ArtVerona 2026, a Spazio Vitale una mostra tra arte, tecnologia e sorveglianza

Dal 10 al 31 ottobre la Fondazione Spazio Vitale di Verona ospita “A Part Remains Outside: Regimes of Tactical Revelation”, con le opere di Federico Tansella e del collettivo 0_field. Un percorso tra installazioni, sensori, video e linguaggi digitali per esplorare il rapporto tra tecnologia, controllo e percezione della realtà. Inaugurazione sabato 10 ottobre alle 18.30, ingresso gratuito

Mostra Spazio Vitale

L’arte contemporanea incontra le nuove tecnologie a Verona attraverso un’esposizione che affronta il rapporto tra sistemi di sorveglianza, percezione umana e trasformazione della realtà. In occasione di ArtVerona 2026, la Fondazione Spazio Vitale presenta “A Part Remains Outside: Regimes of Tactical Revelation”, un progetto espositivo che riunisce le opere dell’artista Federico Tansella e del collettivo 0_field.

La mostra sarà inaugurata sabato 10 ottobre alle ore 18.30 nella sede della Fondazione, in via San Vitale 5, nel quartiere Veronetta, e resterà aperta al pubblico fino al 31 ottobre 2026.

Curata da Giulia Moscheni e Anastasia Pestinova, l’iniziativa è realizzata con il patrocinio del Comune di Verona e propone un’indagine artistica sulle tecnologie che raccolgono, elaborano e interpretano le informazioni provenienti dall’ambiente circostante.

Radar, sensori, algoritmi, segnali elettromagnetici e dispositivi digitali diventano così strumenti espressivi per interrogare il modo in cui la tecnologia modifica la relazione tra esseri umani e mondo esterno.

Arte e intelligenza tecnologica: come cambia la percezione della realtà

Il tema centrale dell’esposizione riguarda il significato contemporaneo della vigilanza, considerata non soltanto come attività di controllo, ma come un processo capace di influenzare ciò che viene percepito e interpretato.

I dispositivi tecnologici, infatti, non si limitano a registrare informazioni. Attraverso sistemi di selezione, filtraggio e trasformazione dei dati, stabiliscono quali elementi della realtà diventano visibili e quali rimangono esclusi.

Questa prospettiva costituisce il punto di partenza della riflessione sviluppata dalle curatrici, che attraverso le installazioni intendono mettere in discussione l’apparente neutralità degli strumenti tecnologici.

Giulia Moscheni ha spiegato che l’obiettivo è spostare l’attenzione dagli oggetti osservati alle condizioni che rendono possibile l’osservazione stessa. Ogni dispositivo costruisce infatti un proprio campo percettivo, definendo limiti e possibilità della conoscenza.

Un ulteriore elemento riguarda la trasformazione del rapporto tra cielo e terra. Se in passato il cielo rappresentava soprattutto uno spazio di contemplazione e spiritualità, oggi è attraversato da infrastrutture tecnologiche, sistemi di rilevamento e apparati di sorveglianza.

La mostra traduce questa contrapposizione attraverso opere collocate a differenti altezze, creando un dialogo tra installazioni terrestri e dispositivi sospesi.

Federico Tansella: l’eclissi del 1999 e i segnali radar diventano arte

Tra i protagonisti dell’esposizione figura Federico Tansella, che presenta un’installazione video dal titolo “Immediatamente, l’eternità / Un cielo senza sole”.

Il lavoro utilizza immagini d’archivio realizzate a Parigi durante l’eclissi solare dell’11 agosto 1999, ma sceglie di non mostrare direttamente il fenomeno astronomico.

La telecamera concentra invece l’attenzione sulle persone presenti nelle strade e sui loro comportamenti, lasciando il cielo fuori dall’inquadratura.

Attraverso questa scelta, l’artista affronta il rapporto tra evento, testimonianza e percezione, evidenziando come una rappresentazione possa raccontare un fenomeno anche attraverso ciò che decide di non mostrare.

All’installazione visiva si affianca un secondo elemento: il segnale elettromagnetico prodotto dal radar delle Lame di Concordia, infrastruttura militare situata a Venezia.

Il segnale viene trasformato in una voce umana all’interno dello spazio espositivo, creando un collegamento tra tecnologia militare, ambiente sonoro e interpretazione artistica.

Memoria digitale e materia: la performance “Il mondo è solo un ricordo”

Un’altra opera di Federico Tansella affronta il rapporto tra memoria fisica e cancellazione digitale, attraverso una performance intitolata “Il mondo è solo un ricordo”.

Il progetto si sviluppa attraverso due processi paralleli, caratterizzati da differenti modalità di conservazione delle tracce.

Da una parte, una frase viene scritta quotidianamente su una parete e successivamente cancellata. La ripetizione del gesto lascia progressivamente segni sulla superficie, trasformando la cancellazione in una testimonianza materiale del passaggio del tempo.

Dall’altra, un codice informatico produce ogni giorno una nuova scritta digitale, destinata a scomparire senza lasciare un archivio permanente.

La contrapposizione tra la persistenza della materia e la temporaneità dell’informazione digitale diventa il nucleo dell’opera, che esplora il significato della memoria in una società sempre più dipendente dai sistemi tecnologici.

Il collettivo 0_field porta i suoni nascosti di Verona nello spazio espositivo

La relazione tra ambiente urbano e tecnologia viene approfondita dal collettivo 0_field, formato da Artem Slesarev e Anastasia Pestinova, attraverso l’installazione “45.439/11.004 leakage”.

Il progetto utilizza una rete di sensori realizzati appositamente dagli artisti e distribuiti in alcune zone industriali e infrastrutturali di Verona.

Tra i luoghi interessati figurano Ronda della Carità, Veronafiere, Officina Veronesi S.r.l. e Consorzio ZAI.

I dispositivi raccolgono informazioni sonore provenienti dall’ambiente, comprese frequenze che normalmente non possono essere percepite dall’orecchio umano.

I segnali vengono trasmessi in tempo reale alla Fondazione Spazio Vitale, dove un sistema di feedback li converte in movimenti e vibrazioni di lastre metalliche collocate nell’ambiente espositivo.

L’installazione permette così di trasformare dati normalmente invisibili o impercettibili in un’esperienza fisica e sensoriale.

Il lavoro richiama alcuni principi della cultura hacker e affronta il concetto di dispersione delle informazioni, proponendo una rappresentazione alternativa dello spazio urbano attraverso i segnali tecnologici che lo attraversano.

Fondazione Spazio Vitale: il rapporto tra esseri umani e tecnologia al centro della ricerca

La Fondazione Spazio Vitale è nata nel 2023 su iniziativa di Davide Bonamini e Davide Giarolo, imprenditori attivi nel settore tecnologico attraverso l’azienda Vtnext.

L’istituzione culturale si propone di sviluppare occasioni di confronto sulle trasformazioni introdotte dalle tecnologie nella vita quotidiana e sul rapporto tra strumenti digitali e società.

Secondo il cofondatore Davide Bonamini, la crescente diffusione dei dispositivi tecnologici rende sempre più difficile individuare un confine netto tra attività umane e sistemi digitali.

La riflessione della Fondazione prende spunto anche dal concetto di “simbionte” elaborato da Giuseppe Longo, che permette di interrogarsi sulle forme di collaborazione tra esseri umani e tecnologia e sulla necessità di definirne i limiti.

In questo contesto, l’arte contemporanea viene utilizzata come strumento di ricerca e interpretazione, capace di affrontare questioni che non possono essere esaminate esclusivamente attraverso una prospettiva tecnica o economica.

Comune di Verona, Marta Ugolini: l’arte per riflettere sulle trasformazioni contemporanee

Il progetto espositivo ha ottenuto il patrocinio del Comune di Verona, che ha riconosciuto il valore culturale dell’iniziativa nel contesto degli appuntamenti collegati ad ArtVerona 2026.

L’assessora alla Cultura Marta Ugolini ha evidenziato l’importanza di proporre alla città occasioni che vadano oltre la semplice fruizione delle opere artistiche, favorendo una riflessione sui cambiamenti che interessano la società.

In particolare, l’esposizione affronta una delle questioni centrali del presente: il rapporto sempre più articolato tra esseri umani, tecnologie e sistemi di controllo.

La co-curatrice Anastasia Pestinova ha inoltre introdotto il concetto di dimensione tecno-teologica, legato alla progressiva sovrapposizione tra strumenti di rilevamento e forme di conoscenza considerate un tempo assolute.

Il percorso artistico intende quindi analizzare le modalità attraverso cui le infrastrutture tecnologiche contribuiscono a costruire nuove rappresentazioni della realtà.

Mostra a Spazio Vitale Verona: date, orari e ingresso gratuito

“A Part Remains Outside: Regimes of Tactical Revelation” sarà visitabile dal 10 al 31 ottobre 2026 nella sede della Fondazione Spazio Vitale, in via San Vitale 5 a Verona.

L’inaugurazione è prevista per sabato 10 ottobre alle ore 18.30, in concomitanza con ArtVerona 2026.

La mostra sarà aperta dal mercoledì al sabato, dalle ore 15 alle 19, con ingresso gratuito.

Il percorso riunisce video, installazioni sonore, sistemi digitali, sensori e materiali fisici, offrendo ai visitatori la possibilità di osservare come le tecnologie trasformino dati e segnali in nuove esperienze percettive.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito ufficiale della Fondazione Spazio Vitale.

Redazione

Seguici su

Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

Conferenza stampa Estate Veronese 2026
La 78ª Estate Teatrale Veronese chiude con 64.034 presenze, in crescita del 28,07%, e 211...
Il parco di Castelnuovo del Garda si trasforma per la stagione più spaventosa dell’anno. Il...
Casa Verona
Giovedì 8 ottobre alle 18.30 l’Arsenale ospita due protagoniste dell’atletica italiana: la campionessa olimpica Gabriella...

Altre notizie