Panifici in Veneto, 1.243 imprese e oltre 6mila addetti: mancano nuovi panettieri

Il settore della panificazione artigianale registra una flessione del 2,2% e fatica a trovare personale qualificato. A Verona operano 202 imprese, mentre in tutta la regione il 58% delle assunzioni programmate risulta difficile da coprire

fare il pane panettiere

Panifici artigianali in Veneto, il settore affronta la carenza di personale

Il pane continua a rappresentare uno degli alimenti più presenti sulle tavole dei veneti, ma il futuro di chi lo produce quotidianamente si confronta con difficoltà sempre più evidenti. In Veneto sono attive 1.243 imprese di panificazione, che danno lavoro complessivamente a 6.057 addetti, secondo i dati diffusi da Confartigianato Imprese Veneto.

Il comparto mantiene una presenza significativa nell’economia regionale, soprattutto grazie alle piccole attività artigianali che garantiscono un servizio di prossimità nei quartieri cittadini e nei centri più piccoli.

Accanto a questa realtà consolidata emergono però due criticità: la diminuzione del numero di panifici e la crescente difficoltà nel trovare nuovi lavoratori disposti a intraprendere la professione.

Il numero delle imprese registra infatti una contrazione del 2,2%, un dato che, pur non indicando un ridimensionamento improvviso del settore, richiama l’attenzione sulla capacità delle attività di mantenersi nel tempo e favorire il ricambio generazionale.

A Verona sono 202 le imprese della panificazione

La distribuzione territoriale delle attività conferma quanto il settore sia diffuso nelle diverse province venete.

Verona conta 202 imprese di panificazione, collocandosi al quarto posto nella graduatoria regionale, dopo Venezia, Treviso e Padova.

La presenza dei panifici resta importante per il tessuto economico locale, sia per l’attività produttiva sia per il rapporto diretto che queste imprese mantengono con i consumatori.

A guidare la classifica è Venezia con 261 imprese, seguita da Treviso con 225 e Padova con 220. Dopo Verona si colloca Vicenza, con 197 attività, mentre Rovigo e Belluno registrano rispettivamente 71 e 67 imprese.

Questi numeri evidenziano la capillarità della panificazione artigianale, che continua a essere presente anche nelle province meno popolose.

Mancano panettieri: difficile coprire il 58% delle assunzioni

La principale preoccupazione per il settore riguarda il mercato del lavoro.

Nel corso del 2025, le aziende venete hanno programmato 380 nuovi ingressi di panificatori, ma per il 58% delle posizioni sono state segnalate difficoltà di reperimento.

Il problema non riguarda quindi soltanto il numero delle imprese attive, ma anche la disponibilità di personale necessario a garantirne la continuità produttiva.

In particolare, nel 47,5% dei casi la difficoltà è stata attribuita alla mancanza di candidati, un elemento che mette in evidenza la necessità di avvicinare nuove persone alla professione.

Assunzioni programmate nel 2025: 380, Panificatori in Veneto

Difficoltà di reperimento: 58%, Delle entrate previste

La carenza di figure professionali rischia di diventare un ostacolo per le aziende che intendono ampliare la propria attività o sostituire lavoratori in uscita.

Il mestiere del panettiere richiede infatti competenze specifiche, dalla conoscenza degli impasti alla gestione delle fermentazioni, fino al controllo della cottura e alla lavorazione delle diverse tipologie di pane.

Si tratta di capacità che si sviluppano attraverso formazione ed esperienza pratica, elementi fondamentali per preservare la qualità delle produzioni artigianali.

Anche i pastai sono difficili da trovare

Le difficoltà di assunzione non interessano esclusivamente il mondo della panificazione.

Secondo le rilevazioni di Confartigianato, anche le imprese che operano nella produzione della pasta devono confrontarsi con una disponibilità limitata di personale.

Nel 2025, in Veneto, sono state programmate 600 entrate professionali nel settore della pasta, ma il 63% è risultato difficile da reperire.

Una percentuale persino superiore rispetto a quella registrata per i panificatori, che conferma una criticità più ampia nel comparto delle lavorazioni alimentari.

La ricerca di personale qualificato diventa quindi un tema centrale per diverse attività artigianali, nelle quali la manualità e la conoscenza delle tecniche produttive continuano a svolgere un ruolo determinante.

Il futuro dei panifici passa dal ricambio generazionale

La diminuzione delle attività e la difficoltà nel trovare nuovi addetti pongono interrogativi sulla continuità delle imprese artigianali.

Molti panifici rappresentano realtà economiche profondamente legate al territorio, spesso caratterizzate da una relazione consolidata con la clientela e da competenze tramandate nel tempo.

L’ingresso di nuove generazioni nel settore diventa quindi un elemento importante per mantenere vivo il patrimonio professionale della panificazione.

La disponibilità di lavoratori preparati può incidere sulla capacità delle imprese di rispondere alla domanda, mantenere gli standard produttivi e sviluppare nuove opportunità commerciali.

Allo stesso tempo, il settore continua a offrire possibilità occupazionali che richiedono preparazione tecnica e conoscenza approfondita delle materie prime.

Confartigianato valorizza il pane artigianale

In occasione della Giornata mondiale del pane, celebrata il 16 ottobre, Confartigianato Imprese Veneto ha promosso una campagna dedicata al valore della produzione artigianale.

L’iniziativa punta a far conoscere ai consumatori le caratteristiche che distinguono un prodotto realizzato attraverso lavorazioni tradizionali e competenze professionali specifiche.

L’attenzione viene rivolta soprattutto alla selezione degli ingredienti, alla corretta gestione delle diverse fasi produttive e all’importanza dell’esperienza del panificatore.

Ruggero Garlani, presidente della categoria Panificatori di Confartigianato Imprese Veneto, evidenzia come la qualità del pane artigianale dipenda da un insieme di conoscenze che vanno oltre la semplice preparazione dell’impasto.

La scelta delle materie prime, il rispetto dei tempi di lavorazione e la capacità manuale costituiscono gli elementi distintivi di una produzione che conserva un forte legame con la tradizione.

La campagna intende quindi aiutare i cittadini a riconoscere il valore del lavoro svolto quotidianamente nei laboratori artigianali.

Il pane artigianale resta una risorsa per l’economia locale

Nonostante la flessione del numero di attività, la panificazione continua a rappresentare una componente significativa del sistema produttivo veneto.

Le 1.243 imprese e gli oltre 6mila occupati testimoniano la presenza di una rete economica che contribuisce alla vitalità dei territori e alla disponibilità quotidiana di prodotti alimentari.

Per Verona, con le sue 202 imprese, il settore costituisce una parte del tessuto artigianale locale, ma condivide le difficoltà riscontrate nel resto della regione.

La sfida principale riguarda la possibilità di garantire continuità alle attività esistenti, favorendo l’ingresso di nuove professionalità e valorizzando le competenze già presenti.

I dati sulle assunzioni del 2025 confermano che la richiesta di panettieri rimane concreta, ma più della metà delle posizioni programmate presenta difficoltà di copertura.

Un quadro che pone al centro del futuro della panificazione veneta il rapporto tra formazione, lavoro e salvaguardia delle competenze artigianali.

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