Svolta nel caso Rossignoli: perquisita la casa del nipote, ascoltato dai Carabinieri

La Procura indaga per istigazione al suicidio, ma non ci sono ancora indagati per la scomparsa della 79enne di Porto di Legnago

Carabinieri

Un nuovo capitolo si apre nell’indagine sulla scomparsa di Clara Rossignoli, la 79enne di Porto di Legnago di cui si sono perse le tracce lo scorso 8 aprile. Dopo settimane di silenzio e incertezze, la Procura della Repubblica ha autorizzato una lunga perquisizione nell’abitazione che l’anziana condivideva con il nipote e la sua famiglia. È stato proprio il nipote a denunciare la scomparsa della donna, ma con alcuni giorni di ritardo, dettaglio che ha sollevato non pochi interrogativi.

Perquisizioni e audizioni in caserma

I Carabinieri hanno setacciato l’abitazione per diverse ore, alla ricerca di elementi utili per ricostruire l’accaduto. Nel corso del pomeriggio, il nipote è stato condotto in caserma per essere ascoltato dagli inquirenti, ma non sono emersi dettagli ufficiali sull’esito dell’interrogatorio.

Fonti investigative avevano in precedenza parlato di una lite tra Clara Rossignoli e il nipote, avvenuta nei giorni immediatamente precedenti alla scomparsa. Nonostante ciò, al momento nessun nome risulta iscritto nel registro degli indagati, anche se l’indagine continua con crescente attenzione.

L’ipotesi di reato: istigazione al suicidio

La Procura ha aperto un fascicolo ipotizzando il reato di istigazione al suicidio, un’ipotesi che resta ancora tutta da verificare. Questa scelta suggerisce che, al momento, non ci sono elementi sufficienti per parlare di omicidio o sequestro di persona, ma che gli inquirenti ritengono plausibile una dinamica di pressioni psicologiche o conflitti familiari alla base della sparizione.

L’assenza di tracce e testimoni certi, unita alla denuncia tardiva, ha spinto gli investigatori ad approfondire il contesto domestico in cui viveva Clara. Anche l’eventualità di un allontanamento volontario non è stata del tutto esclusa, ma le ricerche finora non hanno prodotto alcun riscontro concreto.

Un mistero ancora fitto

A oltre un mese dalla scomparsa, la vicenda resta avvolta nel mistero. Nessun avvistamento attendibile, nessun messaggio d’addio, né segni evidenti che possano chiarire cosa sia accaduto l’8 aprile. La speranza è che le nuove attività investigative possano fornire elementi utili per fare luce su un caso che tiene con il fiato sospeso l’intera comunità di Porto di Legnago.

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