Diego scomparso, l’appello della famiglia e i nuovi dettagli sulla fuga a Milano

La mamma e le sorelle lanciano un messaggio su TikTok: “Qualsiasi cosa sia successa si può risolvere”. Emergono comportamenti insoliti prima della sparizione e altri due casi simili tra studenti

Prosegue senza risposte la scomparsa di Diego Baroni, il quattordicenne di Pozzo di San Giovanni Lupatoto sparito nella prima mattinata di lunedì scorso. In queste ore la famiglia ha scelto di affidarsi anche ai social, il canale più frequentato dal ragazzo, per lanciare un appello diretto nella speranza di rompere il silenzio.

Il messaggio è stato diffuso su TikTok da Irene Tosi, amica di Sara Agnolin, la mamma di Diego. Un video breve ma carico di emozione, autorizzato dalla famiglia, in cui si chiede al ragazzo di tornare a casa. «Diego, tutto si può risolvere, ti aspettiamo», è l’invito che apre l’appello. Parole rivolte non solo a lui, ma anche a chiunque possa trovarsi con il giovane o ostacolarne il rientro: «Se c’è qualcuno che ti impedisce di tornare, si metta una mano sul cuore».

Nel messaggio viene ricordata anche la morte del padre, avvenuta alcuni anni fa, e il legame fortissimo che unisce Diego alla madre e alle sorelle. «Tu sei tutta la vita della tua mamma», dice Irene Tosi, spiegando di parlare al posto dell’amica, troppo provata per riuscire a esporsi in prima persona. Il video si chiude con un invito semplice e diretto: “Facci sapere dove sei, veniamo noi a prenderti”.

Intanto, dagli ambienti investigativi e scolastici emergono nuovi elementi che contribuiscono a rendere il caso ancora più complesso. Nei giorni precedenti alla scomparsa, infatti, alcuni comportamenti del ragazzo avevano attirato l’attenzione di amici e conoscenti. In particolare, Diego avrebbe iniziato a ricevere telefonate frequenti, una novità per chi lo conosceva bene. Non solo: quando il cellulare squillava, si allontanava per rispondere in modo riservato, un atteggiamento considerato inusuale.

La scuola e i precedenti casi

Grande apprensione anche all’istituto professionale Giorgi di via Rismondo, a Veronetta, dove Diego frequenta il primo anno del percorso IeFP per operatore elettrico. La dirigente scolastica Nunzia Maria Borrelli ha deciso di pubblicare la foto del ragazzo sul sito della scuola, invitando studenti e famiglie a fornire qualsiasi informazione utile alle indagini.

Nonostante alcune tracce iniziali emerse sui social, dagli studenti non sono arrivate ulteriori segnalazioni. Tuttavia, dalla scuola filtra un dettaglio significativo: non è la prima volta che studenti minorenni si allontanano da casa. In passato, altri due ragazzi del Giorgi avevano saltato le lezioni per recarsi a Milano, la stessa città dove è stato localizzato il cellulare di Diego. In quei casi, però, l’assenza era durata solo un giorno.

Interrogati sul motivo, i due studenti avevano parlato di Milano come della “città dei maranza”, ma secondo i docenti il profilo di Diego non corrisponde a quel tipo di contesto. Anzi, il ragazzo viene descritto come tranquillo, educato e senza problemi disciplinari.

Un ragazzo senza segnali di disagio

Non risultano note disciplinari, né segnalazioni particolari da parte degli insegnanti, nonostante la classe sia considerata tra le più vivaci. Anche dal punto di vista scolastico, i risultati erano positivi: Diego ha concluso il primo quadrimestre con una media del 7. I rapporti con i compagni, seppur ancora in fase di consolidamento, non mostravano segnali di esclusione o bullismo.

A confermarlo è il vicepreside Fedele Di Marco, che ha partecipato alla fiaccolata silenziosa organizzata a Pozzo insieme ad amici e compagni di classe del ragazzo. «Non ci sono elementi che facciano pensare a un disagio scolastico», ha spiegato.

La passione per il basket e il legame familiare

Oltre alla scuola, Diego è impegnato nello sport: gioca nella Under 15 della Sangio Wolves, la squadra di basket del paese. Una passione nata tre anni fa e diventata sempre più importante. Nonostante i tanti impegni familiari, Diego era un punto di riferimento in casa, aiutando la mamma nella gestione delle due sorelle più piccole.

Proprio questo forte senso di responsabilità rende ancora più difficile comprendere le ragioni della scomparsa. Un mistero che continua ad alimentare l’angoscia della famiglia e dell’intera comunità, mentre l’unica richiesta resta sempre la stessa: che Diego torni a casa, sano e salvo.

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