Una villa con campi da tennis in costruzione a Bardolino, un immobile di pregio a Sona e altri cinque beni immobili sono stati definitivamente confiscati a un imprenditore veronese condannato per evasione fiscale. Il provvedimento, eseguito dalla Guardia di finanza di Padova, ha interessato complessivamente sette immobili per un valore stimato attorno al milione di euro.
La misura è scattata in seguito a una sentenza di condanna divenuta definitiva nel dicembre 2023, con la quale l’imprenditore è stato riconosciuto responsabile di reati tributari e condannato a due anni e sei mesi di reclusione. L’uomo era finito sotto la lente degli investigatori nell’ambito di una verifica fiscale che aveva fatto emergere un’evasione d’imposta superiore ai 3 milioni di euro.
L’indagine trae origine da un controllo effettuato dai finanzieri della Compagnia di Cittadella nei confronti di una società attiva nel commercio di abbigliamento nell’Alta padovana. Secondo quanto ricostruito, l’azienda risultava inadempiente rispetto agli obblighi tributari ed era di fatto amministrata dall’imprenditore poi condannato. Gli accertamenti fiscali avevano portato alla contestazione di un’evasione milionaria, delineando un quadro di gravi irregolarità sotto il profilo fiscale e amministrativo.
Già nel 2015, su disposizione del Tribunale di Padova e nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica, era stato eseguito un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente. Il provvedimento aveva riguardato beni per un valore complessivo di circa 2,5 milioni di euro, comprendendo due autovetture e sette immobili situati in provincia di Verona, ritenuti nella disponibilità dell’imprenditore.
Tra i beni sottoposti a sequestro figurava una villa in costruzione nel comune di Bardolino con annessi campi da tennis, oltre a un immobile di particolare pregio a Sona. Alcuni di questi risultavano formalmente intestati al coniuge e alla madre dell’uomo, ma secondo gli inquirenti erano riconducibili alla sua effettiva disponibilità.
Con il passaggio in giudicato della sentenza, la misura cautelare si è trasformata in confisca definitiva. La decisione ha tuttavia previsto una riduzione dell’importo originariamente stabilito, in considerazione dell’intervenuta prescrizione relativa a due annualità d’imposta. Il valore complessivo dei beni oggetto di confisca è stato così rideterminato in circa un milione di euro, in linea con quanto stabilito dall’autorità giudiziaria.
Su delega della Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Venezia, i finanzieri hanno quindi proceduto all’esecuzione del provvedimento ablativo, notificando contestualmente la misura alla competente Agenzia del Demanio, cui spetterà ora la gestione e la destinazione dei beni acquisiti al patrimonio dello Stato.
L’operazione rappresenta l’epilogo di un procedimento avviato oltre dieci anni fa e conferma l’attenzione delle Fiamme Gialle nel contrasto ai reati fiscali. La confisca dei beni costituisce uno degli strumenti principali per recuperare risorse sottratte all’erario, incidendo direttamente sul patrimonio accumulato attraverso condotte illecite.
Con l’esecuzione del provvedimento definitivo, si chiude così un capitolo giudiziario che ha riguardato un imprenditore del territorio veronese e un’evasione fiscale di rilevante entità, con effetti patrimoniali significativi e la definitiva acquisizione allo Stato di immobili di valore distribuiti tra Bardolino, Sona e altri comuni della provincia scaligera.