Job&Orienta 2024: i titoli di studio più richiesti e le figure professionali introvabili

Il mismatch tra scuola e lavoro continua a creare difficoltà nel reperire personale altamente qualificato in settori chiave come ingegneria, moda e legno

Al Job&Orienta 2024, la fiera di Verona che ogni anno offre un importante appuntamento per l’orientamento e la formazione, sono stati presentati i dati emersi dal sistema Excelsior. Secondo i dati, 5,5 milioni di assunzioni programmate dalle imprese italiane per il 2024, ma quasi la metà di queste figure professionali risultano difficili da reperire.

Le figure professionali più richieste

L’indagine evidenzia come il mercato del lavoro sia in cerca di laureati in ingegneria elettronica e dell’informazione, ma anche di diplomati del sistema moda e qualificati nel settore legno. Questi settori soffrono in modo particolare la carenza di competenze specifiche, con l’ingegneria elettronica e dell’informazione che registra una difficoltà di reperimento del 74%, mentre i diplomati nel settore moda e legno hanno tassi di irreperibilità rispettivamente del 63,6% e del 71%.

Oltre alle ingegnerie, tra i laureati richiesti ci sono anche quelli con formazione in economia (205.000 assunzioni previste), insegnamento e formazione (111.000), e sanitario e paramedico (55.000). Per quanto riguarda i percorsi ITS Academy, la maggior richiesta riguarda meccatronica e tecnologie informatiche, con circa 23.000 ingressi programmati per la meccatronica, seguita da tecnologia dell’informazione e comunicazione (18.000).

Il fenomeno del mismatch: scuola e impresa separati

Nonostante la grande domanda, le aziende faticano a trovare il personale giusto. Questo fenomeno di mismatch tra le competenze fornite dai percorsi educativi e quelle richieste dalle imprese è stato sottolineato anche dal ministro Giuseppe Valditara, durante la fiera. Il ministro ha evidenziato la necessità di un maggiore collegamento tra scuola e impresa, per colmare le lacune formative e rispondere alle esigenze del mondo produttivo.

Secondo Valditara, è fondamentale che la scuola evolva per rispondere alle necessità delle aziende, facendo leva su alternanza scuola-lavoro e altre forme di collaborazione diretta con il mondo imprenditoriale. «Oggi la scuola non è in grado di offrire specializzazioni coerenti con le necessità del mercato del lavoro», ha dichiarato, aggiungendo che l’adozione di modelli come quello del sistema 4+2 (un percorso di istruzione tecnologica e professionale) è un passo importante per il cambiamento.

Settori con maggiore difficoltà di reperimento

Tra i settori più critici per la difficoltà di reperimento di personale ci sono quelli dell’energia (con un tasso di irreperibilità del 87,5% per i diplomati ITS Academy) e della meccanica (69,3%). Anche nelle professioni tradizionali come quelle legate ai servizi logistici, alla ristorazione e alla meccanica, le aziende faticano a trovare profili adeguati.

Oltre a questo, il tasso di irreperibilità per i laureati in ingegneria elettronica e dell’informazione è pari al 74%, un dato che evidenzia un problema di formazione tecnica avanzata che mette a rischio la competitività del settore industriale. Un altro settore particolarmente colpito è quello sanitario e paramedico, con un gap di 72% tra domanda e offerta di laureati.

Soluzioni e interventi proposti

In risposta a queste difficoltà, il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, ha sottolineato l’importanza di un orientamento mirato per i giovani, che li aiuti a scegliere percorsi formativi coerenti con le reali opportunità professionali. In quest’ottica, le Camere di Commercio hanno rafforzato gli strumenti per aiutare gli studenti a capire meglio le professioni più richieste, utilizzando piattaforme come Excelsior Orienta e OrientaGame.

Inoltre, Tripoli ha rimarcato la necessità di attrarre i giovani talenti in Italia, valorizzando le loro competenze e creando un ambiente che soddisfi le loro legittime aspirazioni professionali. La strategia nazionale per favorire l’occupazione giovanile, il dialogo scuola-lavoro e una maggiore collaborazione tra enti formativi e imprese sono essenziali per colmare il mismatch e promuovere una crescita sostenibile per il paese.

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