Riscaldamento a Verona, via libera all’accensione ma bollette in aumento del 52%

Dal 15 ottobre è possibile attivare gli impianti di riscaldamento, ma per le famiglie veronesi si prospetta un inverno costoso

Termostato Riscaldamento

Bollette del gas, a Verona si rischiano aumenti fino a 605 euro

L’inverno deve ancora arrivare, ma per le famiglie veronesi si prospetta già una stagione particolarmente impegnativa dal punto di vista economico. Con l’autorizzazione all’accensione degli impianti di riscaldamento, entrata in vigore giovedì 15 ottobre 2026, torna al centro dell’attenzione il problema del caro energia.

Le temperature ancora relativamente miti consentono a molti cittadini di rimandare l’utilizzo dei termosifoni. A preoccupare, tuttavia, sono soprattutto le previsioni relative alle prossime bollette.

Secondo le elaborazioni dell’associazione dei consumatori Adico, basate sui dati Istat, la spesa per il gas potrebbe aumentare del 52% rispetto alla precedente stagione invernale.

Per una famiglia veronese con un consumo annuo di circa 950 metri cubi, la previsione indica una spesa di 1.520 euro nella stagione 2026-2027, contro i 998 euro dell’inverno precedente.

La differenza sarebbe quindi di 522 euro in più, una maggiorazione significativa per i bilanci domestici.

Le stime comprendono il consumo di gas destinato al riscaldamento, alla produzione di acqua calda e alla cucina, anche se le caratteristiche delle singole utenze possono determinare importi differenti.

Quanto spenderanno le famiglie per il riscaldamento

Le previsioni elaborate da Adico mostrano come l’aumento possa incidere sulle diverse fasce di consumo.

Consumo di gas Spesa precedente Spesa prevista
800 metri cubi 840 € 1.280 €
950 metri cubi 998 € 1.520 €
1.100 metri cubi Non specificata Aumento stimato di 605 €

Importi previsionali riferiti alla stagione 2026-2027, confrontati con quella precedente. Non rappresentano bollette definitive.

Il quadro evidenzia una pressione crescente sulle spese domestiche, soprattutto per i nuclei familiari che utilizzano il gas come principale fonte di riscaldamento.

Un elemento particolarmente rilevante riguarda il costo della materia prima. A settembre 2026 il prezzo del gas si attestava intorno a 0,82 euro al metro cubo, rispetto agli 0,30 euro registrati nello stesso mese del 2025.

Si tratta di una crescita superiore al 160%, che contribuisce a spiegare le prospettive di rincaro per la stagione fredda.

Adico invita le famiglie a prepararsi ai rincari

Il presidente di Adico, Carlo Garofolini, richiama l’attenzione sull’importanza di affrontare con anticipo le conseguenze economiche dei nuovi prezzi energetici.

L’associazione sottolinea come il confronto con il 2025 risulti particolarmente pesante, anche perché durante la precedente stagione si era verificata una diminuzione significativa dei costi.

Pur senza voler alimentare allarmismi, Adico invita i consumatori ad adottare strategie per limitare la spesa energetica, prestando attenzione ai consumi e alle condizioni economiche dei contratti di fornitura.

Il rischio è che il maggiore costo del riscaldamento assorba una quota crescente delle risorse familiari, riducendo la disponibilità economica per altre necessità.

Imprese e negozi sotto pressione per il caro energia

Le conseguenze dei rincari non riguardano soltanto le abitazioni private.

Anche il mondo delle attività commerciali osserva con preoccupazione l’evoluzione del mercato energetico, soprattutto in vista degli ultimi mesi dell’anno.

Alessandro Torluccio, direttore regionale di Confesercenti Veneto, evidenzia come gli aumenti dei costi dell’energia rappresentino ormai una difficoltà ricorrente per le imprese.

L’elettricità ha già registrato rincari negli ultimi mesi, mentre le maggiori incognite riguardano l’andamento del gas con l’avvicinarsi dell’inverno.

Secondo Confesercenti, il continuo aumento delle spese energetiche rischia di ripercuotersi sui prezzi di beni e servizi, costringendo alcune attività a trasferire almeno una parte dei maggiori costi sui consumatori.

Una situazione che potrebbe indebolire ulteriormente la capacità di spesa delle famiglie e incidere sulla vitalità del commercio di prossimità, delle attività turistiche e dei servizi presenti nei centri urbani.

Le tensioni in Medioriente pesano sulle prospettive energetiche

A rendere più incerto lo scenario contribuisce anche la situazione internazionale.

Le tensioni geopolitiche in Medioriente, con particolare riferimento al conflitto tra Stati Uniti e Iran e alla centralità strategica dello stretto di Hormuz, rappresentano un fattore di rischio per i mercati energetici.

L’eventuale persistenza delle difficoltà nell’area potrebbe influenzare ulteriormente le quotazioni delle materie prime, con possibili conseguenze sui prezzi pagati da famiglie e imprese.

Il presidente di Federconsumatori, Maurizio Framba, sottolinea come il rischio di nuovi aumenti fosse già stato segnalato nei mesi precedenti.

L’associazione considera particolarmente delicata la combinazione tra rincari energetici, aumento dei carburanti e riduzione del potere d’acquisto.

L’arrivo dell’inverno potrebbe accentuare le difficoltà, soprattutto qualora le tensioni internazionali non dovessero attenuarsi.

Federconsumatori chiede interventi strutturali contro il caro bollette

Per contenere gli effetti degli aumenti, Federconsumatori sollecita misure che vadano oltre gli interventi temporanei.

Tra le principali richieste figurano la separazione dei meccanismi di formazione del prezzo dell’elettricità da quelli del gas e un maggiore sostegno agli investimenti nelle energie rinnovabili.

L’associazione propone inoltre di ampliare la platea delle famiglie beneficiarie degli aiuti economici, così da includere anche nuclei attualmente esclusi dalle forme di sostegno disponibili.

Un altro punto riguarda la revisione degli oneri di sistema, con la possibilità di eliminare le componenti considerate superate e trasferire alcune spese sulla fiscalità generale.

L’obiettivo indicato è rendere meno vulnerabili i consumatori alle oscillazioni dei mercati internazionali e ridurre il peso delle bollette sui redditi familiari.

Riscaldamento acceso a Verona: orari e temperature consentite

Nel frattempo, a Verona sono entrate in vigore le disposizioni per l’utilizzo degli impianti termici.

Dal 15 ottobre 2026 al 15 aprile 2027 è consentita l’accensione del riscaldamento nelle abitazioni, nei condomini e negli uffici, nel rispetto dei limiti previsti.

Le principali regole comunicate sono:

  • Durata massima: 14 ore al giorno.

  • Fascia oraria consentita: dalle 5 alle 23.

  • Temperatura nelle abitazioni e negli uffici: massimo 19 °C, con tolleranza di 2 °C.

  • Temperatura negli edifici industriali e artigianali: massimo 17 °C, con tolleranza di 2 °C.

  • Periodo di accensione: fino al 15 aprile 2027.

Le disposizioni stabiliscono i limiti entro cui gli impianti possono funzionare, senza imporre necessariamente l’accensione immediata.

Considerando le condizioni meteorologiche ancora favorevoli, diversi cittadini potrebbero quindi scegliere di posticipare l’avvio del riscaldamento per contenere i consumi.

Condomini, Anaci conferma il rischio di aumenti

Anche gli amministratori condominiali seguono con attenzione l’evoluzione della situazione.

Michele Ischia, presidente provinciale di Anaci, ritiene prematuro formulare previsioni definitive sull’entità dei rincari, pur considerando probabile un incremento dei costi.

Secondo la valutazione dell’associazione, non si dovrebbe necessariamente ripetere lo scenario eccezionale verificatosi all’inizio della guerra in Ucraina, quando le quotazioni energetiche avevano registrato aumenti particolarmente marcati.

Resta comunque la prospettiva di una stagione più onerosa, soprattutto per gli edifici dotati di impianti centralizzati e per le famiglie con consumi elevati.

Magis Energia annuncia una nuova offerta a prezzo fisso

In un contesto caratterizzato dall’incertezza, Magis Energia ha annunciato il prossimo lancio di una proposta commerciale pensata per limitare l’esposizione alle oscillazioni del mercato.

Il consigliere delegato Fabio Candeloro ha anticipato che l’offerta, prevista per la settimana successiva al 16 ottobre, comprenderà un prezzo fisso e uno sconto progressivo nell’arco di 36 mesi.

La proposta sarà destinata sia ai nuovi clienti sia a quelli già serviti dalla società, che potranno effettuare il passaggio senza costi di modifica, secondo quanto annunciato dall’azienda.

L’iniziativa punta a offrire maggiore prevedibilità nella gestione della spesa energetica, in una fase in cui le oscillazioni dei prezzi rappresentano una delle principali preoccupazioni dei consumatori.

Le condizioni economiche dettagliate dell’offerta dovranno essere valutate al momento della pubblicazione.

Un inverno costoso per Verona, tra risparmio e incertezza

L’avvio della stagione termica 2026-2027 si presenta dunque con prospettive economiche impegnative.

L’aumento stimato del 52% della spesa per il gas rappresenta il principale elemento di preoccupazione per le famiglie veronesi, mentre imprese e associazioni dei consumatori chiedono risposte capaci di contenere gli effetti del caro energia.

Le temperature miti di metà ottobre potrebbero consentire un risparmio iniziale, ma l’andamento complessivo delle bollette dipenderà soprattutto dalle condizioni climatiche dei prossimi mesi, dai consumi effettivi e dall’evoluzione dei prezzi.

In attesa di conoscere l’impatto reale degli aumenti, il costo del riscaldamento torna a essere una delle principali voci di spesa da monitorare per l’inverno a Verona e provincia.

Redazione

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