Il 7 gennaio 2005, alle ore 12.53, un tragico incidente ferroviario sconvolse il Paese. Sulla linea a binario unico Verona-Bologna, nei pressi della stazione di Bolognina di Crevalcore, un treno interregionale proveniente da Verona e un convoglio merci carico di putrelle d’acciaio si scontrarono frontalmente in condizioni di fitta nebbia. Il bilancio fu devastante: 17 vittime, tra cui i due macchinisti, e 80 feriti.
Le vittime di Verona
Tra le vittime si ricordano anche tre persone legate a Verona:
- Matteo Sette, 26 anni, residente in Valdonega.
- Bruno Nadali, 50 anni, insegnante di yoga e abitante di Borgo Venezia.
- Mauro Bussolari, 52 anni, impiegato alla Glaxo-Smithkline, residente ad Amola di San Giovanni in Persiceto.
Le cause della tragedia
Le indagini attribuirono la causa dell’incidente a un errore umano: il macchinista del convoglio merci non rispettò un semaforo rosso, causando lo scontro con il treno passeggeri. La tragedia fu aggravata dall’assenza del Sistema di controllo marcia treno (Scmt), un dispositivo automatico che avrebbe potuto bloccare il treno in caso di mancato rispetto dei segnali.
Il processo si concluse nel 2011 con l’assoluzione di dieci dirigenti delle Ferrovie, e non ci fu appello.
Una memoria da preservare
Oggi, nel punto in cui avvenne lo scontro, è stata inaugurata una stele commemorativa, benedetta dall’arcivescovo Matteo Zuppi, per ricordare le vittime e mantenere viva la memoria di una tragedia che poteva essere evitata.
Il sindaco di Crevalcore, Marco Martelli, ha dichiarato: «Non si può attribuire la responsabilità al solo macchinista. Quel giorno, con visibilità nulla, era impossibile vedere il semaforo». L’appello è stato condiviso da associazioni e sindacati, che sottolineano la necessità di garantire maggiore sicurezza ferroviaria.
Anche il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha rimarcato l’importanza della prevenzione: «Incidenti e morti per mancanza di sicurezza sono una realtà che si ripete troppo spesso in Italia. Non possiamo permetterlo».
Il cambiamento della linea ferroviaria
Negli anni successivi, la vecchia linea ferroviaria è stata dismessa e trasformata nella Ciclovia del Sole, mentre il tracciato della Bologna-Verona è stato raddoppiato, dotandolo di sistemi di sicurezza avanzati.
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