Piazza bra verso lo stop alle auto e scoppia il dibattito

Il Comune di Verona valuta la chiusura del traffico davanti alla Gran Guardia: passaggio solo per bus, taxi e mezzi autorizzati. La proposta accende lo scontro politico e le preoccupazioni di imprese e lavoratori

Il possibile stop alle auto in piazza Bra riaccende il confronto politico e cittadino sulla mobilità nel cuore di Verona. L’ipotesi allo studio dell’amministrazione comunale prevede di limitare il traffico privato nel tratto davanti alla Gran Guardia, consentendo il passaggio esclusivamente a mezzi del trasporto pubblico, taxi e veicoli autorizzati per operazioni di carico e scarico.

La proposta, sostenuta dall’assessore alla viabilità Tommaso Ferrari, rappresenterebbe una svolta significativa per uno dei luoghi simbolo della città, con l’obiettivo dichiarato di ridurre la presenza di auto e moto nel centro storico e rendere l’area più accessibile e vivibile.

Il progetto arriverebbe dopo la rimozione delle strutture temporanee installate in piazza Bra durante le cerimonie legate alle Olimpiadi e Paralimpiadi ospitate all’Arena. Una volta completato il disallestimento di tendoni e prefabbricati, che per mesi hanno limitato il transito dei veicoli, l’amministrazione vorrebbe trasformare quella situazione temporanea in una soluzione stabile.

Secondo l’impostazione illustrata da Ferrari, davanti alla Gran Guardia transiterebbero soltanto autobus del trasporto pubblico locale, taxi e mezzi autorizzati, in particolare quelli diretti in via Roma per attività di carico e scarico merci. L’intento è alleggerire il traffico in uno degli snodi più frequentati della città, migliorando al tempo stesso la sicurezza e la fruibilità degli spazi pubblici.

La modifica della circolazione coinvolgerebbe anche le strade circostanti, con una serie di nuovi percorsi alternativi per gli automobilisti. Chi arriva da corso Porta Nuova in direzione della piazza potrà svoltare a sinistra verso via dei Mutilati oppure a destra in vicolo Ghiaia, con la possibilità di raggiungere piazza Cittadella. Diversa invece la situazione per chi proviene da via Pallone o da largo Divisione Pasubio: in questo caso non sarà più possibile proseguire in via degli Alpini verso piazza Bra, ma si dovrà svoltare a sinistra passando sotto il volto verso piazza Cittadella.

Il ridisegno della mobilità si inserisce in un quadro più ampio di interventi legati alla riqualificazione di corso Porta Nuova, dove sono state installate pedane con percorsi accessibili per le persone con disabilità e nuove piste ciclabili posizionate accanto ai marciapiedi in entrambe le direzioni. L’opera rientra tra quelle collegate alle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano-Cortina ed è stata realizzata da Simico, la società che gestisce le infrastrutture dell’evento.

Secondo l’assessore Ferrari, la nuova configurazione della strada avrebbe già reso lo spazio urbano più equilibrato e sicuro, anche grazie ai parcheggi paralleli alle pedane. Tuttavia le modifiche alla viabilità comporteranno inevitabilmente cambiamenti nei percorsi degli automobilisti: per raggiungere zone come stradone San Fermo o via Pallone sarà necessario transitare da piazza Cittadella e via Adigetto oppure da via del Pontiere.

Come spesso accade quando si interviene sul traffico urbano, la proposta ha subito generato reazioni contrastanti. Una delle voci più critiche è quella di Alberto Bozza, consigliere regionale e segretario cittadino di Forza Italia, che teme ripercussioni negative per cittadini e attività economiche.

Secondo Bozza, l’insieme delle misure adottate negli ultimi anni — tra cui sensi unici su alcune arterie strategiche, riduzione dei parcheggi e l’estensione della Ztl attiva 24 ore su 24 — rischierebbe di penalizzare chi utilizza l’auto per necessità quotidiane. In particolare, il consigliere evidenzia le difficoltà che potrebbero incontrare imprese, lavoratori e famiglie che devono accompagnare i figli a scuola o spostarsi tra diverse zone della città.

Il dibattito ricorda in parte le polemiche del passato. Negli anni Ottanta, quando venne chiusa al traffico via Roma nel tratto tra corso Cavour e piazza Bra, la decisione scatenò proteste molto accese. Col tempo, però, quella trasformazione è diventata parte integrante dell’assetto urbano del centro storico.

Oggi la discussione potrebbe riaprirsi con toni simili, soprattutto se il progetto dovesse concretizzarsi nei prossimi mesi. Resta inoltre aperta la questione del possibile rinnovamento dell’arredo urbano della piazza, tema che potrebbe accompagnare la riorganizzazione del traffico.

Intanto nei corridoi di Palazzo Barbieri circola anche un’ipotesi più ampia per il futuro: una progressiva trasformazione di corso Porta Nuova in uno spazio sempre più orientato a pedoni, biciclette e trasporto pubblico, sul modello delle grandi arterie urbane europee dedicate alla mobilità sostenibile. Al momento non esiste alcun progetto ufficiale in tal senso, ma la discussione sulla mobilità nel centro di Verona sembra destinata a proseguire.

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