Trombosi e voli aerei: i consigli per affrontare i viaggi lunghi
Muoversi regolarmente, bere acqua ed evitare di rimanere seduti nella stessa posizione per molte ore. Sono alcune delle semplici precauzioni che possono contribuire a prevenire la cosiddetta trombosi del viaggiatore, una condizione associata soprattutto ai lunghi periodi di immobilità.
In occasione del World Thrombosis Day, celebrato il 13 ottobre 2026, l’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona (Aoui) ha rinnovato la propria attività di sensibilizzazione all’aeroporto Valerio Catullo, mettendo a disposizione dei passeggeri informazioni e indicazioni elaborate dagli specialisti della Medicina interna B dell’ospedale di Borgo Roma.
L’iniziativa, giunta alla seconda edizione, ha coinvolto quest’anno anche l’aeroporto Marco Polo di Venezia, ampliando la diffusione dei messaggi dedicati alla prevenzione delle patologie trombotiche.
Perché i voli superiori alle quattro ore aumentano il rischio di trombosi
La permanenza prolungata in posizione seduta può rallentare la circolazione sanguigna, soprattutto negli arti inferiori. Durante un viaggio aereo, lo spazio limitato e la ridotta possibilità di movimento favoriscono questa condizione.
Secondo le informazioni diffuse dagli specialisti, nei voli di durata superiore alle quattro ore il rischio di trombosi venosa può aumentare di due o tre volte rispetto alle condizioni abituali.
Il rischio cresce progressivamente con l’età, in particolare dopo i 40 anni, e risulta leggermente superiore nelle donne rispetto agli uomini. Questo non significa che affrontare un volo lungo comporti necessariamente conseguenze per la salute, ma evidenzia l’importanza di adottare comportamenti preventivi.
Il tromboembolismo venoso comprende due principali manifestazioni cliniche: la trombosi venosa profonda, caratterizzata dalla formazione di un coagulo all’interno di una vena, generalmente delle gambe, e l’embolia polmonare, che può verificarsi quando una parte del coagulo raggiunge la circolazione polmonare, ostacolando il normale flusso sanguigno.
Come prevenire la trombosi durante un viaggio in aereo
Gli esperti dell’Aoui di Verona hanno individuato alcune abitudini utili per contrastare gli effetti dell’immobilità prolungata.
Tra le principali raccomandazioni figurano:
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Alzarsi e camminare quando possibile, approfittando degli spazi consentiti durante il viaggio e nelle aree aeroportuali.
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Muovere frequentemente gambe e caviglie, alternando flessioni ed estensioni anche quando si rimane seduti.
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Evitare posizioni statiche prolungate, modificando regolarmente la postura e senza mantenere troppo a lungo le ginocchia piegate ad angolo retto.
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Bere acqua con regolarità, mantenendo un’adeguata idratazione.
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Limitare il consumo di alcolici ed evitare sonniferi, che possono favorire periodi prolungati di immobilità.
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Indossare abiti comodi e valutare con il proprio medico l’eventuale utilizzo di calze a compressione graduata.
Si tratta di misure semplici, applicabili dalla maggior parte dei passeggeri, che possono contribuire a contenere il rischio senza generare preoccupazioni ingiustificate.
Anticoagulanti e aspirina: attenzione all’automedicazione
Un aspetto particolarmente importante riguarda l’impiego dei medicinali per prevenire la formazione di coaguli.
Il professor Nicola Martinelli, coordinatore del gruppo Coagulazione e Trombosi della Medicina interna B, richiama l’attenzione sui rischi legati all’assunzione autonoma di farmaci anticoagulanti o antiaggreganti.
Questi medicinali non devono essere utilizzati senza una valutazione medica specifica, poiché le evidenze a sostegno del loro impiego nella prevenzione della trombosi associata ai viaggi sono limitate e possono verificarsi effetti indesiderati anche significativi.
La prescrizione preventiva di anticoagulanti riguarda soltanto situazioni particolari, generalmente associate a un rischio trombotico molto elevato, e deve essere stabilita dal medico.
Le raccomandazioni relative al movimento e alla riduzione della sedentarietà rimangono valide anche per chi assume già terapie anticoagulanti o antiaggreganti.
Dal Catullo al Marco Polo: la campagna si estende a Venezia
La principale novità dell’edizione 2026 è rappresentata dall’ampliamento dell’iniziativa allo scalo veneziano.
Dopo l’esperienza avviata nel 2025 a Verona su impulso del professor Martinelli, con la collaborazione del SUEM 118 diretto dal dottor Adriano Valerio, il gruppo SAVE ha esteso la campagna informativa anche all’aeroporto Marco Polo.
A Venezia sono stati coinvolti anche specialisti dell’Azienda ospedaliera universitaria di Padova, tra cui i professori Walter Ageno, Elena Campello e Paolo Simioni.
La campagna ha ricevuto il patrocinio dell’International Society on Thrombosis and Haemostasis (ISTH), società scientifica internazionale impegnata nello studio della trombosi e dell’emostasi, ed è stata realizzata con il supporto non condizionante dell’azienda farmaceutica Viatris.
Nei terminal sono stati messi a disposizione materiali informativi in sette lingue: italiano, inglese, tedesco, francese, spagnolo, arabo e cinese. La comunicazione è stata affiancata da contenuti video sui monitor aeroportuali e dalla presenza di professionisti sanitari disponibili a rispondere alle domande dei viaggiatori.
Il ruolo della Medicina interna B di Borgo Roma
La campagna nasce dall’esperienza clinica maturata negli ambulatori specializzati nella diagnosi e nel trattamento delle alterazioni della coagulazione dell’ospedale di Borgo Roma.
L’Unità operativa complessa di Medicina interna B, diretta dalla professoressa Simonetta Friso, segue pazienti con patologie trombotiche e disturbi della coagulazione, comprese alcune malattie rare.
L’attività di prevenzione rappresenta una componente significativa del lavoro svolto dal reparto, accanto alla diagnosi e all’assistenza specialistica.
Anche per l’edizione 2026, medici e specializzandi hanno contribuito alla preparazione dei materiali destinati ai passeggeri.
All’info point del Catullo erano presenti, oltre a Friso e Martinelli, la professoressa Francesca Pizzolo, il dottor Lorenzo Delfino, le dottoresse Sara Moruzzi e Silvia Suardi e i medici in formazione specialistica Elena Malloggi, Agnese Moschella e Francesco Presa.
Aeroporto e sanità insieme per promuovere la prevenzione
Alla giornata informativa hanno partecipato anche Alessandra Bonetti, amministratrice delegata di Catullo S.p.A., e Paolo Sandrini, Post Holder Area Movimento & Terminal.
Bonetti ha sottolineato il valore della collaborazione tra aeroporto e strutture sanitarie del territorio, evidenziando come gli scali possano diventare anche luoghi dedicati alla diffusione di informazioni utili per la salute pubblica.
La professoressa Friso ha invece ribadito l’importanza della prevenzione all’interno dell’attività clinica del reparto, che da anni mette a disposizione competenze specialistiche per la gestione delle malattie trombotiche e coagulative.
L’obiettivo della campagna è aumentare la consapevolezza dei passeggeri senza alimentare allarmismi, fornendo indicazioni scientificamente fondate e facilmente applicabili.
L’edizione 2026 del World Thrombosis Day conferma così la collaborazione tra il sistema sanitario e quello aeroportuale, portando le informazioni sulla prevenzione direttamente nei luoghi in cui i viaggiatori possono metterle in pratica.
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