Il territorio collinare della Valpolicella torna a fare i conti con la fragilità del suolo. Negli ultimi venti mesi, tra giugno 2024 e l’inizio del 2026, sono stati registrati dodici episodi franosi che hanno causato danni alla viabilità e disagi per i residenti, in particolare nelle frazioni a nord del comune di Negrar.
Una situazione che ha spinto l’amministrazione comunale ad avviare una serie di interventi per la messa in sicurezza delle aree più critiche. Tra questi, uno dei cantieri più attesi riguarda la Curva del Ferrar, dove i lavori di consolidamento partono proprio in queste ore.
Il bilancio degli smottamenti è pesante. Sette delle dodici frane si sono verificate lungo la strada comunale che collega Negrar con Prun e Fane, una delle arterie più importanti per la mobilità nelle zone collinari. Le conseguenze sono state immediate: deviazioni, interruzioni temporanee delle strade e, in alcuni casi, l’isolamento di contrade e piccoli nuclei abitati.
Le criticità non si limitano a un singolo punto del territorio. Gli smottamenti hanno interessato diverse località: Ca’ Righetto, Palazzo, Torbe in via Goldoni, la Curva del Ferrar, via Albarin tra Fane e Prun, Casalini di Mazzano, via Riete e via Tormini Schioppo. A queste si aggiunge la situazione monitorata lungo la Strada provinciale 12 dell’Aquilio, dove in località Faè il versante a valle sta progressivamente cedendo, spingendo la Provincia ad analizzare con attenzione l’evoluzione del fenomeno.
A fare il punto sugli interventi è Fabrizio Mignolli, presidente del Consiglio comunale con delega a Manutenzioni e Lavori pubblici. Secondo l’amministratore, la priorità resta la sicurezza del territorio e dei cittadini, anche se la complessità della situazione richiede interventi graduali e risorse importanti.
Il territorio collinare di Negrar, infatti, presenta caratteristiche geologiche che lo rendono particolarmente sensibile ai fenomeni idrogeologici. Piogge intense e infiltrazioni d’acqua contribuiscono spesso a destabilizzare i versanti, provocando cedimenti che possono interessare strade e infrastrutture.
Non mancano però le preoccupazioni tra i residenti delle frazioni più alte, che negli ultimi mesi hanno dovuto affrontare limitazioni alla circolazione e difficoltà negli spostamenti quotidiani. Alcuni cittadini hanno accusato l’amministrazione di non intervenire con sufficiente rapidità di fronte alle emergenze.
Dal Comune, tuttavia, arriva la replica: amministrazione e Provincia stanno lavorando per individuare le soluzioni tecniche più efficaci e per reperire le risorse economiche necessarie. Una prima stima indica che solo per gli interventi di competenza comunale potrebbero essere necessari circa un milione di euro.
Il problema riguarda anche la struttura stessa della rete viaria. Le frazioni collinari sono servite infatti da due sole strade principali, collegate tra loro dalla via Albarin, rendendo ancora più delicata la gestione dei cantieri e delle eventuali chiusure al traffico.
Negli ultimi mesi alcuni lavori sono già stati completati. In località Palazzo, ad esempio, la sistemazione del fronte franoso è stata conclusa tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, mentre un cedimento registrato a Prun è stato risolto con un intervento di consolidamento.
Anche via Riete, a Fane, è tornata percorribile dopo un episodio particolarmente critico. Qui, a causa delle forti piogge, circa mille metri cubi di rocce e terra erano scivolati sulla carreggiata, isolando temporaneamente alcune famiglie della zona. La rimozione del materiale e la messa in sicurezza del tratto hanno permesso di riaprire la strada, ma ulteriori interventi sono previsti nei prossimi mesi, soprattutto per il consolidamento di un muro di sostegno lungo la stessa via.
Altri cantieri sono in fase di progettazione o programmazione. In via Tormini Schioppo sono in corso le valutazioni tecniche sulle modalità di intervento, mentre a via Castello, nella frazione di Fane, la Provincia ha confermato l’apertura del cantiere entro la fine di aprile. Qui sono previsti lavori con micropali e un cordolo di collegamento per rafforzare la stabilità della strada.
Parallelamente, il Comune intende intervenire anche sul sistema di drenaggio e sul manto stradale. Con l’avvio del piano asfalti, infatti, saranno affrontati anche i problemi legati al deflusso dell’acqua che interessano le abitazioni nella parte finale di via Castello.
La sfida per l’amministrazione resta quella di mettere in sicurezza un territorio fragile senza compromettere la viabilità delle frazioni, dove strade e collegamenti rappresentano spesso l’unico accesso ai centri abitati. Nei prossimi mesi saranno quindi decisivi per capire se gli interventi programmati riusciranno a ridurre il rischio e garantire maggiore stabilità alla rete stradale della Valpolicella collinare.