È proseguito fino alla mattinata di domenica 6 settembre il lavoro dei soccorritori intervenuti dopo il violento incendio che ha colpito lo stabilimento Lamacart di Villafranca di Verona. Dopo la fase di contenimento delle fiamme, l’intervento si è concentrato sulla completa estinzione dei focolai residui e sulla bonifica dell’area.
L’allarme era scattato nel primo pomeriggio di sabato 5 settembre, poco dopo le 13. Secondo le prime informazioni, l’incendio sarebbe nato accidentalmente da un carico di carta appena scaricato da un camion. Il materiale, particolarmente combustibile, avrebbe favorito la rapida propagazione del rogo. Le condizioni del vento avrebbero poi contribuito a spingere le fiamme verso alcune rotoballe di carta destinata al riciclo.
Il fumo sprigionato dall’incendio, caratterizzato da una densa colonna nera visibile anche a diversi chilometri di distanza, aveva attirato l’attenzione della popolazione. In via precauzionale, il sindaco di Villafranca Roberto Dall’Oca aveva invitato i residenti, anche attraverso i social, a mantenere chiuse le finestre nel raggio di circa 800 metri dallo stabilimento.
Un imponente dispiegamento di soccorritori
Per affrontare l’emergenza era stata mobilitata una consistente componente dei vigili del fuoco. Complessivamente sono intervenuti 30 operatori organizzati in 11 squadre, provenienti da Verona e dai distaccamenti di Bardolino e Caldiero.
Alle operazioni hanno partecipato anche i volontari dei distaccamenti di Bovolone e Villafranca, mentre da Vicenza e Mantova sono state fatte arrivare due autobotti. A completare il dispositivo di soccorso è stato inoltre un mezzo speciale proveniente dall’aeroporto Catullo.
Sul posto erano presenti anche carabinieri e polizia locale, impegnati soprattutto nella gestione della viabilità e nella messa in sicurezza della zona interessata dall’intervento.
L’intervento del Terzo Stormo
Il lavoro non si è esaurito con la prima fase di contenimento. Sebbene il rogo fosse stato circoscritto a un’ala del capannone e stabilizzato già nel pomeriggio di sabato, le operazioni sono continuate nelle ore successive per eliminare completamente i punti ancora interessati dalla combustione.
Durante la serata è entrato in campo anche il personale del 3° Stormo dell’Aeronautica Militare, che ha affiancato i vigili del fuoco mettendo a disposizione uomini e attrezzature specialistiche.
Per l’intervento sono stati utilizzati diversi mezzi, tra cui un Dragonfly con una capacità di 6.000 litri, un’autobotte in grado di trasportare fino a 8.000 litri d’acqua e una torre faro necessaria per garantire un’adeguata illuminazione durante le attività notturne.
La collaborazione tra il personale dell’Aeronautica Militare e i vigili del fuoco è andata avanti per oltre dieci ore tra la serata di sabato e la mattinata di domenica. Una presenza fondamentale nella fase successiva allo spegnimento delle fiamme, quando è stato necessario verificare accuratamente l’area e intervenire sui residui focolai.
Completata la bonifica dello stabilimento
Nella giornata di domenica le squadre hanno quindi proseguito con le operazioni di spegnimento definitivo e bonifica dell’area interessata dall’incendio. L’obiettivo dell’intervento è stato quello di eliminare ogni possibile focolaio residuo e assicurare condizioni di sicurezza all’interno della struttura.
L’incendio ha dunque richiesto un intervento prolungato e articolato, con l’impiego coordinato di vigili del fuoco, Aeronautica Militare, carabinieri e polizia locale. Le attività di emergenza si sono concluse dopo la messa in sicurezza della zona colpita dal rogo, mentre le verifiche sull’accaduto potranno chiarire nel dettaglio le circostanze che hanno determinato l’innesco delle fiamme.
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