Scuola a Verona: meno alunni e licei ancora in testa

Le iscrizioni 2026/2027 registrano 150 studenti in meno nelle prime classi per effetto della denatalità. Alle superiori i licei restano la scelta più diffusa, ma tecnici e professionali crescono

zaini da scuola studenti alunni

Le iscrizioni al prossimo anno scolastico restituiscono una fotografia chiara del sistema educativo veronese: meno studenti nelle prime classi a causa della denatalità e una forte preferenza per i licei nella scelta delle scuole superiori. I dati diffusi dall’Ufficio scolastico regionale per il Veneto relativi all’anno scolastico 2026/2027 evidenziano infatti una lieve flessione complessiva degli iscritti.

Nel territorio di Verona e provincia le scuole statali accoglieranno 20.722 nuovi studenti, distribuiti tra i diversi gradi di istruzione: 6.404 alla scuola primaria, 7.546 alla scuola secondaria di primo grado e 6.772 alle scuole superiori. Rispetto all’anno precedente si registra un calo di circa 150 alunni, una diminuzione contenuta ma significativa perché legata principalmente alla denatalità, fenomeno che incide soprattutto sulle scuole elementari.

Le scuole medie e superiori, per il momento, sembrano reggere meglio l’impatto del calo demografico, mantenendo numeri sostanzialmente stabili. Tuttavia il trend demografico lascia prevedere che la riduzione degli studenti possa manifestarsi con maggiore evidenza anche nei prossimi anni.

Tra i dati più rilevanti emerge la scelta delle famiglie per le scuole superiori. A Verona gli studenti continuano a preferire i licei, che quest’anno raccolgono il 46% delle iscrizioni tra i ragazzi che hanno terminato la scuola media. Gli istituti tecnici rappresentano la seconda opzione più diffusa, con il 39,5% delle preferenze, mentre gli istituti professionali mostrano una leggera ripresa, arrivando al 13,6%, in crescita rispetto al 12,5% dell’anno scorso.

Nonostante la predominanza dei licei, il Veneto continua a distinguersi a livello nazionale per l’interesse verso l’istruzione tecnica. In questo contesto Verona occupa una posizione di rilievo, classificandosi al secondo posto regionale dopo Padova e Venezia per numero di iscritti agli istituti tecnici, con 2.674 studenti.

All’interno di questo settore formativo, i percorsi più richiesti sono quelli di area tecnologica, che superano quelli economici. In particolare, l’indirizzo più scelto è informatica e telecomunicazioni, seguito da costruzioni, ambiente e territorio, segno di un interesse crescente verso le competenze digitali e tecniche richieste dal mercato del lavoro.

Tra i percorsi professionali, invece, le preferenze degli studenti si concentrano soprattutto su servizi per la sanità e l’assistenza sociale e sul settore enogastronomico, ambiti che continuano ad attirare molti giovani.

Se si sommano tecnici e professionali, emerge un dato significativo: il 54% dei nuovi iscritti sceglie percorsi di formazione tecnico-professionale, segnale di un equilibrio tra formazione liceale e percorsi più orientati al mondo del lavoro.

Per quanto riguarda i licei, a settembre saranno 3.119 gli studenti che inizieranno il primo anno. Tra gli indirizzi più richiesti spicca il liceo scientifico delle scienze applicate, che negli ultimi anni ha guadagnato molta popolarità. Questo percorso non prevede lo studio del latino e propone un piano di studi rafforzato nelle discipline scientifiche, con più ore dedicate a informatica, analisi dei dati e attività laboratoriali.

Si registrano inoltre buoni risultati anche per il liceo scientifico tradizionale, il liceo delle scienze umane e la sua opzione economico-sociale, caratterizzata da un maggior numero di ore di diritto ed economia rispetto alle discipline pedagogiche e filosofiche.

In controtendenza invece il liceo classico, che continua a perdere iscritti: le domande per le classi prime segnano un calo dello 0,7% rispetto all’anno precedente, confermando una difficoltà ormai consolidata per questo indirizzo storico del sistema scolastico italiano.

Tra le novità introdotte negli ultimi anni, non ha invece riscosso il successo sperato il liceo del Made in Italy, attivato nel 2024. In tutto il Veneto le adesioni sono state solo 19, un numero molto basso che lo colloca tra i percorsi meno scelti dagli studenti.

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito segnala invece come dato interessante la crescita della filiera formativa “4+2”, che consente di conseguire il diploma tecnico o professionale in quattro anni anziché cinque, con la possibilità di proseguire poi negli Its Academy per una specializzazione tecnica avanzata.

Nel territorio veronese, tuttavia, l’interesse per questa modalità resta ancora limitato. Le iscrizioni sono 113 complessive, di cui 91 nelle scuole statali e 22 nelle paritarie, distribuite su 13 filiere attivate.

A livello regionale il numero di studenti iscritti a questi percorsi è comunque aumentato: in Veneto si passa da 91 a 302 nuovi iscritti, suddivisi tra 181 nei percorsi tecnici e 121 nei professionali.

Nel complesso, i dati mostrano un sistema scolastico che mantiene una sostanziale stabilità numerica ma deve confrontarsi con il progressivo calo demografico, mentre nelle scelte educative degli studenti si conferma l’equilibrio tra formazione liceale e percorsi tecnico-professionali.

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