Manca sempre meno alla Cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici del 6 marzo in Arena e l’attesa cresce di giorno in giorno. A scandire il conto alla rovescia è il viaggio della Fiamma Paralimpica di Milano Cortina 2026, partita da Torino il 24 febbraio per un percorso lungo undici giorni e circa 2.000 chilometri attraverso l’Italia. Un cammino simbolico che unisce territori, comunità e storie di eccellenza, mantenendo alta l’attenzione sui valori dello sport e dell’inclusione.
Dopo aver toccato Milano e Roma, la staffetta ha proseguito verso Bolzano e Bari, quindi Trento, Trieste e Napoli, fino a dividere il proprio percorso tra Bologna e Cortina. Ogni tappa rappresenta un momento di incontro e partecipazione, con eventi e iniziative capaci di coinvolgere cittadini, associazioni e istituzioni. In totale sono 501 i tedofori chiamati a portare la torcia, ciascuno scelto per incarnare lo spirito dei Giochi attraverso il proprio esempio umano e professionale.
Il Veneto si prepara ad accogliere la Fiamma nelle giornate decisive che precedono l’apertura ufficiale. Il 5 marzo la staffetta partirà da Venezia, ma già il giorno precedente prenderà avvio da Auronzo di Cadore per attraversare Pieve di Cadore, Longarone, Belluno, Treviso e Mestre, fino a raggiungere la Laguna. Il giorno successivo il tragitto toccherà Castelfranco Veneto, Asolo, Bassano del Grappa, Thiene e Vicenza, con arrivo a Prato della Valle a Padova.
Il 6 marzo, data della Cerimonia di apertura, il percorso finale si concentrerà in larga parte nel territorio veronese. Dopo il passaggio a Monselice e Rovigo, la Fiamma farà tappa a Legnago alle 11.15, proseguirà verso Nogara alle 13.30 e Isola della Scala alle 14.10, per poi raggiungere piazza Bra alle 15.45. Un momento altamente simbolico che precederà l’accensione del braciere in Arena, suggellando l’inizio ufficiale dei Giochi.
Tra i tedofori figurano nomi noti dello sport italiano e veronese. Elisa Molinarolo, astista originaria di Soave e finalista ai Giochi di Parigi 2024 con un salto a 4,70 metri, porterà la torcia lungo il percorso. L’atleta, che si allena nel Padovano e guarda già all’appuntamento di Los Angeles 2028, rappresenta uno dei volti più riconoscibili dell’atletica azzurra. Insieme a lei ci sarà anche Francesca Porcellato, designata come ultima tedofora a Cortina per l’accensione del braciere.
Il viaggio della Fiamma vedrà inoltre la partecipazione di Angelo Zanotti, ex atleta paralimpico dell’atletica leggera, oro a Seul 1988 e Barcellona 1992, e della famiglia Papait, con Omar Papait, chef e viaggiatore con disabilità. Attese anche le gemelle genovesi Alice e Asia D’Amato, protagoniste della ginnastica artistica internazionale, e la “Squadra G”, progetto della Fisip dedicato ai giovani talenti nati tra il 2008 e il 2012. Storie diverse ma accomunate dalla capacità di trasformare lo sport in veicolo di crescita e condivisione.
La Fiamma Paralimpica affonda le proprie radici a Stoke Mandeville, nel Regno Unito, luogo simbolo del Movimento Paralimpico. Qui, nel 1944, il medico Ludwig Guttmann avviò i primi Stoke Mandeville Games come progetto di riabilitazione motoria per i reduci di guerra. Da quell’esperienza prese forma un percorso che ha reso lo sport uno strumento di inclusione e progresso sociale, fino alla nascita dei Giochi Paralimpici moderni.
Oggi quel messaggio continua a viaggiare attraverso le strade italiane, trasformando ogni tappa in un’occasione per valorizzare il territorio e le persone. La Staffetta non è soltanto un evento sportivo, ma un racconto collettivo di partecipazione, talento e solidarietà, capace di unire generazioni e comunità diverse sotto un’unica bandiera.
Con l’arrivo in Arena, Verona si prepara a diventare il cuore pulsante di questa grande festa dello sport. L’accensione del braciere segnerà l’inizio ufficiale dei Giochi, ma il viaggio della Fiamma avrà già lasciato un segno profondo lungo tutto il suo cammino.