L’arte non è soltanto qualcosa da osservare: può essere toccata, esplorata e vissuta attraverso i sensi. Da questa idea prende forma The Haptic Eye, un progetto innovativo che trasforma l’esperienza artistica in un percorso multisensoriale e accessibile a tutti.
L’iniziativa è ospitata a Casa Verona, nella palazzina 20 dell’ex Arsenale, uno spazio pensato proprio per favorire progetti culturali legati all’inclusione e alla partecipazione. Qui i visitatori possono entrare in contatto con alcune delle opere più celebri della storia dell’arte reinterpretate in modo completamente nuovo.
Tra i lavori presentati figurano due capolavori universalmente riconosciuti: “La nascita di Venere” di Sandro Botticelli e “La notte stellata” di Vincent Van Gogh, trasformati in opere tattili attraverso oggetti multimodali progettati per essere esplorati con le mani.
Capolavori reinterpretati per un’esperienza multisensoriale
Il progetto The Haptic Eye nasce con l’obiettivo di superare le barriere tradizionali della fruizione artistica. Grazie a speciali formelle tattili e dispositivi multimodali, l’arte viene tradotta in forme che permettono di percepire linee, volumi e composizioni attraverso il tatto.
Questa modalità di fruizione rende l’esperienza accessibile anche alle persone non vedenti o ipovedenti, ma allo stesso tempo offre a tutti i visitatori un modo diverso di avvicinarsi alle opere.
Ogni installazione diventa quindi un invito a toccare, esplorare e interpretare l’opera con il proprio corpo, trasformando la visita in un viaggio sensoriale che coinvolge emozioni e percezioni.
Un progetto che unisce tecnologia, cultura e inclusione
The Haptic Eye è promosso da ARTI SRL, startup veronese nata nel 2020 con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale materiale e immateriale come strumento di benessere sociale e sviluppo economico.
L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con il Laboratorio di Prototipazione Virtuale e Realtà Aumentata del Politecnico di Milano – Polo territoriale di Lecco, che ha contribuito allo sviluppo delle tecnologie utilizzate per le installazioni.
Un elemento centrale del progetto è il coinvolgimento diretto delle persone. Giovani con disturbi dello spettro autistico e persone non vedenti partecipano infatti alla creazione delle opere e alla conduzione dei percorsi sensoriali, diventando protagonisti attivi della produzione culturale.
“Con The Haptic Eye vogliamo restituire nuovo senso al tatto e dimostrare che l’arte può essere davvero accessibile a tutti” ha spiegato Andrea Monaco, responsabile del progetto.
Un’iniziativa inserita nell’Olimpiade culturale Milano Cortina 2026
The Haptic Eye rientra tra le iniziative dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, il programma diffuso che accompagna i Giochi Olimpici e Paralimpici invernali attraverso eventi culturali, artistici e sociali in tutta Italia.
Il progetto interpreta pienamente i valori olimpici e paralimpici, mettendo al centro inclusione, partecipazione e valorizzazione delle diversità.
Così come lo sport dimostra che i limiti del corpo possono essere superati, l’arte tattile apre nuove possibilità di accesso alla cultura, permettendo a persone con diverse abilità di vivere esperienze artistiche condivise.
Un progetto partecipato dalla comunità
The Haptic Eye punta anche a costruire una comunità attiva attorno al patrimonio culturale. Per questo l’iniziativa è promossa attraverso You4Heritage, una piattaforma digitale di fundraising civico che sostiene progetti culturali e inclusivi.
L’obiettivo è quello di creare una vera e propria “comunità patrimoniale”, composta da cittadini, associazioni e sostenitori che contribuiscono allo sviluppo del progetto.
Nel lungo periodo l’iniziativa mira a diventare uno spazio permanente dedicato all’arte tattile, dove comunità, cultura e inclusione possano incontrarsi.
Un nuovo modo di vivere l’arte
Con The Haptic Eye l’arte assume una dimensione diversa: più accessibile, condivisa e profondamente umana. Le opere non sono più soltanto immagini da osservare, ma diventano strumenti di relazione e scoperta.
Attraverso il tatto, i visitatori possono avvicinarsi ai capolavori della storia dell’arte in modo diretto e personale, trasformando ogni visita in un’esperienza sensoriale che coinvolge mani, mente ed emozioni.