ATV Verona, scontro totale: sindacati pronti alla mobilitazione

Diffida ai vertici e accuse sulla gestione: sicurezza, turni e filovia al centro della protesta

Si acuisce la tensione all’interno di ATV Spa, dove si registra una frattura netta tra i lavoratori e i vertici aziendali. Le sigle sindacali FAISA-CISAL e FIT-CISL hanno inviato una formale diffida ai dirigenti, al Comune di Verona e a Ferrovie Nord, soci al 50% della società, denunciando gravi criticità nella gestione.

Al centro della contestazione vi è un presunto mancato rispetto degli accordi sindacali e un progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro, ritenuto ormai insostenibile.

Dossier sindacale e minaccia di agitazione

Le organizzazioni sindacali hanno presentato un dossier dettagliato che descrive una situazione definita di “fallimento gestionale”. In assenza di risposte immediate, i rappresentanti dei lavoratori annunciano l’intenzione di avviare lo stato di agitazione.

“La richiesta è chiara: una convocazione urgente con soluzioni concrete e non più rinviabili”, sottolineano i segretari Stefano Ferrari e Luca Dal Dosso.

Sicurezza e condizioni igieniche sotto accusa

Tra i punti più critici segnalati emerge il tema della sicurezza. I sindacati denunciano la carenza cronica di servizi igienici ai capolinea, una problematica aggravata dall’aumento del personale femminile.

Allo stesso tempo, viene evidenziata l’inefficacia dei sistemi di protezione in cabina contro le aggressioni, ritenuti insufficienti a garantire la sicurezza degli autisti.

Turni di lavoro e sistema gestionale

Un altro nodo riguarda l’organizzazione dei turni. Il sistema software attualmente in uso viene giudicato inadeguato, con ricadute dirette sulla qualità della vita dei dipendenti.

Secondo i sindacati, risulta difficile programmare ferie e tempi di riposo, compromettendo la conciliazione tra lavoro e vita privata.

Manutenzione e stato dei mezzi

Nel dossier si fa riferimento anche al degrado del parco mezzi e delle officine, con strumentazioni considerate obsolete.

Questa situazione, secondo le sigle, metterebbe a rischio la continuità e l’efficienza del servizio pubblico, incidendo direttamente sulla qualità del trasporto locale.

Filovia e criticità nelle assunzioni

Particolare attenzione viene posta sulla gestione del progetto filovia. I sindacati parlano di procedure non trasparenti nella selezione del personale, con “chiamate dirette” ritenute discriminatorie.

Una questione che solleva dubbi sulla correttezza dei criteri adottati e sulla mancanza di confronto con le rappresentanze dei lavoratori.

Indennità ferme e malcontento economico

Tra le rivendicazioni emerge anche il tema economico. Le indennità per la vendita dei biglietti a bordo risultano ferme al 2019, nonostante impegni precedentemente assunti.

Una situazione che alimenta il malcontento e rafforza la percezione di una gestione distante dalle esigenze operative del personale.

L’attacco al management e le prospettive

Le organizzazioni sindacali criticano duramente l’attuale governance aziendale. Secondo i rappresentanti dei lavoratori, la dirigenza sarebbe concentrata sul contenimento dei costi e sulla gestione interna del potere, trascurando il servizio pubblico.

In un contesto segnato dall’aumento dei costi energetici e dall’avvio della filovia, il trasporto pubblico locale viene indicato come una priorità strategica per la città, che richiederebbe investimenti e attenzione.

Verso la mobilitazione

La situazione resta in evoluzione, ma i segnali indicano un possibile irrigidimento del confronto. I sindacati avvertono che, senza risposte concrete, la mobilitazione sarà inevitabile, con possibili ripercussioni anche per l’utenza.

Le sigle restano ora in attesa di una convocazione da parte dei vertici aziendali, chiamati a intervenire per evitare un’escalation del conflitto.

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