L’area di alta pressione di origine africana continua a dominare la scena meteorologica su Verona e provincia, mantenendo condizioni generalmente stabili ma caratterizzate da foschie diffuse e da un aumento dell’inquinamento nei bassi strati dell’atmosfera. Dopo diversi giorni segnati da nebbie e nubi basse, il quadro meteorologico è destinato a proseguire su questa linea, con qualche schiarita in più ma senza cambiamenti significativi nel breve periodo.
Negli ultimi giorni il sole ha faticato a imporsi pienamente sul territorio veronese. La presenza di forte umidità sulla pianura padana, unita al ristagno degli inquinanti prodotti dalle attività umane, ha favorito la formazione di banchi di nebbia e coperture nuvolose basse. L’anticiclone, comprimendo l’aria nei livelli più bassi dell’atmosfera, contribuisce infatti a trattenere smog e particelle inquinanti vicino al suolo, peggiorando la qualità dell’aria.
Un elemento nuovo è però in arrivo dal Nord Africa. La formazione di una depressione sulla Penisola Iberica sta infatti richiamando verso l’Europa grandi quantità di polveri sahariane, che tra oggi e domani raggiungeranno anche l’Italia settentrionale. Questo fenomeno atmosferico porterà con sé una caratteristica colorazione giallastra del cielo, visibile soprattutto nelle ore diurne quando la luce solare attraverserà l’atmosfera carica di sabbia in sospensione.
Le previsioni indicano inoltre un ulteriore aumento delle temperature, che nei prossimi giorni si porteranno leggermente oltre i 15 gradi. Si tratta di valori superiori di circa 3 o 4 gradi rispetto alle medie climatiche tipiche del periodo. Nel pomeriggio di oggi il termometro potrebbe già raggiungere i 15-16 gradi, mentre tra sabato e domenica si potranno toccare punte vicine ai 17 gradi, accompagnate da un clima più mite e da schiarite più frequenti.
Nel frattempo, la perturbazione che si è formata sulla Spagna tenderà ad avanzare lentamente verso il Mediterraneo centrale. Tuttavia l’azione di blocco esercitata dall’anticiclone impedirà un peggioramento significativo del tempo, creando una fase di stallo atmosferico che potrebbe proseguire fino all’inizio della prossima settimana. Di conseguenza, su Verona e nelle zone circostanti continueranno a prevalere condizioni stabili, con cieli spesso velati o lattiginosi.
Durante il fine settimana si prevedono giornate complessivamente più luminose, con il sole che riuscirà a farsi spazio tra foschie e pulviscolo desertico. Sabato dovrebbe risultare particolarmente mite, mentre domenica manterrà caratteristiche simili, con temperature ancora superiori alla norma e assenza di precipitazioni rilevanti.
L’arrivo delle polveri sahariane avrà però anche un impatto sulla qualità dell’aria. Le particelle trasportate dal deserto contribuiranno infatti all’aumento delle concentrazioni di polveri sottili, in particolare le Pm10, già oltre i limiti consentiti da diversi giorni. Queste particelle rappresentano un elemento critico per la salute perché possono penetrare profondamente nelle vie respiratorie, trasportando con sé sostanze potenzialmente nocive come idrocarburi e altri composti derivanti dalle attività antropiche.
Nonostante il clima insolitamente mite che si sta registrando in questi giorni, la stagione invernale non può ancora dirsi conclusa. Le statistiche meteorologiche dimostrano che il mese di marzo può riservare improvvisi ritorni di freddo anche intensi. In passato non sono mancati episodi di gelo tardivo o nevicate improvvise.
Un esempio significativo è rappresentato dal marzo del 2013, uno dei più freddi degli ultimi decenni. In quell’anno la temperatura media mensile a Verona si fermò a 7,7 gradi, e il 25 marzo la neve fece la sua comparsa anche sulle Torricelle. Di segno opposto fu invece il marzo 2012, quando il clima risultò insolitamente caldo con temperature oltre i 25 gradi per quattro giorni consecutivi e una massima di circa 26 gradi.
Tra i record meteorologici della città spiccano anche eventi estremi: il 2 marzo 2008 si registrarono 27 gradi, uno dei valori più alti mai rilevati nel mese, mentre il 2 marzo 2005 segnò il record di freddo con -10 gradi, seguito da una nevicata che portò diversi centimetri di neve in città.
Le prossime giornate, dunque, saranno caratterizzate da cieli velati, temperature miti e presenza di sabbia sahariana in atmosfera, mentre l’evoluzione meteorologica rimarrà sostanzialmente stabile almeno fino all’inizio della prossima settimana