Smartphone ai bambini, in Veneto il 75% degli under 11 ne possiede uno

L'Osservatorio sull'Educazione Digitale 2026 fotografa le abitudini dei giovani veneti: oltre sette su dieci trascorrono almeno tre ore al giorno al telefono, mentre cresce il ricorso a ChatGPT. Preoccupano gli effetti sulla scuola e il poco dialogo con i genitori

bambino con smartphone

L’utilizzo dello smartphone comincia sempre prima tra i bambini e gli adolescenti del Veneto, mentre l’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo crescente nelle loro abitudini quotidiane. A evidenziarlo sono i risultati dell’Osservatorio Scientifico sull’Educazione Digitale 2026, promosso da Social Warning – Movimento Etico Digitale Aps, che delineano un quadro caratterizzato da un accesso precoce alla tecnologia, un utilizzo prolungato dei dispositivi e un confronto ancora limitato con gli adulti.

Il dato più significativo riguarda i giovanissimi: il 75,3% degli under 11 in Veneto dispone già di uno smartphone personale. Una diffusione che si accompagna a un altro elemento rilevante: il 68,5% dei ragazzi riconosce un’influenza delle tecnologie digitali sul proprio rendimento scolastico, una percentuale nettamente superiore al 47,9% rilevato a livello nazionale.

La differenza, pari a 20,6 punti percentuali, colloca il Veneto al di sopra della media italiana per quanto riguarda la percezione dell’impatto del digitale sul percorso di apprendimento.

Intelligenza artificiale e ChatGPT sempre più presenti nella vita dei ragazzi

Uno degli aspetti emersi dall’indagine riguarda il rapporto tra le nuove generazioni e gli strumenti di intelligenza artificiale.

Il 57% dei ragazzi dichiara di rivolgersi a ChatGPT per ricevere aiuto, una percentuale molto vicina al 58,6% di coloro che indicano i genitori come punto di riferimento.

Il dato evidenzia quanto gli assistenti digitali siano entrati nelle modalità attraverso cui i giovani cercano informazioni, chiarimenti e risposte ai propri interrogativi.

Secondo Gregorio Ceccone, pedagogista del digitale e coordinatore dell’Osservatorio, una delle ragioni che spingono gli studenti a utilizzare questi strumenti riguarda la possibilità di formulare domande senza il timore di essere giudicati.

Nell’esperienza educativa descritta da Ceccone, alcuni ragazzi preferiscono interrogare l’intelligenza artificiale anziché confrontarsi con un adulto, percependo l’interazione digitale come uno spazio nel quale poter sbagliare senza imbarazzo.

Il tema centrale, secondo il pedagogista, non riguarda soltanto la diffusione dell’intelligenza artificiale, ma anche il modo in cui famiglie e scuole affrontano gli errori e le difficoltà degli studenti.

L’utilizzo delle nuove tecnologie si inserisce quindi in una trasformazione più ampia delle modalità di apprendimento e comunicazione.

Oltre cinque ore al giorno con il telefono per quasi quattro ragazzi su dieci

La disponibilità di dispositivi personali si traduce in un utilizzo quotidiano particolarmente intenso.

Secondo i dati dell’indagine, il 74,6% dei ragazzi trascorre almeno tre ore al giorno utilizzando lo smartphone, mentre il 37,9% supera le cinque ore.

Il telefono viene impiegato per comunicare, consultare contenuti, studiare, cercare informazioni e utilizzare piattaforme digitali.

L’accesso alla tecnologia avviene inoltre in età sempre più giovane: il 42,5% riceve il primo smartphone prima dei dieci anni, mentre il 92,8% ne possiede uno prima di compiere 15 anni.

L’impiego dei dispositivi non si interrompe necessariamente durante le ore dedicate al riposo. Più di sette ragazzi su dieci dichiarano infatti di portare il telefono a letto e di controllarlo già al risveglio, prima ancora di alzarsi.

Un’altra indicazione riguarda la difficoltà di ridurre il tempo trascorso online. Il 52,2% riferisce di aver tentato di limitare l’utilizzo dello smartphone senza riuscire completamente nell’intento.

A questo si aggiunge il 21,5% che dichiara di provare agitazione quando non può accedere ai social network.

Si tratta di comportamenti che non consentono, da soli, di formulare diagnosi di dipendenza, ma che offrono elementi utili per comprendere il rapporto dei giovani con gli strumenti digitali.

Social network, in Veneto il 40% dei giovani ci pensa frequentemente

L’attenzione rivolta alle piattaforme social costituisce un ulteriore aspetto dell’indagine.

Quattro ragazzi veneti su dieci dichiarano di pensare spesso o continuamente ai social network e alle attività da svolgere sulle piattaforme.

La percentuale, secondo i dati riportati dal Mattino di Padova, risulta più che doppia rispetto al corrispondente valore nazionale.

La frequenza con cui i social entrano nei pensieri dei giovani si affianca alle difficoltà segnalate nel controllare il tempo di utilizzo e alla presenza dello smartphone anche nei momenti tradizionalmente riservati al riposo.

L’indagine mette così in evidenza comportamenti che coinvolgono diversi aspetti della quotidianità, dalla gestione del tempo libero alle attività scolastiche.

Genitori e figli, il dialogo sulla tecnologia resta limitato

Nonostante la presenza costante degli strumenti digitali nella vita dei ragazzi, il confronto con la famiglia appare ancora poco frequente.

Soltanto il 18,8% degli intervistati afferma di parlare spesso con i genitori delle proprie esperienze online, mentre il 45% dichiara di affrontare questi argomenti raramente oppure di non discuterne affatto.

Il dato assume particolare rilevanza considerando la giovane età alla quale avviene il primo contatto con uno smartphone personale.

La distanza tra l’utilizzo quotidiano della tecnologia e le occasioni di dialogo familiare rappresenta uno dei temi sui quali si concentra l’attenzione dell’Osservatorio.

Davide Dal Maso, presidente e fondatore di Social Warning, ha sottolineato come la diffusione delle tecnologie tra i minori proceda più rapidamente dell’evoluzione delle regole.

Secondo Dal Maso, le iniziative educative dovrebbero iniziare prima dell’accesso autonomo ai dispositivi e non limitarsi alle norme che disciplinano l’ingresso dei minori nei social network.

Intelligenza artificiale, dalla privacy al lavoro: le preoccupazioni dei giovani

Accanto alla crescente familiarità con gli assistenti digitali, l’indagine registra anche una serie di timori legati allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

Le preoccupazioni riguardano soprattutto le possibili conseguenze di un utilizzo scorretto delle nuove tecnologie.

Preoccupazione Percentuale
Possibile utilizzo improprio dell’intelligenza artificiale 46,3%
Impiego futuro dell’IA contro gli esseri umani 41,9%
Sicurezza e protezione dei dati personali 39,7%
Possibile perdita di posti di lavoro 34,9%
Nessuna preoccupazione dichiarata 22,4%

Quasi un ragazzo su due teme quindi che l’intelligenza artificiale possa essere utilizzata in modo improprio, mentre una quota consistente manifesta dubbi sulla tutela delle informazioni personali e sulle conseguenze occupazionali.

I risultati mostrano come l’utilizzo degli strumenti basati sull’IA conviva con una percezione dei rischi associati alla loro diffusione.

A Venezia la Giornata Nazionale della Cittadinanza Digitale

I risultati dell’Osservatorio saranno approfonditi durante la Giornata Nazionale della Cittadinanza Digitale, in programma sabato 24 ottobre 2026 a Venezia.

L’appuntamento si svolgerà presso The Venice Home, nella sede della Fondazione The Human Safety Net in piazza San Marco, e comprenderà incontri, tavole rotonde e attività laboratoriali rivolte agli studenti.

Il programma affronterà diverse questioni legate all’utilizzo responsabile della tecnologia, con particolare attenzione all’intelligenza artificiale, ai social network e alla formazione digitale delle nuove generazioni.

Tra i partecipanti annunciati figurano Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto, Bernard Dika, sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana, e Davide Dal Maso, presidente di Social Warning.

L’iniziativa metterà a confronto rappresentanti istituzionali, esperti e mondo dell’educazione sul ruolo che famiglie e scuole possono svolgere nell’accompagnare i più giovani nell’utilizzo degli strumenti tecnologici.

I dati del Veneto, con tre bambini su quattro già in possesso di uno smartphone prima degli 11 anni e un utilizzo quotidiano particolarmente elevato, saranno tra gli elementi centrali del dibattito sulle nuove esigenze dell’educazione digitale.

Redazione

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