A Verona prosegue l’emergenza legata all’inquinamento atmosferico. L’allerta arancione per le polveri sottili Pm10 resta in vigore dopo i nuovi superamenti del limite giornaliero registrati dalle centraline di monitoraggio. La misura, attiva dallo scorso 25 febbraio, continuerà fino alla pubblicazione del prossimo bollettino dell’Arpav previsto per venerdì 6 marzo.
Il dato che ha determinato la proroga arriva dalla stazione di rilevamento del Giarol Grande, dove è stato nuovamente superato il limite di 50 microgrammi per metro cubo previsto dalla normativa. Il perdurare delle condizioni atmosferiche sfavorevoli alla dispersione degli inquinanti ha quindi spinto le autorità a mantenere attive le restrizioni.
Con il livello di allerta arancione restano operative le misure straordinarie previste dal Piano regionale di Risanamento e Tutela dell’Atmosfera, entrato in vigore lo scorso ottobre. Il piano impone ai comuni l’attivazione di limitazioni alla circolazione dei veicoli più inquinanti quando i livelli di smog superano le soglie stabilite.
Le restrizioni riguardano diverse categorie di mezzi. Non possono circolare le auto a benzina Euro 0, 1 e 2 e numerosi veicoli diesel, in particolare quelli appartenenti alle categorie più datate. Il blocco interessa anche i diesel fino alla classe Euro 5 per alcune categorie e i veicoli commerciali diesel fino alla classe Euro 4. Sono coinvolti inoltre motocicli con certificato di circolazione rilasciato prima del 1° gennaio 2000.
Accanto ai divieti restano però attive diverse deroghe pensate per garantire gli spostamenti indispensabili. I lavoratori che non possono utilizzare i mezzi pubblici a causa degli orari o della distanza dal luogo di lavoro possono circolare, purché siano muniti di una dichiarazione del datore di lavoro che certifichi turni e necessità di spostamento.
Sono previste anche finestre orarie dedicate alle attività economiche. Le operazioni di carico e scarico merci sono consentite tra le 8.30 e le 11 e tra le 15 e le 17.30, su tutto il territorio comunale e nel rispetto delle indicazioni stabilite dall’ordinanza.
Alcune categorie di veicoli restano comunque autorizzate alla circolazione. Possono muoversi le auto elettriche, ibride e quelle a benzina superiori alla classe Euro 2, oltre ai veicoli bifuel alimentati a GPL o metano con motorizzazione sopra Euro 2. Via libera anche al car pooling, che permette di utilizzare l’auto con almeno tre persone a bordo – o due nel caso delle vetture biposto – senza incorrere nelle limitazioni.
Sono inoltre esentati dal blocco i veicoli utilizzati da persone con disabilità munite di contrassegno, quelli destinati ai servizi di soccorso e i mezzi di medici e veterinari impegnati in visite urgenti. È consentita anche la circolazione per accompagnare bambini e ragazzi a scuola, ma solo lungo il tragitto casa–istituto e in una finestra temporale limitata alla mezz’ora prima e dopo l’inizio e la fine delle lezioni.
Tra le altre misure previste dall’ordinanza rientrano anche alcune limitazioni per particolari categorie di veicoli. Le auto con potenza inferiore o uguale a 80 kilowatt guidate da proprietari con Isee inferiore a 16.631,71 euro possono circolare soltanto quando non è attiva alcuna allerta. In presenza di livello arancione o rosso, anche questi mezzi devono restare fermi.
Il sistema Move-In, che consente ai veicoli più inquinanti di circolare per un numero limitato di chilometri annuali grazie a un dispositivo di monitoraggio, non è valido durante le misure emergenziali. In caso di allerta arancione o rossa, e nelle domeniche ecologiche, restano quindi in vigore le restrizioni ordinarie.
Non mancano alcune aree della viabilità dove la circolazione resta libera. Tangenziale Est, Tangenziale Sud e i tratti autostradali all’interno del territorio comunale non sono soggetti alle limitazioni, così come i percorsi necessari per raggiungere la Fiera di Verona, lo stadio Bentegodi e il palazzetto dello sport partendo dalle tangenziali o dai caselli autostradali.
Oltre alle restrizioni sul traffico, il provvedimento prevede interventi anche sugli impianti di riscaldamento. È vietato utilizzare generatori domestici a biomassa legnosa con prestazioni inferiori agli standard stabiliti, mentre con l’allerta arancione o rossa il divieto si estende agli impianti che non raggiungono almeno la classe ambientale 4 stelle.
Un’altra misura riguarda la temperatura negli edifici. Le abitazioni e gli edifici pubblici devono ridurre di un ulteriore grado il riscaldamento, passando da 19 a 18 gradi centigradi. L’ordinanza stabilisce inoltre il divieto di combustioni all’aperto, con indicazioni specifiche anche per le attività agricole.
Le autorità invitano infine i cittadini a limitare l’uso dell’auto privata e a prestare attenzione alle attività che possono aumentare l’emissione di polveri sottili. La proroga dell’allerta arancione conferma infatti una situazione di qualità dell’aria ancora critica, che richiede la collaborazione di tutta la popolazione per ridurre l’impatto dell’inquinamento.