Palazzo Forti riapre l’area archeologica con la mostra sui Basaldella

A Verona torna accessibile dopo oltre dieci anni lo spazio archeologico sotterraneo di Palazzo Forti. Dal 1° al 31 ottobre 2026 ospita “Affioramenti. I Basaldella tra segno, materia e spazio”, progetto che mette in dialogo testimonianze antiche e arte del Novecento

presentazione mostra Palazzo Forti

Duemila anni di storia tornano visibili nel cuore di Verona. Palazzo Forti riapre al pubblico la propria area archeologica sotterranea, rimasta chiusa per oltre dieci anni e ora recuperata attraverso un intervento che ha interessato le strutture antiche e i mosaici conservati nel sito.

La riapertura è accompagnata da “Affioramenti. I Basaldella tra segno, materia e spazio”, progetto espositivo dedicato ai fratelli Mirko, Afro e Dino Basaldella. La mostra è inserita nel programma Secondo Tempo | Palazzo Forti e resterà allestita fino al 31 ottobre 2026.

L’iniziativa è realizzata dalla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, con la collaborazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, Fondazione Cariverona, Fondazione Archivio Afro e Galleria dello Scudo.

L’area archeologica è accessibile gratuitamente da oggi, 3 ottobre, ogni sabato e domenica dalle 11 alle 18, con ingresso da Volto Due Mori 4, attraverso Corso Sant’Anastasia.

Palazzo Forti, cosa si trova nell’area archeologica riaperta

La riapertura permette di riscoprire una parte meno conosciuta del complesso veronese. Sotto Palazzo Forti sono infatti conservate testimonianze appartenenti a differenti periodi storici, che consentono di osservare la trasformazione dell’area attraverso i secoli.

Strade e domus risalenti all’età romana si sovrappongono a strutture medievali e testimonianze dell’età moderna, dando vita a un articolato percorso stratigrafico.

Prima della riapertura sono stati effettuati interventi sotto la supervisione della Soprintendenza. Le operazioni hanno riguardato anche la messa in sicurezza dei perimetri delle pavimentazioni musive delle domus e il riordino dell’area, creando le condizioni per una nuova lettura dei resti archeologici.

L’operazione è stata sviluppata attraverso la collaborazione fra Soprintendenza, Comune di Verona e Fondazione Cariverona e costituisce una delle tappe centrali del percorso avviato per riportare Palazzo Forti nella vita culturale della città.

La mostra dei fratelli Basaldella tra archeologia e arte moderna

Il ritorno del pubblico negli spazi sotterranei viene accompagnato da una scelta espositiva particolare: far dialogare le testimonianze archeologiche con le opere di tre protagonisti dell’arte italiana del Novecento.

Il nucleo principale di Affioramenti è costituito dalle sculture di Mirko Basaldella, in gran parte appartenenti alla Fondazione Cariverona, alle quali si aggiungono due opere della Fondazione Archivio Afro di Roma.

Il percorso comprende inoltre lavori di Afro e Dino Basaldella, provenienti rispettivamente dalla Galleria dello Scudo di Verona e dalla collezione della Fondazione Archivio Afro.

Il titolo Affioramenti richiama proprio il rapporto fra questi due mondi. Da una parte ci sono le tracce del passato che emergono dal sottosuolo; dall’altra le forme, i segni e i materiali attraverso i quali i tre fratelli hanno sviluppato le proprie ricerche artistiche.

Mirko, Afro e Dino Basaldella protagonisti a Verona

Le opere dei tre artisti vengono presentate valorizzandone le differenti ricerche. Mirko Basaldella sviluppa una scultura caratterizzata da elementi simbolici e arcaici, mentre Afro concentra la propria ricerca pittorica sul colore e sulla libertà del segno. Dino lavora invece sul rapporto fra forma, volume e spazio.

Ad aprire l’itinerario è Giardino d’infanzia di Afro, collocato in rapporto con le testimonianze di epoca romana.

Le sculture di Dino e Mirko sono invece sistemate ai margini dell’area archeologica. La scelta permette alle opere di conservare la propria autonomia senza sovrapporsi ai resti antichi, creando allo stesso tempo un rapporto visivo fra archeologia e arte contemporanea.

Il visitatore viene così invitato a osservare le opere attraverso la particolare cornice offerta dal sito e, contemporaneamente, a riscoprire le testimonianze archeologiche attraverso il confronto con l’arte del Novecento.

Secondo Tempo riporta Palazzo Forti nella vita culturale di Verona

La riapertura dell’area archeologica rappresenta una nuova tappa del progetto “Secondo Tempo | Palazzo Forti”, ideato da Patrizia Nuzzo e sviluppato tra il 10 luglio e il 31 ottobre 2026.

Il percorso di valorizzazione del Palazzo aveva già coinvolto diversi ambienti. Il Piano Nobile era tornato accessibile in occasione di Ápeiron | Senza confini, mentre la Sala delle Vasche aveva ospitato “CHIMERA. Novello Finotti”.

Durante l’estate il cortile era stato utilizzato per Serate Forti, programma dedicato a cinema, letteratura e musica, mentre il Terzo Piano aveva accolto progetti di carattere sperimentale e partecipativo.

In occasione della nuova mostra viene presentato anche il catalogo “Palazzo Forti 2025-2026”, dedicato alle diverse fasi attraverso le quali il complesso è stato progressivamente restituito alla fruizione pubblica.

Affioramenti a Palazzo Forti, orari e visite guidate

La mostra Affioramenti. I Basaldella tra segno, materia e spazio è programmata fino al 31 ottobre 2026 nell’area archeologica di Palazzo Forti a Verona.

L’apertura al pubblico parte da oggi e riguarda tutti i sabati e le domeniche, dalle ore 11 alle 18. L’ingresso è gratuito e l’accesso è previsto da Volto Due Mori 4, entrando da corso Sant’Anastasia.

Ogni sabato alle ore 11 sono inoltre previste visite guidate con operatori didattici. Per partecipare è richiesta la prenotazione entro le 24 ore precedenti attraverso la Segreteria didattica dei Musei Civici di Verona – Aster.

Con Affioramenti, Palazzo Forti aggiunge quindi un nuovo spazio al percorso di riapertura avviato negli ultimi mesi: l’archeologia torna accessibile e diventa parte di un progetto nel quale la storia della città incontra la ricerca artistica del Novecento.

Redazione

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