Agricoltura veneta, Valdegamberi chiede prezzi legati ai costi di produzione

Depositata in Consiglio regionale una mozione per rafforzare la tutela degli agricoltori contro le pratiche commerciali sleali. Il consigliere Stefano Valdegamberi sollecita la Regione Veneto a intervenire presso ISMEA e il ministero dell'Agricoltura per ottenere dati aggiornati sui costi di produzione e garantire maggiore equità nella filiera agroalimentare

Rafforzare la protezione delle aziende agricole venete e favorire prezzi che tengano conto delle spese effettivamente sostenute per produrre. È questo l’obiettivo della mozione depositata in Consiglio regionale da Stefano Valdegamberi, esponente di Futuro Nazionale del Veneto, per chiedere una più efficace applicazione delle norme contro le pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare.

L’iniziativa punta a coinvolgere direttamente il Presidente e la Giunta regionale, sollecitando un intervento nei confronti di ISMEA e del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.

Al centro della proposta figurano i costi medi di produzione utilizzati come riferimento nell’ambito della normativa nazionale. Secondo Valdegamberi, questi dati devono essere aggiornati regolarmente e rappresentare in maniera attendibile le condizioni economiche delle imprese agricole.

La questione riguarda il rapporto tra i prezzi riconosciuti ai produttori e l’aumento delle spese necessarie per mantenere operative le aziende. Un equilibrio considerato essenziale per sostenere la redditività delle attività agricole e garantire continuità produttiva.

Decreto legislativo 198/2021, cosa prevede la normativa

Il riferimento legislativo della mozione è il decreto legislativo 8 novembre 2021, numero 198, che recepisce nell’ordinamento italiano la direttiva europea sulle pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese della filiera agricola e alimentare.

La disciplina è stata introdotta per contrastare comportamenti contrattuali e commerciali che possono danneggiare soprattutto i soggetti economicamente più deboli della filiera.

Tra i principi alla base della normativa figurano trasparenza, correttezza nei rapporti commerciali e maggiore equilibrio tra produttori e acquirenti.

La mozione presentata da Valdegamberi richiama in particolare l’importanza dei costi medi di produzione, che possono assumere rilevanza nella valutazione delle condizioni economiche e nella determinazione dei prezzi nei casi previsti dalla legge.

L’obiettivo non è introdurre una nuova normativa regionale sui prezzi, ma sollecitare l’effettiva applicazione degli strumenti già previsti dalla disciplina nazionale.

Per il consigliere, l’efficacia di queste tutele dipende anche dalla qualità e dall’attualità delle informazioni economiche utilizzate come riferimento.

Costi medi ISMEA, Valdegamberi chiede aggiornamenti continui

Uno dei punti centrali della proposta riguarda il lavoro di ISMEA, l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare.

Il consigliere regionale chiede che le rilevazioni dei costi medi di produzione siano aggiornate con continuità e costruite attraverso metodologie capaci di rappresentare le caratteristiche delle aziende venete.

Secondo la mozione, dati troppo generici oppure non sufficientemente aggiornati potrebbero non riflettere le condizioni economiche realmente affrontate dai produttori.

Il rischio evidenziato è che riferimenti statistici poco aderenti alla realtà riducano l’efficacia delle tutele contro le pratiche commerciali sleali.

Per questo, Valdegamberi sollecita un sistema di rilevazione che consideri le differenze tra territori, tipologie di coltivazione e modalità produttive.

La proposta mira a ottenere parametri economici maggiormente rappresentativi, utilizzabili nei contesti in cui la normativa attribuisce rilevanza ai costi sostenuti dalle imprese agricole.

Energia, materie prime e manodopera: le spese da considerare

La mozione individua diverse categorie di spesa che dovrebbero essere adeguatamente considerate nella determinazione dei costi medi di produzione.

Tra le principali voci indicate figurano:

  • Materie prime, necessarie alle diverse attività agricole e produttive.
  • Energia, utilizzata per impianti, macchinari e processi aziendali.
  • Manodopera, componente fondamentale dei costi sostenuti dalle imprese.
  • Servizi, indispensabili per il funzionamento delle attività agricole.
  • Costi fissi e variabili, che incidono sull’equilibrio economico delle aziende.
  • Specificità territoriali e produttive, legate alle diverse caratteristiche dell’agricoltura veneta.

Secondo Valdegamberi, una rilevazione attendibile deve considerare le condizioni concrete nelle quali le imprese operano, evitando di utilizzare valori che non distinguano adeguatamente le differenti realtà produttive.

Il tema assume particolare rilievo in un settore nel quale le spese possono variare sensibilmente in funzione delle colture, delle tecniche impiegate e dell’organizzazione aziendale.

Prezzi agricoli e redditività, la posizione del consigliere

Valdegamberi sostiene che alle aziende agricole non possa essere richiesto di mantenere elevati standard qualitativi senza riconoscere il peso economico delle attività produttive.

Il consigliere richiama le difficoltà di chi deve rispettare obblighi e regole di settore, sostenendo contemporaneamente spese che possono incidere sulla capacità di investimento.

Il punto centrale della sua posizione riguarda il rapporto tra i ricavi ottenuti dalla vendita dei prodotti e i costi necessari per realizzarli.

Se il prezzo riconosciuto non tiene adeguatamente conto delle spese sostenute, secondo il proponente può diventare più difficile garantire continuità aziendale e un reddito adeguato agli operatori agricoli.

La mozione chiede quindi che la Regione Veneto promuova un confronto con gli organismi nazionali competenti per rendere più rappresentativi i dati economici utilizzati nella filiera.

L’iniziativa si concentra sulla necessità di disporre di informazioni affidabili, considerate un presupposto importante per l’applicazione delle norme a tutela dei produttori.

Pratiche commerciali sleali, il problema degli squilibri nella filiera

La tutela degli agricoltori dalle pratiche commerciali sleali è uno degli obiettivi principali del decreto legislativo 198/2021.

La normativa interviene sui rapporti commerciali tra i diversi operatori della filiera agroalimentare, con particolare attenzione alle situazioni nelle quali possono emergere squilibri contrattuali.

Secondo la mozione, il problema non riguarda soltanto l’esistenza di regole nazionali, ma anche la loro capacità di produrre effetti concreti sulle condizioni economiche delle aziende.

Valdegamberi ritiene che l’utilizzo di costi medi aggiornati possa contribuire a rendere più efficace la protezione dei produttori nei casi previsti dalla normativa.

La proposta punta a evitare che la formazione dei prezzi trascuri completamente le spese sostenute nella fase agricola della produzione.

Il consigliere chiede quindi una maggiore attenzione alla distribuzione del valore lungo la filiera, affinché le imprese agricole possano operare in condizioni commerciali più equilibrate.

Le specificità dell’agricoltura veneta al centro della richiesta

Un altro elemento della mozione riguarda la necessità di riconoscere le caratteristiche territoriali e produttive del Veneto.

Il comparto agricolo regionale comprende attività differenti, ciascuna con esigenze tecniche, organizzative ed economiche specifiche.

Secondo il consigliere, i costi medi di produzione dovrebbero tenere conto di queste differenze, evitando che una rilevazione eccessivamente uniforme restituisca un quadro poco rappresentativo delle singole realtà.

La richiesta è quindi di adottare metodologie capaci di distinguere le diverse condizioni operative delle imprese, considerando sia le caratteristiche del territorio sia le tecniche produttive utilizzate.

Una maggiore precisione delle rilevazioni viene indicata come strumento per rafforzare la capacità delle aziende di far valere le proprie condizioni economiche nei rapporti commerciali.

La mozione collega questo obiettivo anche alla sostenibilità economica del comparto e alla possibilità di mantenere investimenti e attività produttive nel tempo.

La Regione Veneto chiamata a intervenire presso Ministero e ISMEA

Con il deposito della mozione, Valdegamberi chiede un impegno istituzionale del Presidente e della Giunta regionale.

La proposta invita l’amministrazione veneta ad attivarsi nei confronti di ISMEA e del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste per ottenere tre risultati principali:

  • Aggiornamento costante dei costi medi di produzione, affinché i dati seguano l’evoluzione delle spese aziendali.
  • Metodologie di rilevazione adeguate al Veneto, capaci di considerare le differenze territoriali e produttive.
  • Maggiore rappresentatività delle informazioni economiche, per rendere più efficaci gli strumenti previsti dalla normativa nazionale.

Il documento è stato depositato in Consiglio regionale. Il deposito della mozione non equivale alla sua approvazione né all’adozione immediata delle misure richieste.

Eventuali sviluppi dipenderanno dall’esame dell’iniziativa e dalle successive decisioni delle istituzioni competenti.

Agricoltori veneti, l’obiettivo è rafforzare la sostenibilità economica

La proposta di Valdegamberi punta a rendere più efficace il contrasto alle pratiche commerciali sleali attraverso strumenti già presenti nell’ordinamento.

Il consigliere sottolinea la rilevanza economica e occupazionale del settore agricolo e agroalimentare veneto, chiedendo che il valore del lavoro dei produttori trovi un riconoscimento adeguato nei rapporti commerciali.

La questione dei costi medi di produzione viene così collegata alla redditività delle imprese, alla possibilità di investire e alla continuità delle attività agricole.

Il risultato richiesto alla Regione è un intervento presso gli organismi nazionali per ottenere dati più tempestivi, precisi e aderenti alla realtà delle aziende venete.

La mozione apre quindi un confronto istituzionale sull’applicazione del decreto legislativo 198/2021 e sugli strumenti necessari per tutelare i produttori nella formazione dei prezzi lungo la filiera agroalimentare.

Redazione

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