Un’attività di stoccaggio e gestione di rifiuti speciali senza le necessarie autorizzazioni è stata scoperta dai carabinieri nel territorio veronese. Un uomo di 55 anni, di nazionalità marocchina, è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Verona con l’accusa di violazioni alla normativa ambientale.
L’operazione è stata condotta dai militari della Stazione dei carabinieri di Castel d’Azzano, impegnati in una serie di servizi di controllo del territorio finalizzati in particolare alla prevenzione e al contrasto dei reati ambientali. Durante le verifiche nelle aree verdi del territorio di Povegliano Veronese, l’attenzione degli investigatori si è concentrata su uno spazio dove era stato individuato un accumulo di materiali sospetti.
Nel corso dei sopralluoghi, i militari hanno accertato la presenza di un deposito di rifiuti composto prevalentemente da materiali ferrosi, oltre ad altri scarti riconducibili ad apparecchiature fuori uso. La situazione ha quindi portato ad avviare una serie di accertamenti più approfonditi per stabilire la provenienza dei materiali e verificare eventuali responsabilità.
Le indagini successive hanno consentito di ricostruire la gestione dell’area e di individuare il soggetto coinvolto. Gli investigatori sono risaliti a un imprenditore cinquantaquattrenne titolare di una ditta individuale attiva nel settore del commercio, ritenuto responsabile dello stoccaggio dei rifiuti rinvenuti.
Secondo quanto emerso dalle verifiche, l’uomo avrebbe gestito e accumulato rifiuti speciali senza le autorizzazioni previste dalla normativa vigente, in particolare quelle stabilite dal Testo Unico Ambientale. I materiali depositati risultavano costituiti in larga parte da componenti metallici e da parti derivanti da apparecchiature dismesse.
Gli accertamenti effettuati dai carabinieri hanno inoltre evidenziato l’assenza delle procedure necessarie per garantire la tracciabilità dei rifiuti. La normativa ambientale prevede infatti che la raccolta, il trasporto e lo smaltimento di questi materiali avvengano attraverso specifici registri e autorizzazioni, strumenti indispensabili per assicurare un corretto controllo del ciclo dei rifiuti e per prevenire rischi per l’ambiente.
Attraverso l’attività investigativa, i militari dell’Arma hanno documentato con precisione la gestione del deposito e la condotta attribuita all’indagato. L’assenza delle autorizzazioni e delle procedure di smaltimento regolamentate rappresenta infatti una violazione delle disposizioni previste dalla legge in materia ambientale, soprattutto quando riguarda rifiuti potenzialmente impattanti per il territorio.
Al termine degli accertamenti, i carabinieri della Stazione di Castel d’Azzano hanno quindi proceduto a segnalare il caso all’autorità giudiziaria. Al 55enne è stata contestata la gestione illecita di rifiuti e l’abbandono degli stessi, reati previsti dalla normativa che disciplina la tutela dell’ambiente.
L’attività rientra nelle operazioni di controllo che le forze dell’ordine svolgono regolarmente sul territorio per contrastare comportamenti che possono compromettere l’ecosistema locale. Il monitoraggio delle aree verdi e dei siti potenzialmente utilizzati per lo stoccaggio non autorizzato di rifiuti rappresenta uno degli strumenti principali per prevenire fenomeni di smaltimento illecito e garantire il rispetto delle norme ambientali.
Le indagini proseguono per verificare eventuali ulteriori responsabilità e per ricostruire nel dettaglio la provenienza dei materiali rinvenuti nell’area.