Con l’approvazione della delibera proposta dall’assessora alla Sicurezza Stefania Zivelonghi, la Giunta Comunale di Verona ha dato il via alla nascita della Cittadella della giustizia, un progetto innovativo e dal forte valore sociale. Il nuovo Centro per la giustizia riparativa sorgerà in piazza Madonna di Campagna 1/a, nella Settima Circoscrizione, all’interno di un immobile già sede di realtà attive nel campo dei diritti e del reinserimento: Rete Dafne, il Garante per i diritti dei detenuti e l’Ufficio dei Servizi Sociali per i Minorenni.
Cittadella della giustizia: un luogo di dialogo, riparazione e reinserimento
La nuova struttura rappresenta un importante passo avanti nell’ambito della giustizia riparativa, approccio promosso dalla riforma Cartabia che mira a favorire la mediazione, il recupero e la pacificazione tra autore del reato e vittima, anziché limitarsi alla punizione. La giustizia riparativa è infatti uno strumento fondamentale per la riconciliazione e il rafforzamento dei legami sociali, volto a ricostruire un senso di comunità attraverso percorsi condivisi di responsabilità e riparazione del danno.
Un modello di co-progettazione senza oneri per il Comune
Il progetto verrà realizzato tramite un percorso di co-progettazione, in linea con la normativa vigente, che consente la gestione condivisa tra amministrazione e soggetti del terzo settore. Non sono previsti costi per il bilancio comunale, e i locali sono già stati assegnati con determina dirigenziale del 1° dicembre 2025. L’accordo avrà durata triennale, con possibilità di rinnovo per altri tre anni, salvo disdetta da comunicare con sei mesi di anticipo.
L’obiettivo dichiarato è di avviare le attività del Centro nella prima parte del 2026, come confermato dall’assessora Zivelonghi: “Oggi aggiungiamo un ulteriore importante tassello verso l’avvio del Centro per la giustizia riparativa, che prevediamo operativo entro i primi mesi del 2026, dopo l’assegnazione della gestione”.
Un presidio civile e sociale per la città
La Cittadella della giustizia nasce con una visione chiara: creare uno spazio integrato che metta al centro i diritti, il dialogo e la rigenerazione delle relazioni sociali. Un presidio che unisce istituzioni, servizi e comunità, capace di offrire percorsi alternativi al carcere, aiutare le vittime a trovare riconoscimento e sostenere processi di cambiamento profondo nelle persone che hanno commesso reati.
Con questo nuovo centro, Verona si allinea ai principi della riforma della giustizia italiana e si fa promotrice di modelli di intervento più umani, partecipativi e trasformativi, in grado di dare valore alle relazioni, alle responsabilità e alla comunità nel suo complesso.