Autovelox in Veneto, Altvelox chiede la sospensione dei dispositivi

Presentate sette istanze alle Prefetture per verificare la conformità degli autovelox alle nuove norme tecniche introdotte dal decreto dell’11 aprile 2024

Autovelox

L’associazione Altvelox ha presentato sette istanze formali alle Prefetture di Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza chiedendo la sospensione immediata e il riesame dei decreti che autorizzano l’utilizzo degli autovelox sulle strade provinciali e metropolitane.

La richiesta arriva dopo un recente provvedimento della Prefettura di Napoli, che il 3 marzo ha deciso di sospendere le autorizzazioni all’utilizzo dei dispositivi di rilevazione automatica della velocità, avviando una verifica sulla conformità tecnica degli impianti rispetto ai nuovi criteri normativi.

Il controllo riguarda in particolare quanto stabilito dal decreto dell’11 aprile 2024, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 maggio 2024, che ha introdotto nuovi requisiti tecnici per l’omologazione e l’utilizzo degli strumenti di rilevazione della velocità.

Le richieste presentate alle Prefetture del Veneto

Nelle istanze depositate, l’associazione chiede alle Prefetture venete tre interventi principali.

In primo luogo, la sospensione cautelare dei provvedimenti attualmente in vigore che autorizzano l’uso degli autovelox sulle tratte stradali provinciali e metropolitane.

In secondo luogo, Altvelox chiede il riesame completo dei provvedimenti in autotutela, con l’obiettivo di verificare se i dispositivi installati rispettino pienamente le nuove disposizioni tecniche.

Infine, l’associazione invita le Prefetture a impartire indicazioni agli enti proprietari delle strade affinché provvedano alla disattivazione delle postazioni di controllo che non siano accompagnate da documentazione completa e conforme alle normative vigenti.

La posizione dell’associazione Altvelox

Secondo Altvelox, la questione non riguarda una contrarietà ai controlli sulla velocità ma il rispetto delle regole amministrative.

La questione non è ideologica e non riguarda un rifiuto dei controlli di velocità – sottolinea l’associazione – Al contrario riguarda la legalità dell’azione amministrativa, la trasparenza dei procedimenti e la validità degli accertamenti che incidono direttamente sui diritti dei cittadini”.

L’obiettivo dichiarato è quindi quello di garantire che i sistemi di rilevazione automatica siano utilizzati solo quando pienamente conformi alle norme tecniche e amministrative previste dalla legge.

Un’iniziativa che potrebbe estendersi a livello nazionale

Il Veneto rappresenta solo il primo passaggio di una strategia più ampia. L’associazione ha infatti spiegato che l’iniziativa potrebbe essere estesa anche ad altre regioni italiane, con ulteriori richieste di verifica sulle autorizzazioni rilasciate per l’utilizzo degli autovelox.

Il tema della regolarità dei dispositivi di controllo della velocità è da tempo al centro di dibattiti e ricorsi, soprattutto in relazione ai processi di omologazione, installazione e gestione degli apparecchi.

Le decisioni che saranno prese dalle Prefetture venete nelle prossime settimane potrebbero quindi avere effetti significativi sulla gestione dei controlli stradali e sulla validità delle sanzioni elevate tramite autovelox.

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