Edoardo Mangano, disposta l’autopsia sul 19enne folgorato a Verona

La Procura vuole chiarire dinamica e tempi della morte: si valuta l’ipotesi di omissione di soccorso, ma al momento nessun indagato

Sala autopsia

Sarà l’autopsia a fare luce sulla morte di Edoardo Mangano, il giovane di 19 anni deceduto nella notte tra venerdì 29 e sabato 30 marzo, dopo essere salito su un treno merci nei pressi della stazione di Porta Vescovo a Verona. La Procura della Repubblica ha disposto l’esame autoptico per chiarire le cause esatte del decesso e i tempi in cui è avvenuto.

La decisione del PM

Il pubblico ministero Alberto Sergi, inizialmente orientato a non richiedere l’autopsia, ha poi scelto di procedere con ulteriori accertamenti. La decisione è emersa nella serata di mercoledì 2 aprile, alla luce di elementi ritenuti utili per approfondire la dinamica dei fatti, in particolare alla luce del ritrovamento del corpo a distanza di quasi 24 ore dal momento presunto dell’incidente.

I fatti: una serata finita in tragedia

Secondo una prima ricostruzione, Edoardo si trovava con un amico nei pressi della Discoteca Love, da cui i due si sarebbero allontanati dopo aver tentato invano di entrare senza biglietto. Avrebbero poi deciso di salire su un treno merci fermo vicino alla stazione di Porta Vescovo. È in quel momento che si sarebbe verificato il dramma: una scarica elettrica dell’impianto ad alta tensione ha colpito i ragazzi.

Il corpo di Edoardo è stato rinvenuto sui binari il giorno successivo, inerte e con evidenti segni di ustione. È stato ritrovato solo grazie all’allarme lanciato dai genitori, preoccupati per il mancato rientro a casa del figlio.

Il dettaglio della chiamata e le ipotesi della Procura

Un dettaglio emerso dal telefono di Edoardo ha spinto la Procura a riaprire le valutazioni investigative: l’ultima chiamata del ragazzo avrebbe avuto come oggetto la richiesta di aiuto per l’amico, colpito da una scarica elettrica. Un indizio che potrebbe suggerire che Edoardo fosse ancora vivo in un momento successivo all’incidente.

Al momento non ci sono indagati ufficiali, ma la Procura sta valutando l’ipotesi di reato di omissione di soccorso, in attesa di ulteriori riscontri dalle indagini e dai risultati autoptici.

Un’inchiesta ancora aperta

L’inchiesta è ancora in fase preliminare e si muove su più fronti: oltre all’autopsia, gli inquirenti stanno raccogliendo testimonianze, acquisendo filmati delle telecamere nella zona ferroviaria e analizzando il traffico telefonico della vittima. La speranza è di ricostruire con esattezza quanto accaduto tra la notte e le ore successive, fino al momento del ritrovamento.

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