“Non si può permettere che con la discrezionalità concessa ai magistrati si continuino a liberare i delinquenti. Serve un giro di vite a livello nazionale sulla sicurezza”. Con queste parole, l’europarlamentare di Forza Italia – PPE Flavio Tosi interviene sul tema della gestione delle misure cautelari, sollecitando il Governo e il Parlamento a intervenire in modo deciso.
Secondo Tosi, la preoccupazione dei cittadini e delle cittadine riguarda soprattutto la certezza della pena, un elemento che – sostiene – oggi verrebbe compromesso da provvedimenti giudiziari ritenuti troppo permissivi.
La critica: “Liberati dopo poche ore, è inaccettabile”
Tosi punta il dito contro una serie di episodi che vedono protagonisti spacciatori arrestati e poi rimessi in libertà nell’arco di poche ore. In alcuni casi, afferma l’europarlamentare, le persone fermate vengono sottoposte al solo obbligo di firma, misura che ritiene insufficiente per soggetti considerati potenzialmente pericolosi.
“È impossibile garantire sicurezza in queste condizioni” sottolinea Tosi, spiegando che questo sistema svilisce il lavoro quotidiano delle Forze dell’ordine e della Polizia locale, impegnate nel contrasto alla criminalità diffusa. La mancata applicazione di misure detentive più severe, secondo Tosi, avrebbe ricadute dirette sul tessuto urbano e sulla percezione di tranquillità nelle comunità locali.
L’obiettivo: cancellare la possibilità di scarcerazione immediata
L’europarlamentare chiede di eliminare a livello nazionale la facoltà di rimettere in libertà persone considerate “veri delinquenti”, sostenendo che debbano rimanere in carcere per tutelare soprattutto le fasce più vulnerabili della popolazione, come i giovani. Una linea che Tosi definisce necessaria per contrastare fenomeni criminali radicati e presenti in molte città italiane.
Sicurezza urbana e fiducia nelle istituzioni
Le dichiarazioni di Tosi si collocano in un dibattito più ampio sul tema della sicurezza urbana e del rapporto tra intervento giudiziario e operatività delle Forze dell’ordine. Il politico veronese sostiene che l’attuale meccanismo di riammissione immediata in libertà comprometta l’efficacia dell’azione repressiva, generando un circolo vizioso che non permette di arginare realmente la criminalità locale.
Secondo la sua posizione, garantire pene certe e misure cautelari più rigorose rappresenterebbe non solo un deterrente, ma anche un segnale di vicinanza alle richieste dei cittadini.