Paralimpiadi 2026: cantieri e interventi per città più accessibili

Dall’Arena di Verona a Cortina, lavori su percorsi, impianti sportivi e villaggi olimpici per eliminare le barriere architettoniche e migliorare l’accessibilità

I cantieri avviati in vista delle Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026 stanno lasciando un segno concreto sul territorio, con interventi mirati a rendere città e impianti sportivi più accessibili. Tra i luoghi simbolo dei lavori figura l’Arena di Verona, dove sono stati realizzati importanti interventi sia all’interno dell’anfiteatro sia nei percorsi urbani che conducono al monumento.

In particolare, sono stati riqualificati oltre due chilometri di percorsi di accesso, con lavori che hanno interessato marciapiedi, piste ciclabili e aree dedicate al trasporto pubblico. Gli interventi hanno previsto marciapiedi rinnovati, ciclabili separate dalla carreggiata, pendenze controllate per facilitare gli spostamenti e nuove banchine per gli autobus, oltre a una riorganizzazione del traffico pensata per migliorare sicurezza e fruibilità degli spazi urbani.

Gli interventi non si sono limitati all’esterno dell’anfiteatro. All’interno dell’Arena sono state installate nuove rampe modulari, progettate con pendenze comprese tra il 4 e l’8 per cento per garantire un accesso più agevole alle persone con disabilità motorie. Le rampe sono state dimensionate in modo da consentire il passaggio affiancato di due sedie a rotelle, mentre parapetti e corrimani sono stati rinnovati rispettando l’identità storica del monumento.

Tra gli interventi previsti anche dopo i Giochi figura la realizzazione di un ascensore in acciaio corten e vetro all’arcovolo 65, che permetterà alle persone con mobilità ridotta di raggiungere i livelli superiori dell’Arena. Il progetto prevede inoltre una nuova piattaforma panoramica in cavea, ampliando ulteriormente la fruibilità del sito.

Uno dei cambiamenti più significativi riguarda il rifacimento della platea e della cavea, che per la prima volta offriranno posti accessibili distribuiti in tutti gli ordini dell’anfiteatro. Le sedute saranno smontabili e configurabili per permettere alle persone in carrozzina di assistere agli spettacoli accanto al proprio accompagnatore.

A tracciare un bilancio dei lavori è Fabio Saldini, amministratore delegato di Società Infrastrutture Milano Cortina 2026 (SiMiCo), che ha sottolineato come l’accessibilità sia stata considerata un elemento centrale della progettazione.

«L’accessibilità non è stata per noi un semplice adempimento normativo, ma una scelta strategica e culturale», ha spiegato Saldini. «L’inclusività significa permettere a ogni persona di raggiungere un luogo e viverlo in autonomia, sicurezza e dignità, progettando gli spazi secondo il principio del Design for All e andando oltre gli standard minimi previsti dalla legge».

Secondo il responsabile della società incaricata delle infrastrutture, l’obiettivo dei lavori non è stato soltanto garantire lo svolgimento dei Giochi paralimpici, ma lasciare un’eredità permanente per le comunità locali. «L’accessibilità che stiamo realizzando non è temporanea né legata all’evento sportivo: rappresenta un investimento strutturale sulla qualità della vita del territorio», ha aggiunto.

Gli interventi non riguardano solo Verona. Diverse opere sono state realizzate anche in altre località coinvolte nei Giochi, tra cui Cortina d’Ampezzo e Tesero, con lavori che hanno interessato impianti sportivi e strutture dedicate agli atleti.

A Cortina, ad esempio, il Villaggio Olimpico è stato progettato con una visione inclusiva fin dall’inizio. La struttura potrà ospitare circa 1.400 atleti e prevede che il 50% delle mobile home sia completamente accessibile. Ogni modulo accessibile comprende una stanza progettata per essere utilizzata senza ostacoli da persone con disabilità.

Interventi importanti hanno riguardato anche lo Stadio del Ghiaccio di Cortina, una struttura storica costruita oltre settant’anni fa. I lavori hanno introdotto rampe con pendenze controllate, ascensori accessibili e nuovi spogliatoi, oltre a percorsi interni con larghezza minima di 1,50 metri per facilitare gli spostamenti.

Le nuove aree sono state dotate inoltre di docce a filo pavimento, arredi inclusivi e sistemi di flussi separati, progettati per evitare interferenze tra atleti, mezzi di servizio e pubblico.

Nel complesso, i lavori legati alle Paralimpiadi puntano a trasformare infrastrutture e spazi urbani in ambienti più inclusivi e accessibili, con benefici destinati a durare anche dopo la conclusione dei Giochi.

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