L’obesità non può più essere considerata soltanto una questione estetica, ma una patologia cronica complessa che richiede cure specifiche e un approccio medico strutturato. È questo il messaggio emerso durante l’incontro organizzato all’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar in occasione del World Obesity Day, un momento di confronto aperto alla cittadinanza per informare e sensibilizzare su una malattia sempre più diffusa.
L’evento si è svolto presso il centro diagnostico terapeutico di via San Marco, a Verona, dove circa ottanta persone hanno partecipato all’iniziativa dedicata alla prevenzione e alla cura dell’obesità. Durante l’incontro il team di specialisti coordinato dal dottor Giacomo Ruffo ha illustrato i percorsi medico-chirurgici disponibili per affrontare questa condizione, sottolineando l’importanza di un trattamento che coinvolga diverse figure professionali.
Secondo gli specialisti, la gestione dell’obesità richiede un percorso integrato che unisca cambiamenti nello stile di vita, terapie farmacologiche e, quando necessario, interventi chirurgici. La chirurga bariatrica Irene Gentile ha spiegato come queste soluzioni non debbano essere viste come alternative in competizione tra loro, ma come strumenti complementari all’interno di un unico programma terapeutico personalizzato.
Un momento particolarmente significativo dell’incontro è stato rappresentato dalla testimonianza di Anita, una donna di 53 anni che grazie al supporto degli specialisti di Negrar è riuscita a perdere circa 70 chilogrammi. Il suo racconto ha messo in evidenza l’importanza di un percorso di cura seguito da professionisti e di un rapporto equilibrato con l’alimentazione. «Il cibo non è un nemico, ma un alleato che bisogna imparare a gestire», ha spiegato, descrivendo il cambiamento avvenuto nella sua vita.
L’urgenza di affrontare il problema è confermata anche dai dati internazionali. Le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità indicano che entro il 2035 nel mondo potrebbero esserci circa quattro miliardi di persone in sovrappeso o obese, un quadro che evidenzia la portata globale del fenomeno. In Italia la situazione è altrettanto significativa: un adulto su dieci è obeso e un bambino su tre presenta condizioni di forte sovrappeso.
Di recente il Parlamento italiano ha riconosciuto ufficialmente l’obesità come malattia cronica e recidivante, un passaggio definito dagli esperti come storico anche dal punto di vista culturale. Questo riconoscimento sottolinea come la patologia non possa essere ridotta a una semplice questione di alimentazione o di volontà individuale, ma sia invece il risultato di fattori genetici, ambientali e sociali che agiscono insieme.
L’obesità infatti aumenta il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, diabete e diverse forme di tumore, rendendo indispensabile un trattamento adeguato e supervisionato da specialisti. Per questo motivo i percorsi attivati a Negrar prevedono la presa in carico del paziente da parte di un’équipe multidisciplinare composta da medici di medicina generale, dietisti, psicologi e specialisti clinici.
Tra gli strumenti terapeutici disponibili rientrano anche i nuovi farmaci anti-obesità, che tuttavia devono essere prescritti e monitorati con attenzione. Gli esperti sottolineano infatti che queste terapie devono essere sempre valutate caso per caso e integrate all’interno di un percorso clinico personalizzato.
Sempre in occasione della Giornata mondiale dell’obesità, anche l’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona ha promosso l’iniziativa “Obesità senza pregiudizi: ascoltare, comprendere, curare”, con un punto informativo allestito al Polo Confortini. L’obiettivo è stato quello di fornire informazioni ai cittadini e contrastare lo stigma che spesso accompagna questa malattia.
In Veneto i dati indicano che circa il 12% degli adulti e il 6% dei bambini sono affetti da obesità. La crescita della patologia infantile rappresenta un elemento particolarmente preoccupante: negli ultimi cinquant’anni la percentuale di bambini obesi è passata dal 4% a oltre il 20%.
Al Polo Confortini sono intervenuti diversi specialisti impegnati nella gestione della patologia lungo tutto l’arco della vita. Tra loro il professor Claudio Maffeis per la pediatria, il professor Riccardo Bonadonna per l’endocrinologia, oltre a nutrizionisti e psicologi che collaborano nei percorsi terapeutici. L’assistenza ospedaliera comprende anche ambiti specifici come la geriatria dedicata all’obesità dell’anziano e la chirurgia metabolica, offrendo trattamenti mirati per ogni fascia d’età.
Gli esperti concordano su un punto fondamentale: la prevenzione precoce rappresenta lo strumento più efficace per contrastare l’obesità, soprattutto nei bambini. Molti giovani, infatti, presentano già alterazioni glicemiche e altri segnali di rischio, rendendo necessario intervenire tempestivamente con programmi di educazione alimentare, attività fisica e supporto specialistico.