Carburanti alle stelle a Verona: diesel oltre 2,20 euro in 8 distributori su 10

Nel Veronese soltanto il 22% delle stazioni di servizio vende diesel sotto i 2,20 euro al litro, mentre i gestori indipendenti denunciano margini sempre più ridotti e difficoltà nel sostenere la concorrenza dei grandi marchi

distributore di benzina

Caro carburanti a Verona: il diesel supera i 2,20 euro nella maggioranza dei distributori

Fare rifornimento diventa sempre più costoso per gli automobilisti veronesi. Dopo la conclusione delle agevolazioni sulle accise, i prezzi di benzina e gasolio hanno ripreso a crescere, con rincari particolarmente evidenti per il diesel, che nella maggior parte degli impianti della provincia ha ormai superato i 2,20 euro al litro.

A fotografare la situazione è un’analisi di Facile.it basata sui dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, aggiornati al 12 ottobre 2026. Il quadro evidenzia come Verona si trovi tra le province venete nelle quali è più difficile individuare distributori con prezzi inferiori alle soglie considerate.

Su 314 stazioni di servizio stradali esaminate nel Veronese, soltanto 69 proponevano gasolio self-service a meno di 2,20 euro al litro. Si tratta del 22% del campione, una percentuale inferiore alla media regionale del 23%.

La situazione non è molto diversa per la benzina: meno della metà dei distributori analizzati applicava un prezzo inferiore ai 2 euro al litro.

Diesel a Verona: solo 69 distributori su 314 sotto i 2,20 euro

Il gasolio è il carburante maggiormente interessato dalla recente crescita dei prezzi.

Nel territorio scaligero quasi il 78% degli impianti considerati applicava tariffe pari o superiori a 2,20 euro al litro, rendendo sempre meno frequenti le possibilità di risparmio per chi utilizza un’automobile diesel.

Il confronto con le altre province del Veneto colloca Verona nella parte bassa della graduatoria regionale.

Distributori con diesel self-service sotto 2,20 €/litro

Il Vicentino presenta la quota più elevata tra le province indicate, con il 28% degli impianti sotto la soglia. Seguono Venezia al 26% e Rovigo al 23%.

Verona si ferma al 22%, precedendo soltanto Padova, al 19%, e Treviso, dove appena il 18% dei distributori esaminati offre gasolio a meno di 2,20 euro.

Le differenze territoriali confermano una distribuzione non uniforme delle tariffe, influenzata anche dalle politiche commerciali adottate dalle diverse compagnie petrolifere.

Benzina sopra i 2 euro: Verona sotto la media del Veneto

Anche per la benzina il territorio veronese registra una situazione meno favorevole rispetto alla media regionale.

Dei 314 distributori analizzati, 144 vendevano benzina self-service a meno di 2 euro al litro, pari al 45% del totale.

Questo significa che nel restante 55% degli impianti il prezzo raggiungeva o superava la soglia dei 2 euro.

A livello veneto, invece, la percentuale di distributori con tariffe inferiori risultava pari al 51%.

Distributori con benzina self-service sotto 2 €/litro

Padova presenta il dato più favorevole, con il 59% dei distributori sotto i 2 euro, seguita da Venezia al 57% e Vicenza al 53%.

Verona, con il suo 45%, si colloca davanti soltanto a Belluno tra le province per le quali sono riportati i dati, dove la quota scende al 36%.

Prezzi medi in Veneto: gasolio a 2,251 euro al litro

Le rilevazioni ministeriali del 14 ottobre 2026 confermano la pressione sui prezzi dei carburanti nell’intera regione.

Benzina self-service

2,031 €

Prezzo medio al litro in Veneto

Gasolio self-service

2,251 €

Prezzo medio al litro in Veneto

La differenza tra i due carburanti è di 22 centesimi al litro, con il diesel che registra le maggiori tensioni.

Per un pieno da 50 litri, considerando i prezzi medi regionali, la spesa indicativa raggiunge circa 101,55 euro per la benzina e 112,55 euro per il gasolio.

Si tratta di importi che incidono direttamente sui bilanci delle famiglie e sui costi di chi utilizza quotidianamente l’automobile per lavoro.

Confcommercio Verona: difficoltà per i gestori indipendenti

L’aumento dei prezzi alla pompa non riguarda soltanto gli automobilisti. A esprimere preoccupazione sono anche i titolari delle stazioni di servizio, soprattutto quelli che operano al di fuori delle grandi reti petrolifere.

Nicola Baldo, vicepresidente di Confcommercio Verona e gestore di impianti in città, segnala le difficoltà incontrate dagli operatori indipendenti nel mantenere prezzi competitivi.

Secondo Baldo, le tariffe inferiori ai 2 euro per la benzina e ai 2,20 euro per il gasolio sarebbero riconducibili alle condizioni commerciali applicate da alcuni grandi marchi in seguito agli accordi con lo Stato.

Il rappresentante di categoria sostiene che, per determinati operatori, si tratterebbe di prezzi praticati sottocosto, difficilmente sostenibili per le piccole imprese.

Eni e Ip, il vantaggio delle grandi compagnie petrolifere

Alla base delle differenze tra i distributori ci sarebbe anche la diversa organizzazione delle aziende attive nel mercato dei carburanti.

Secondo la ricostruzione fornita da Baldo, Eni e parte della rete Ip possono beneficiare di una struttura industriale integrata, che comprende più fasi della filiera petrolifera, dall’approvvigionamento alla raffinazione fino alla vendita.

Questa organizzazione permetterebbe alle grandi compagnie di distribuire i margini economici tra le diverse attività, compensando eventuali ricavi più bassi nella fase di vendita al dettaglio.

I gestori indipendenti, invece, non avrebbero le stesse possibilità e sarebbero costretti a operare con margini molto contenuti per evitare di perdere clienti.

Si tratta di una situazione che, secondo Confcommercio Verona, potrebbe mettere in difficoltà soprattutto le imprese di dimensioni minori.

Diesel aumentato di 25 centesimi: possibili nuovi rincari

Uno degli elementi più preoccupanti riguarda la velocità con cui si stanno modificando i prezzi di approvvigionamento.

Baldo segnala che il mercato del gasolio avrebbe registrato un incremento di 25 centesimi negli ultimi giorni, rendendo sempre più difficile contenere i listini alla pompa.

I gestori privati starebbero cercando di mantenere la benzina sotto i 2,10 euro e il diesel sotto i 2,30 euro al litro, nonostante la pressione sui margini.

Tuttavia, secondo il vicepresidente di Confcommercio Verona, potrebbero rendersi necessari ulteriori adeguamenti, anche di pochi millesimi di euro, per sostenere i costi dell’attività.

Le condizioni commerciali particolarmente favorevoli applicate da alcuni grandi operatori dovrebbero proseguire almeno fino alla fine di ottobre.

Nel frattempo, i piccoli gestori devono continuare a sostenere spese operative, stipendi e costi di gestione, in un mercato caratterizzato da una concorrenza sui prezzi particolarmente intensa.

Caro carburanti, cosa aspettarsi nelle prossime settimane

L’evoluzione dei prezzi dipenderà dalle condizioni del mercato petrolifero, dai costi di approvvigionamento e dalle strategie commerciali delle compagnie.

Per gli automobilisti veronesi, la situazione attuale rende ancora più importante confrontare le tariffe applicate dai diversi distributori, considerando che le differenze di prezzo possono incidere sensibilmente sul costo complessivo di un pieno.

Per gli operatori indipendenti, invece, le prossime settimane saranno decisive per valutare la sostenibilità dei margini e la possibilità di continuare a competere con le grandi reti.

La fotografia aggiornata a metà ottobre mostra dunque un mercato sotto pressione: a Verona soltanto poco più di un distributore su cinque vende gasolio sotto i 2,20 euro al litro, mentre la maggioranza degli impianti ha già superato anche la soglia dei 2 euro per la benzina.

Redazione

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