Allarme bomba anche in provincia di Padova

La vicenda veronese si inserisce in un quadro più ampio di segnalazioni che, nella stessa giornata, hanno interessato anche altre aree del Veneto.

Un allarme di natura analoga ha coinvolto infatti tre scuole della provincia di Padova, dove sono state attivate procedure di emergenza per consentire gli accertamenti del caso.

Gli episodi hanno richiesto l’intervento delle autorità e provocato disagi alle attività didattiche, con ripercussioni sulle famiglie e sull’organizzazione degli istituti.

Al momento, per quanto riguarda le scuole veronesi, l’attenzione resta concentrata sugli esiti delle verifiche e sulle comunicazioni ufficiali relative alla ripresa delle lezioni. Le autorità sono chiamate a completare gli accertamenti per chiarire la natura delle segnalazioni e verificare eventuali collegamenti tra gli episodi.

Redazione

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