Viaggi d’istruzione a rischio: i nuovi tetti di spesa bloccano le gite scolastiche

Il limite di 140mila euro imposto dal ministero costringe le scuole a ridurre uscite, accorciare soggiorni e rivedere i programmi

Le gite scolastiche sono a rischio per l’anno in corso, a causa del nuovo tetto massimo di spesa fissato a 140mila euro per ogni istituto. Un limite considerato troppo basso, soprattutto per le scuole superiori con numerose classi o indirizzi che prevedono attività all’estero, come i licei linguistici. La recente scadenza della deroga dell’Autorità anticorruzione – che permetteva alle scuole di gestire in autonomia gli affidamenti oltre la soglia – ha portato a un blocco improvviso nella programmazione dei viaggi.

Il decreto ministeriale ora impone che solo le stazioni appaltanti qualificate possano gestire gli affidamenti superiori a tale limite. Tuttavia, le scuole non dispongono di questa qualifica, e l’unica soluzione prevista è quella di trasformare gli Uffici scolastici regionali in stazioni appaltanti abilitate, tramite l’assunzione di 161 funzionari. L’avvio di queste nuove strutture non è però ancora operativo.

Nel frattempo, la piattaforma digitale per la gestione degli appalti, realizzata con Consip, entrerà in funzione solo nel 2026, lasciando un vuoto normativo e gestionale per l’anno scolastico in corso.

I dirigenti scolastici si trovano costretti a ridurre drasticamente l’offerta di viaggi, come evidenziato da Mariapaola Ceccato, preside dell’istituto tecnico Marconi, che ha confermato la programmazione dei soli viaggi per le classi quinte. Le uscite giornaliere sono state ridotte a due per classe, per contenere i costi. Nel loro istituto, il budget per tutte le attività si limita a circa 70mila euro per le quinte, con un tetto complessivo calcolato per non superare i 140mila euro.

Mariangela Icarelli, dirigente del liceo Galilei, ha sottolineato che il volume medio dei viaggi per una scuola superiore supera i 400mila euro, rendendo di fatto impraticabile l’attuale tetto di spesa. Alcuni istituti stanno valutando l’opzione di puntare su soggiorni linguistici, che sono trattati separatamente e non rientrano nei limiti del decreto.

Altri, come il Copernico-Pasoli, rimandano le decisioni a novembre, in occasione di un corso nazionale di aggiornamento sull’organizzazione delle uscite. Nel frattempo, i consigli di classe raccolgono proposte da valutare sulla base delle nuove normative.

Un altro elemento di novità è l’introduzione di regole più severe per la sicurezza, con la necessità di aggiudicare i contratti di trasporto secondo il criterio del miglior rapporto qualità/prezzo. Le scuole dovranno verificare la manutenzione dei mezzi e le qualifiche degli autisti, operazioni che richiedono competenze specifiche e un notevole dispendio di tempo.

Per aggirare i vincoli, molti istituti stanno valutando l’uso dei mezzi pubblici, come treni o autobus di linea, ma questa scelta impone una revisione completa delle destinazioni e della logistica delle gite. Secondo Icarelli, è in corso un dialogo tra dirigenti scolastici per condividere strategie comuni e soluzioni temporanee.

Il quadro resta incerto, ma ciò che è chiaro è che le gite scolastiche, così come sono state finora concepite, stanno subendo una trasformazione profonda, che potrebbe ridimensionarne la portata per gli anni a venire.

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